Imprese al femminile: in arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero

Definite le modalità di intervento del fondo istituito dalla legge di Bilancio 2021 a sostegno delle imprese a prevalente partecipazione femminile

di Redazione tecnica - 31/12/2021
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Imprese al femminile: in arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero

I contributi a fondo perduto per le imprese a prevalente partecipazione femminile sono realtà: sono state definite infatti le modalità di intervento del fondo istituito dal comma 97 dell'art. 1 della legge n. 178/2020 (legge di Bilancio 2021), che sarà presto rinforzato dai fondi Pnrr.

Imprese a prevalente partecipazione femminile: contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero

Secondo quanto stabilito dal Decreto interministeriale del 30 settembre 2021, a firma del Ministero per lo Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e con il ministero per le Pari opportunità e la Famiglia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14/12/2021, n. 296, gli incentivi possono essere richiesti come contributo a fondo perduto, oppure come finanziamento agevolato; si può accedere anche ad entrambe le agevolazioni. L'apertura dei termini e le modalità per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni saranno definite con apposito provvedimento del ministero per lo Sviluppo economico.

Il fondo per imprese a prevalente partecipazione femminile

Il Fondo prevede una dotazione di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, da utilizzare per “promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

L'entità del fondo è destinata ad aumentare: le risorse infatti saranno presto rinforzate con gli stanziamenti destinati all’imprenditoria femminile previsti dal Pnrr, pari a 400 milioni di euro.

Le iniziative devono prevedere spese ammissibili non superiori a 250mila euro, al netto d’Iva, per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile, o non oltre 400mila euro, al netto d’Iva, per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili.

I programmi di investimento per cui si chiedono gli incentivi devono essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione del bonus controfirmato dall’impresa femminile beneficiaria, pena la revoca delle agevolazioni concesse. Su richiesta della richiedente e sulla base di motivi idonei, il gestore può autorizzare una proroga non superiore a sei mesi.

Beneficiari del fondo

Gli incentivi sono rivolti alle imprese con prevalente presenza di donne e alle lavoratrici autonome, sia che si tratti di nuovi soggetti oppure del consolidamento e sviluppo di quelli esistenti.

Sono considerate imprese femminili:

  • le cooperative e le società di persone in cui le donne rappresentano almeno il 60% dei componenti la compagine sociale;
  • le società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  •  le imprese individuali la cui titolare è una donna.

Possono usufruire delle agevolazioni tutte le imprese, in possesso di tali caratteristiche, di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa nel territorio nazionale, già operative o di nuova costituzione.

Come già sottolineato, i contributi seguono due linee d’azione:

  • incentivi per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese (produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, fornitura di servizi in qualsiasi settore, commercio e turismo);
  • incentivi per lo sviluppo e il consolidamento di imprese attive.

La misura è a favore anche delle persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.

Modalità di accesso al credito

Il bonus per imprese a prevalente partecipazione femminile è assegnato:

  • in forma di contributo a fondo perduto;
  • di finanziamento agevolato, anche combinato con i CFP. Il finanziamento ha una durata massima di 8 anni, è a tasso zero, e non richiede garanzie.

Esso è cumulabile con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato di riferimento.

Il tipo e l’entità dell’incentivo dipendono dalle linee di azione e dall’ammontare delle spese ammissibili previste nei programmi di investimento. In particolare, alle nuove imprese è riconosciuto un contributo a fondo perduto pari:

  • all’80% delle spese ammissibili, fino al limite di 50mila euro, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100mila euro;
  • al 50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono costi agevolabili superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro.

Nel caso di sviluppo e al consolidamento delle società a maggioranza donne, il credito è assegnato secondo le seguenti modalità:

  • per le società costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di accesso all’incentivo, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili, in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato;
  • per le imprese con oltre 36 mesi di attività, i benefici sono attribuiti in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate come contributi a fondo perduto.

Fondi imprese a partecipazione femminile: spese agevolabili

Le agevolazioni possono essere richieste:

  • per le spese sostenute in relazione alle immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • ai servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale;
  • al personale dipendente e per le esigenze di capitale circolante, nel rispetto di quanto previsto dal decreto interministeriale del 30 settembre.

Inoltre sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, per un importo massimo di 5mila euro per impresa, usufruibile in parte attraverso servizi prestati del gestore del fondo (Invitalia) e in parte tramite voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

Come richiedere l'accesso al fondo

Le richieste di accesso al Fondo vanno compilate esclusivamente online, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione in un'apposita sezione del sito internet di Invitalia.

L'apertura dei termini e le modalità per la presentazione delle istanze saranno definite dal MISE con successivo provvedimento, con il quale saranno fornite anche le necessarie specificazioni per la corretta attuazione degli interventi ammessi.

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

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