Gestione risorse PNRR e il no di ANAC: ASMEL non ci sta

La replica di ASMEL nelle dichiarazioni del Consigliere Francesco Pinto: "ci siamo adeguati a tutte le prescrizioni, ora chiederemo i danni"

di Redazione tecnica - 15/01/2023
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Gestione risorse PNRR e il no di ANAC: ASMEL non ci sta

Non ha lasciato indifferenti la decisione presa da ANAC con la delibera n. 570 del 30 novembre 2022, nella quale l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha evidenziato che ASMEL, in qualità di ente di natura privatistica, non può svolgere funzioni di centrale unica di committenza, con conseguente impossibilità per i comuni non capoluogo di provincia di utilizzare le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mediante il ricorso a essa.

In una nota inviata alla nostra redazione, la società ha chiarito la propria posizione attraverso le dichiarazioni del consigliere Francesco Pinto.

Gestione fondi PNRR: la replica di ASMEL ad ANAC

Ricordiamo che la delibera, di cui abbiamo parlato qui, ha fatto seguito a una segnalazione della Fondazione Architetti e Ingegneri; essa ha specificato che ASMEL non può offrire ai propri soci attività di committenza ausiliaria, gestendo le procedure di appalto in nome e per conto delle stazioni appaltanti interessate. Questo perché, secondo ANAC, non è una società in house, per cui non configurabile l’affidamento di attività di supporto ai Rup, né assegnarle affidamenti diretti, al di fuori del Codice degli Appalti.

Le dichiarazioni di ASMEL

Un provvedimento dai toni molto duri, a cui ASMEL ha replicato con una dichiarazione del Consigliere Francesco Pinto indirizzata al nostro direttore responsabile e che riportiamo integralmente qui.

«Questa istruttoria ci pare oltremodo curiosa - dice Pinto - aperta sulla base di una segnalazione sulla presunta illegittimità a definirci “centro di competenza Pnrr” porta l' Anac a concludere solo oggi, dopo che Asmel consortile ha pubblicato circa 7mila gare per un transato di oltre 6 miliardi di euro, che la sua attività sarebbe stata illegittima. Finora ci siamo adeguati a tutti gli appesantimenti burocratici richiesti dall'Anac - conclude Pinto - . Ora la misura è colma: non ci limiteremo a fare ricorso, ma chiederemo i danni in sede civile e proporremo alla politica di cambiare nome all'Autorità, definendola Agenzia nazionale per l'aumento delle complicazioni».