Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo novembre 2021

Istat e Indici prezzi al consumo novembre 2021: + 0,6% rispetto al mese precedente

di Redazione tecnica - 16/12/2021
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Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo novembre 2021

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Novembre 2021; l'indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, nel mese di novembre 2021 ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (dal 3,0% del mese precedente); la stima preliminare era +3,8%.

A novembre, l’inflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 (quando fu +3,8%) e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. Le tensioni inflazionistiche, seppur in misura contenuta, si diffondono anche ad altri comparti merceologici, in particolare i Beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti, e l’inflazione di fondo sale a livelli che non si vedevano da maggio 2013.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Novembre 2021 ed il 14 Dicembre 2021, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2020 del +3,867669%.

Stima dell’inflazione da gennaio 2018

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 è stata diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua      

Nel mese di novembre 2021, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese precedente); la stima preliminare era +3,8%.

L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è ancora una volta dovuta in larga parte ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%), mentre la componente regolamentata, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, registra un lieve rallentamento (da +42,3% a +41,8%). Accelerano rispetto a ottobre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Beni alimentari sia lavorati (da +1,0% a +1,4%) sia non lavorati (da +0,8% a +1,5%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +3,6%), mentre i prezzi dei Beni durevoli rallentano (da +0,9% a +0,4%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,3%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+7,9%) e, in misura minore, degli Alimentari non lavorati (+1,4%) e lavorati (+0,6%). Diminuiscono, invece, i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali) e dei Beni durevoli (-0,4%).

Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +4,2% a +5,1%) sia quelli dei servizi (da +1,3% a +1,7%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-3,4 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a ottobre (-2,9).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,0% a +1,2%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +3,7%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,9% su base annua (da +3,2% di ottobre); la stima preliminare era +4,0%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,6% su base annua.

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime nel mese di novembre e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria si veda la Nota metodologica alle pagine 18, 19 e 20.

Indice annuale e biennale locazioni

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +2,700% e l'indice biennale sempre ridotto al 75% al +2,475%.

Variazioni congiunturali

L'Istat spiega che, nel mese di novembre 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,7%) , Trasporti (+1,2%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%), Abbigliameno e calzature (+0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%), Istruzione (+0,1%), Altri beni e servizi (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa e nel capitolo Servizi sanitari e spese per la salute

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Comunicazioni (-1,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione (-1,0%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%).

Variazioni tendenziali

L'Istat spiega che, nel mese di novembre 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi tendenziali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+14,1%), Traporti (+10,5%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,7%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+1,5%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,5%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,9%), Abbigliameno e calzature (+0,6%), Altri beni e servizi (+0,4%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,3%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%).

Variazioni nulle non si sono registrate in nessun capitolo.

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Comunicazioni (-2,8%), Istruzione (-0,5%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti endenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Catania (+5,0%), Genova (+4,6%),  Messina e Trieste (+4,5% per entrambe), Padova (+4,3%), Bari (+4,2%), Catanzaro e Trento (+4,1% per entrambe), Bolzano e Palermo (+4,0% per entramve), Aosta (+3,9%), Bologna, Cagliari, Parma e Reggio Calabria (+3,8% per tutte e quattro),   (+3,5%), Potenza e Reggio Emilia (+3,7% per entrambe), Brescia, Firenze e Livorno (+3,6% per tutte e tre), Verona (+3,5%), Perugia e Roma (+3,4% per entrambe), Ancona e Campobasso (+3,3 % per entrambe),  Milano e Napoli (+3,2% per entrambe), Modena, Ravenna e Torino (+3,0% per tutte e tre), Venezia (+2,9%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 18 Gennaio 2022

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