PNRR: stanziati i fondi per i Piani urbani integrati delle Città Metropolitane

Pubblicato il decreto del Ministero dell'Interno. Possibile presentare proposte di valore non inferiore ai 50 milioni di euro entro il 7 marzo 2022

di Redazione tecnica - 11/12/2021
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PNRR: stanziati i fondi per i Piani urbani integrati delle Città Metropolitane

Piani urbani integrati e PNRR: approvato con il Decreto del Ministero dell'Interno del 6 dicembre 2021 il modello con il quale le Città Metropolitane, in attuazione della linea progettuale «Piani Integrati - M5C2 – Investimento 2.2» nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), possono presentare entro il 7 marzo 2022 le proposte di interventi finanziabili per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati.

Piani urbani integrati: i fondi PNRR per le Città Metropolitane

In attuazione della linea progettuale «Piani Integrati - M5C2 – Investimento 2.2» nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, le Città Metropolitane, per il periodo 2022-2026 individuano i progetti finanziabili per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati, con valore non inferiore a 50 milioni di euro, e nel limite massimo delle risorse assegnate dall’Allegato 1 dell’articolo 21, comma 3, decreto legge n. 152/2021, aventi ad oggetto:

  • la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti;
  • il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale;
  • interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities ed i relativi soggetti attuatori nell’ambito dell’area metropolitana,

Per farlo sarà necessario presentare domanda entro il 7 marzo 2022 al Ministero dell’Interno - Direzione Centrale della Finanza Locale, con le modalità e i termini stabiliti dagli artt. 3 e 4 del Decreto.

Piani urbani integrati delle Città Metropolitane: progetti ammessi

I progetti devono riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell'accessibilità e delle infrastrutture, permettendo la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili, attraverso:

  • la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico;
  • il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante la ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive;
  • interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai trasporti ed al consumo energetico, volti al miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane mediante il sostegno alle tecnologie digitali e alle tecnologie con minori emissioni di CO2.

Inoltre i progetti oggetto di finanziamento devono, inoltre, a pena di inammissibilità:

a) intervenire su aree urbane il cui IVSM è superiore a 99 o superiore alla mediana dell'area territoriale;

b) avere un livello progettuale che assicuri il rispetto dei termini di cui al comma 10 e, in ogni caso, non inferiore alla progettazione preliminare o studio di fattibilità tecnico economica;

c) assicurare, nel caso di edifici oggetto riuso, rifunzionalizzazione o ristrutturazione, l'incremento di almeno due classi energetiche;

d) assicurare l'equilibrio tra zone edificate e zone verdi nonché potenziare l'autonomia delle persone con disabilità e l'inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari a livello locale eliminando, laddove possibile, gli ostacoli all'accesso agli alloggi e alle opportunità di lavoro tenendo conto anche delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie;

e) prevedere la valutazione di conformità alle condizioni collegate al principio del DNSH (Do Not Significant Harm), previsto dall'all' articolo 17 del regolamento UE 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020;

f) prevedere la quantificazione del target obiettivo: metri quadri area interessata all'intervento, intesa come bacino territoriale che beneficia dell'intervento.

I progetti oggetto di finanziamento possono, inoltre, prevedere:

a) la possibilità di partecipazione dei privati, attraverso il «Fondo Ripresa Resilienza Italia» di cui all'articolo 8 nel limite massimo del 25 per cento del costo totale dell'intervento;

b) la presenza facoltativa di start-up di servizi pubblici nella proposta progettuale;

c) la co-progettazione con il terzo settore.

Al decreto sono allegati il Modello di presentazione proposte progettuali integrate (Allegato 1) e l’autodichiarazione, firmata digitalmente dal legale rappresentante di ciascun soggetto attuatore relativa al rispetto dei principi previsti per gli interventi del PNRR (Allegato 2).

Termine ultimo per l’invio delle proposte è il 7 marzo 2022.