Commissione MIMS per riforma TUE: le reazioni

La lettera Inarsind al Ministro Giovannini: in Commissione pochi liberi professionisti e nessun tecnico di settore

20/11/2021
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Commissione MIMS per riforma TUE: le reazioni

Con il Decreto n. 441/2021, il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili (MIMS) ha individuato i professionisti che faranno parte della Commissione per la riforma del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia). Una riforma particolarmente attesa ,che metterà sul tavolo cambiamenti fondamentali nel settore tecnico-edilizio.

Commissione MIMS per revisione TUE: la reazione di Inarsind

In particolare, l'obiettivo finale della Commissione è quello di produrre entro sei mesi una relazione sull’attività svolta nonché uno o più schemi di provvedimento recanti disposizioni di riforma della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e s.m.i., e della normativa attuativa, del D.P.R. n. 380/2001, nonché di ogni ulteriore disposizione la cui modifica dovesse rendersi necessaria o opportuna in conseguenza delle opzioni adottate.

Come abbiamo già fatto notare, la composizione della Commissione lascia abbastanza perplessi: il Ministro Enrico Giovannini ha nominato legali, amministrativi, professori, ma poche figure legate all'attività di libero professionista (ovvero quella che il d.P.R. n. 380/2001 lo applica nella sua professione). Su 22 componenti, solo 4 sono architetti, solo 2 liberi professionisti. E, soprattutto, non figurano ingegneri e geometri o rappresentanti dei costruttori edili.

Le reazioni sulla questione non si sono fatte attendere: in particolare Inarsind ha parlato di sottovalutazione del ruolo della libera professione, invitando il Ministro a ripensare la composizione della Commissione governativa che esclude proprio coloro che dovranno misurarsi con le nuove norme.

L’Associazione di rappresentanza di Ingegneri e architetti liberi professionisti ha infatti inviato una lettera ufficiale al Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, e per conoscenza al presidente del Consiglio Mario Draghi, rispetto alla composizione della Commissione governativa della Riforma del Testo Unico per l’Edilizia.

Inarsind non mette ovviamente in discussione “l’apprezzabile finalità, da tempo auspicata, della riforma del testo unico per l’edilizia”, “né è certamente in discussione il valore di quanti sono stati chiamati a far parte della Commissione, ma è assai sorprendente che coloro che più di altri dovranno misurarsi con la pratica applicazione delle future norme siano stati, di fatto, esclusi dal dibattito che porterà alla loro stesura”.

Inarsind: sottovalutato il ruolo dei liberi professionisti, invece indispensabile

Secondo Inarsind, per giungere al riordino della materia, sarebbe oltremodo utile e indispensabile l’esperienza maturata nel corso degli anni dai liberi professionisti Architetti e Ingegneri, ovvero da coloro che quotidianamente la praticano in un continuo confronto con gli Enti interessati e che costituiscono il tramite tra questi ultimi ed i committenti, ovvero cittadini ed imprese.

L'Associazione di rappresentanza sottolinea che la significativa assenza della libera professione in Commissione possa essere il frutto di una sottovalutazione del ruolo e delle sue capacità intellettuali e culturali nel contribuire al coordinamento e integrazione delle norme in materia di costruzioni.

Da qui l’auspicio a un ripensamento della composizione della Commissione, attualmente caratterizzata dall’assoluta minoranza di liberi professionisti (solo due architetti), ma soprattutto dalla totale assenza di ingegneri liberi professionisti ed in generale della rappresentanza dell’intero mondo dei tecnici delle costruzioni.