Ministero dell’Interno: Obbligo vaccinale over 50

Le indicazioni ai prefetti sulle disposizioni che estendono l’obbligo vaccinale e l’uso delle certificazioni verdi

di Redazione tecnica - 15/01/2022
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Ministero dell’Interno: Obbligo vaccinale over 50

Con la circolare 13 gennaio 2022, n. 2301 avente ad oggetto: «Decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore”», il Ministero del’interno ha richiamato le disposizioni contenute nel decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, sull’adozione di ulteriori misure di prevenzione e contenimento del Covid-19, con particolare riguardo alle previsioni che estendono l’obbligo vaccinale e l’uso delle certificazioni verdi.

Obbligo vaccinale per gli over 50

Tra queste la previsione - a decorrere dall’8 gennaio u.s. e sino al 15 giugno p.v. - dell’obbligo vaccinale per tutti i soggetti che abbiano compiuto, o che compiranno in tale arco temporale, i 50 anni di età e l’obbligo - a decorrere dal 15 febbraio p.v. – sempre per le persone di età superiore ai 50 anni, siano essi lavoratori pubblici o privati, di possedere ed esibire per l’accesso ai luoghi di lavoro il green pass “rafforzato”.

Certificato verde “rafforzato”

La circolare del Ministero dell’Interno evidenzia che il possesso del certificato verde “rafforzato”, la cui verifica spetta ai datori di lavoro, costituisce requisito essenziale per lo svolgimento dell’attività lavorativa. I soggetti che ne siano sprovvisti non possono, infatti, accedere ai luoghi di lavoro e sono considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. Nei casi in cui la vaccinazione sia legittimamente omessa o differita il datore di lavoro adibisce i soggetti interessati anche a mansioni diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da limitare i rischi di diffusione del virus.