Legge di Bilancio 2023: avviato l'iter di approvazione

Dopo la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato, il DDL adesso è approdato alla Camera. Ecco i punti principali della manovra finanziaria

di Redazione tecnica - 05/12/2022
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Legge di Bilancio 2023: avviato l'iter di approvazione

È stato ufficialmente avviato alla Camera dei Deputati l’iter per l’approvazione del disegno di legge di Bilancio 2023, che il Consiglio dei Ministri ha trasmesso al Parlamento dopo l’approvazione dello scorso 21 novembre e che è anche già stato bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato.

DDL di Bilancio 2023: i contenuti della manovra

Come specificato nell’introduzione, il DDL tiene conto di uno scenario macroeconomico di incertezza che risente delle tensioni geopolitiche e dell'aumento dell'inflazione, dovuto principalmente all'incremento dei prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime.

In questo contesto, si è scelta un’impostazione prudenziale, con una politica di bilancio diretta a limitare quanto più possibile l'impatto del caro energia sui bilanci delle famiglie, specialmente quelle più fragili, nonché a garantire la sopravvivenza e la competitività delle imprese italiane sia a livello globale sia nel contesto europeo, anche in considerazione dei corposi interventi recentemente annunciati da altri membri dell'Unione europea.

Nell’introduzione si sottolinea come la manovra si componga oltre che degli effetti del DDL stesso anche di quelli del D.L. n 176/2022. Ed è proprio sulle misure previste dal Decreto Aiuti Quater che ci si sofferma, specificando l’istituzione dal 2023 di un apposito fondo, pari a circa 4,1 miliardi nel 2023, 0,5 miliardi nel 2024 e 0,3 miliardi nel 2025 e importi inferiori nelle annualità successive, alimentato:

  •  dagli effetti migliorativi associati alla proroga fino al 2023 del termine per la vendita del gas naturale acquistato dal Gestore dei servizi elettrici (GSE) e per la restituzione del prestito trasferito dallo Stato per tali finalità;
  • dalla revisione della disciplina degli incentivi fiscali per l'efficientamento energetico;
  • dall'estensione fino a dicembre 2022 delle riduzioni di accise e IVA su alcuni carburanti.

Queste risorse saranno destinate alla manovra di finanza pubblica 2023-2025, di cui una quota, pari a 1,5 miliardi nel 2023, tenuto conto delle oscillazioni dei prezzi energetici, sarà accantonata e resa indisponibile fino al versamento all'entrata del bilancio dello Stato delle somme incassate dal GSE conseguenti alla vendita del gas. Al netto di questo accantonamento, il Fondo è stato quindi ridotto per un importo di 2,6 miliardi nel 2023, 0,45 miliardi nel 2024, 0,32 miliardi nel 2025 e importi via via decrescenti nelle annualità successive.

Le misure contro il caro energia

I principali interventi del DDL sono indirizzati al contenimento degli effetti del caro energia sulle famiglie, sulle imprese ed enti pubblici.

Queste le misure previste per il primo trimestre 2023:

  • rinnovo dei crediti di imposta in favore delle imprese per le spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, elevandoli dal 40 al 45% per le imprese energivore, gasivore e non gasivore e dal 30 al 35% per le imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica (nel complesso oltre 9,8 miliardi nel 2023);
  • azzeramento degli oneri generali di sistema applicati alle utenze elettriche e la riduzione di quelli del settore del gas naturale (circa 4,8 miliardi);
  • conferma della riduzione al 5% dell'IVA sulle somministrazioni di gas per usi civili e industriali (0,83 miliardi);
  • conferma delle agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica e gas a beneficio degli utenti domestici che versano in condizioni economiche svantaggiate ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, estendendo il limite di ISEE per l'accesso al beneficio a 15.000 euro (2,5 miliardi nel 2023);
  • a carico della fiscalità generale gli oneri impropri delle bollette elettriche relativi alla disattivazione dei siti nucleari e alle compensazioni territoriali (0,53 miliardi a decorrere dal 2023);
  • autorizzazione di nuove risorse per mitigare le conseguenze derivanti agli utenti finali dagli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale e consentire la compensazione derivante dal riconoscimento dei costi sostenuti dal responsabile del bilanciamento del gas naturale (circa 1 miliardo nel 2023);
  • stanziamento di ulteriori risorse per fronteggiare le maggiori spese derivanti dagli aumenti dei prezzi di gas ed energia sostenuti dagli enti locali (0,4 miliardi nel 2023) e dagli enti del Servizio sanitario nazionale (1,4 miliardi nel 2023).

Riduzione della pressione fiscale

A partire dal periodo d'imposta 2023 si prevede anche:

  • innalzamento da 65.000 euro a 85.000 euro del limite di ricavi o compensi che costituisce uno dei requisiti di accesso e permanenza nel regime forfetario per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni (in termini netti circa 0,28 miliardi nel 2023, 0,35 miliardi nel 2024 e 0,38 miliardi dal 2025).
  • introduzione, limitatamente all'anno 2023, di un regime di Flat tax che assoggetta a tassazione agevolata del 15% l’eccedenza del reddito d'impresa e/o di lavoro autonomo rispetto al più elevato importo dichiarato negli anni 2020, 2021 e 2022. La base imponibile agevolata non può comunque l'ammontare di 40mila euro (circa 0,8 miliardi nel 2024);
  • riduzione al 5% dell’IVA su alcuni prodotti per l'infanzia e per l'igiene intima femminile rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente (circa 0,2 miliardi dal 2023)
  • differimento al 1° gennaio 2024 dell’efficacia delle disposizioni inerenti la c.d. plastic tax e l'imposta sul consumo delle bevande analcoliche (c.d. sugar tax) (complessivamente circa 0,6 miliardi nel 2023).

Pace fiscale

Verranno annullati, alla data del 31 gennaio 2023, tutti i debiti di importo residuo fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015; e si prevede la facoltà, per il debitore, di fruire di una nuova forma di definizione agevolata dei debiti contenuti nei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, stabilendo che possano essere estinti versando soltanto le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Nella stessa direzione vengono previste disposizioni sulla definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2019, 2020 e 2021, sul ravvedimento speciale delle violazioni tributarie, sulla definizione agevolata delle controversie tributarie e sulla rinuncia agevolata dei giudizi tributari in Cassazione.

Complessivamente le misure richiamate comportano effetti per circa 0,7 miliardi in termini di competenza e 1,1 miliardi in termini di cassa.

Pensioni e sostegni sociali

Si introduce in via sperimentale per l'anno 2023 un nuovo regime di pensione anticipata flessibile con un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 41 anni (al netto degli effetti fiscali circa 0,57 miliardi nel 2023, 1,2 nel 2024 e 0,4 nel 2025) e si prorogano anche i previgenti regimi c.d. APE sociale e opzione donna per la quale è prevista anche la modifica dei requisiti anagrafici (al netto degli effetti fiscali complessivamente quasi 0,7 miliardi nel periodo 2023-2025).

Inoltre per contrastare gli effetti dell'inflazione si stabilisce in via transitoria per il 2023 e 2024 un incremento delle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo INPS (circa 0,2 miliardi nel 2023 e 0,38 miliardi nel 2024) e contestualmente per il biennio 2023-2024 viene rideterminato il meccanismo di indicizzazione delle pensioni (con una conseguente minore spesa che al netto degli effetti fiscali è pari a circa 2,1 miliardi nel 2023, 4,1 miliardi nel 2024 e 4 miliardi nel 2025).

Tra gli interventi di maggior rilievo in favore delle famiglie e del sociale si elencano:

  • la maggiorazione del 50%, a decorrere 1° gennaio 2023, dell'assegno unico universale per ciascun figlio di età inferiore a un anno; tale incremento viene riconosciuto inoltre per i nuclei con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di ISEE fino a 40mila euro (circa 0,35 miliardi nel 2023, 0,46 miliardi nel 2024 e 0,47 miliardi dal 2025).
  • per le madri lavoratrici che terminano il periodo di congedo di maternità successivamente al 31 dicembre 2022 si prevede l'incremento dal 30 all' 80% dell'indennità per congedo parentale nel limite massimo di un mese da usufruite entro il sesto anno di vita del figlio (al netto della contribuzione figurativa circa 0,1 miliardi nel 2023 e 0,2 miliardi dal 2024).
  • stanziate risorse per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità dei soggetti con un ISEE non superiore a 15.000 euro (0,5 miliardi nel 2023),
  • prorogate le agevolazioni per l'acquisto della prima casa per giovani di età inferiore a 36 anni (0,13 miliardi nel 2023);
  • rifinanziato il fondo garanzia prima casa (0,43 miliardi nel 2023);
  • ridefinite le modalità per la fruizione del reddito di cittadinanza, abrogato a partire dal mese di gennaio 2024 -per finanziare un'organica riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva.

Gli investimenti pubblici

In relazione ai lavori pubblici, vengono stanziate ulteriori risorse per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici in relazione alle procedure di affidamento delle opere pubbliche in corso o avviate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 (1,6 miliardi nel 2023, 1,5 miliardi nel 2024, 2 miliardi nel 2025, 3 miliardi nel 2026 e 3,5 miliardi nel 2027).

Inoltre, sono previste nuove risorse per la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria e l'alta velocità (3,8 miliardi nel periodo 2023-2037), per gli interventi ANAS (circa 2,3 miliardi nel periodo 2023-2034), per il finanziamento del trasporto rapido di massa (circa1I miliardo nel periodo 2023-2036) e la realizzazione di infrastrutture stradali statali (3,4 miliardi nel periodo 2023-2037).