Legge di Bilancio 2023: grandi assenti, Superbonus e Cessione del credito

Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, nessun riferimento alle detrazioni di cui all'art. 119 del Decreto Rilancio o a possibili soluzioni per la cessione dei crediti maturati con gli interventi

di Redazione tecnica - 23/11/2022
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Legge di Bilancio 2023: grandi assenti, Superbonus e Cessione del credito

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Disegno di Legge di Bilancio 2023, la palla è passata al Parlamento, dove la discussione presumibilmente andrà avanti - come di consueto - fino a fine anno.

Superbonus e cessione del credito: dal Decreto Aiuti Quater alla Legge di Bilancio 2023

Leggendo i passaggi delle misure approvate dall’esecutivo, ci si trova davanti a un convitato di pietra, anzi due: il Superbonus e la cessione del credito. Due assenze pesanti, che lasciano intuire come difficilmente ci sarà un’abrogazione del D.L. n. 176/2022 (Decreto Aiuti Quater) con il recepimento delle disposizioni all’interno della Finanziaria, come avvenuto ad esempio l’anno scorso con il decreto n. 157/2022 (cd. Decreto Antifrode), confluito poi nella legge n. 234/2021.

Questo significa che, a meno di colpi di scena eclatanti, si dovrà attendere l’eventuale conversione in legge, entro il 18 gennaio 2023, per confermare – o annullare – quanto è stato previsto con il Decreto Aiuti Quater per le detrazioni fiscali legate a interventi di riqualificazione energetica e di efficientamento sismico e per la cessione del credito.

Superbonus: le recenti modifiche alla detrazione 

È ancora Superbonus, nonostante tutto. Nonostante la diminuzione dell’aliquota di detrazione, nonostante le nuove condizioni, nonostante le innumerevoli modifiche che si sono succedute nel tempo. Le agevolazioni fiscali vengono infatti confermate, con i distinguo del caso.

Queste le previsioni per Condomìni, compresi quelli sino ad un massimo di 4 unità posseduti da un’unica persona fisica, per le ONLUS e le Associazioni di promozione sociale:

  •  il 110% si applica solo fino al 31 dicembre 2022;
  • per il 2023 la percentuale scende al 90%. La riduzione non opera:
    • per gli interventi con CILAS presentata entro il 25 novembre 2022 e, in caso di interventi su edifici condominiali, con delibera assembleare di approvazione dei lavori adottata entro il 24 novembre 2022;
    • per interventi di demolizione e ricostruzione se, alla stessa data, risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Il Superbonus per gli edifici unifamiliari e per unità indipendenti situate in edifici plurifamiliari, è confermato alle seguenti condizioni:

  • proroga del 110% per le spese sostenute fino al 31 marzo 2023 sempre a condizione che ci sia un SAL con il 30% dei lavori al 30 settembre 2022;
  • 90% per gli interventi avviati dal 1° gennaio 2023 e per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, a condizione che:
    • le unità siano l’abitazione principale del contribuente;
    • il contribuente abbia un reddito non superiore a 15.000 euro, calcolato in base al cd “quoziente familiare”;
    • il contribuente sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento sull’abitazione

Infine confermato il Superbonus al 110%:

  • fino al 31 dicembre 2023 per IACP e Cooperative, a condizione che al 30 giugno 2023 venga effettuato il 60% dei lavori;
  • fino al 31 dicembre 2025 per soggetti che svolgano attività di prestazione di servizi socio sanitari e assistenziali e per interventi effettuati in territori colpiti da eventi sismici che si sono verificati dal 1° aprile 2019.

Cessione del credito: nessuna novità all'orizzonte

Benché nella conferenza stampa antecedente l’approvazione del Decreto Aiuti Quater il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti abbia specificato che alcune soluzioni per sbloccare il mercato dei crediti fossero al vaglio, nel D.L. n. 176/2022 è stato previsto soltanto un aumento delle rate possibili per la cessione (di fatto raddoppiate). Né nel disegno di legge di Bilancio si rinvengono altre novità. Considerato che le attività saranno adesso interamente concentrate sulla definizione della Finanziaria secondo quanto approvato dal Consiglio dei Ministri, sembra improbabile che nell’immediato vengano proposte delle nuove alternative, richieste da più parti - imprese, professionisti, cittadini - a fronte di un mercato completamente saturo e chiuso da parte degli operatori.