Il CTU e la redazione della relazione peritale

La relazione peritale è l'elemento culminante del ruolo del CTU all’interno di un processo. Proprio per questo va redatta in maniera completa, chiara e pertinente da un punto di vista tecnico-giuridico

di Redazione tecnica - 23/06/2022
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Il CTU e la redazione della relazione peritale

L’attività del Consulente Tecnico di Ufficio, normata dal Codice di Procedura Civile, è spesso fondamentale per la risoluzione di un processo civile. Il CTU, infatti, basandosi sulla propria esperienza e sulle proprie competenze tecniche, svolge un ruolo cruciale dal punto di vista giurisdizionale, supportando il giudice quando quest’ultimo è chiamato a prendere una decisione su argomenti in cui, per ovvi motivi, egli non ha conoscenza né competenza. Il Consulente, quindi, dopo aver acquisito le informazioni necessarie tramite i sopralluoghi e lo svolgimento delle operazioni peritali, si occupa di realizzare la cosiddetta Relazione Peritale.

La redazione della relazione peritale: l'attività del CTU

La Relazione Peritale è l’elemento culminante del ruolo del CTU all’interno di un processo. Si tratta, nello specifico, dell’elaborato per mezzo del quale il Consulente adempie al suo mandato giurisdizionale rispondendo ai quesiti posti dal Giudice, motivando le sue risposte sulla base di tesi, argomentazioni tecniche e dimostrazioni scientifiche chiare e inconfutabili.

La risposta ai quesiti tecnici può avvenire in forma orale ma, nei casi più complessi, il Magistrato può richiedere che la relazione sia redatta in forma scritta.

Quali sono le caratteristiche che deve avere una relazione peritale?

Le due caratteristiche principali della relazione sono senza dubbio la completezza dal punto di vista contenutistico e la chiarezza. Le deduzioni e le tesi a supporto dovranno, da un lato, essere pertinenti ai quesiti e avere efficacia dimostrativa ma, dall’altro, dovranno essere esposte in modo chiaro e lineare per evitare lungaggini o periodi prolissi e complessi che potrebbero inficiare sia la comprensibilità della risposta che la sua oggettività tecnica.

Pur non esistendo nessuno standard normativo che determini la struttura della relazione peritale, per il raggiungimento degli obiettivi di completezza e chiarezza, è prassi condivisa, in fase di redazione, suddividere la relazione in quattro parti: introduttiva, descrittiva, valutativa e conclusiva.

Quali sono i contenuti della relazione peritale?

Per redigere una relazione peritale impeccabile è necessario che ciascuna delle quattro parti sopra citate abbia dei contenuti specifici che di seguito elencheremo:

  • la parte introduttiva ha lo scopo di “presentare” e riassumere quella che è l’essenza dell’attività del CTU in un determinato processo. Di conseguenza essa deve contenere gli aspetti generali del procedimento e tutti i dati relativi alle operazioni svolte dal CTU;
  • la parte descrittiva, detta spesso anche “parte narrativa”, contiene l’oggetto delle operazioni peritali, ovvero gli atti e le indagini svolte dal consulente;
  • la parte valutativa in cui il consulente espone tutti gli elementi, i ragionamenti e le deduzioni debitamente motivate, che lo hanno condotto a formulare la sua tesi;
  • la parte conclusiva, che contiene la risposta vera e propria del CTU al quesito posto dal Giudice.

Oltre alla descrizione dell’attività svolta dal CTU e dei ragionamenti che lo hanno portato a formulare la risposta, tuttavia, una relazione peritale deve contenere anche degli elementi e degli allegati documentali di natura più giurisdizionale. Abbiamo riassunto i principali nella tabella a seguire:

Contenuto

Descrizione

Ordinanze ed Udienze

Udienza con cui il magistrato ha conferito l’incarico al CTU ed altre eventuali ordinanze o udienze successive

Nomina degli eventuali CTP

Indicazione delle modalità di nomina e dei dati anagrafici relativi ai CTP nominati dalle parti.

Comunicazione di inizio delle operazioni

Indicazione della data e delle modalità con cui il CTU ha comunicato l’inizio delle operazioni peritali

Modalità di svolgimento delle operazioni

Sintesi di come si sono svolte le diverse sessioni delle operazioni peritali

Eventuali istanze

Indicazioni di eventuali istanze di proroga del termine di deposito, istanze presentate dal CTU al giudice, istanze e osservazioni delle parti

Documenti Peritali

Indicazione dei documenti utilizzati nello svolgimento delle operazioni

Limite di riserva e mandato

Sono riportati i limiti e le riserve di svolgimento del mandato.

Ribadiamo che il contenuto effettivo cambia in base al tipo di quesito posto ma, in ogni caso, una relazione incompleta, irregolare o che presenta omissioni verrà considerata nulla dal giudice, comportando un rinnovo della consulenza e, nei casi più gravi, la sostituzione del consulente.

Relazione Peritale e attività CTU: in conclusione

Per redigere una relazione peritale in modo corretto e, più in generale, per svolgere l’attività di CTU in modo efficace, le conoscenze tecniche specifiche del proprio settore di provenienza, seppur fondamentali, non sono sufficienti. La relazione, per poter essere valida, deve rispettare i dettami del processo civile, ragion per cui i professionisti che ambiscono a ricoprire il ruolo di CTU devono possedere conoscenze e competenze di tipo tecnico-giuridico. Un modo efficace per ottenerle è frequentare degli appositi corsi di formazione per CTU, con programmi ispirati ai principi cardine del processo civile.

La frequenza di questi corsi di formazione può colmare eventuali lacune e fornire la preparazione richiesta per effettuare l’iscrizione all’albo dei CTU tenuti presso i tribunali.