Regione siciliana: Pericolo di crollo per la Torre anticorsara di Porto Palo

In pericolo la Torre anticorsara di Porto Palo realizzata nel 1583 per volere del Viceré di Sicilia Juan de Vega durante la dominazione di Carlo V d'Asburgo

di Michele Barbera - 06/12/2021
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Regione siciliana: Pericolo di crollo per la Torre anticorsara di Porto Palo

Parliamo oggi di una delle tanti torri di avvistamento che costituivano un vero e proprio sistema militare difensivo realizzato nel XVI secolo. La torre di Porto Palo realizzata nel 1583 per volere del Viceré di Sicilia Juan de Vega durante la dominazione di Carlo V d'Asburgo è lì a sovrastare il borgo marinaro di Porto Palo da oltre 4 secoli su un declivio che, in verità, è oggetto di una frana da oltre mezzo secolo.

L’occasione per parlarne nasce dalle abbondanti piogge cadute nella provincia di Agrigento dagli inizi del mese di ottobre che hanno provocato, appunto, frane di notevoli entità nel declivio che sovrasta il vecchio Bordo marinaro con il piede di frana che ha inghiotttito la strada pricipale del Borgo marinaro.

Torre Porto Palo

Torre Porto Palo

Frane che interessano la vecchia Torre corsara ubicata nel pianoro di Gura di mare a confine se non sulla frana stessa e che  corre, oggi seri pericoli anche perché il movimento franoso non si è fermato e difficilmente si fermerà se non vengono realizzate serie ed importanti opere di consolidamento.

Sull’argomento ospitiamo l’intervento dell’Avvocato Michele Barbera, noto e serio professionista sempre attento a quanto si verifica nel territorio. Qui di seguito il Suo pensiero.

“Domina la costa di Porto Palo di Menfi da tempo immemorabile. Tutti, menfitani e non, la considerano il vero simbolo di una borgata che svetta su una spiaggia meravigliosa. Quest'estate è stata al centro di una polemica assurda e pirandelliana. 

Adesso, però, la "Vecchia Signora" è stata ferita gravemente, e questa volta di chiacchiere ne possiamo (e dovremmo) fare pochissime. 

L'attività urbanistica degli ultimi decenni ha vissuto ed è passata dribblando tante "carte", revisioni, adattamenti di PRG ed altre pianificazioni che, al solito, hanno danneggiato molti e privilegiato pochi, ingrassando solo l'Agenzia delle Entrate che è piombata come un avvoltoio sui trasferimenti della misteriosa zona "T" di lotaniana memoria che ha miracolosamente trasformato a fini fiscali i terreni agricoli in terreni "potenzialmente" edificabili e, perciò, sottoponibili ad una bruciante e fantozziana tassa di registrazione. 

Al di là delle barzellette (che fanno piangere), i guasti alla pianificazione urbanistica si sono visti nelle successive esigenze di modifiche dei piani, mai giusti, mai adeguati, mai...tutto. 

Viceversa, a parte gli spendaccioni (ed a volte inutili) interventi buttati qua e là sul territorio, secondo il vento dei finanziamenti, delle buone intenzioni è rimasto poco o quasi nulla. 

Sono rimaste vittime illustri le strade, bucherellate e sfasciate in modo equo per tutto il territorio, vittima le opere pubbliche, vittima gli spazi pubblici a volte usurpati e piegati a logiche private. 

Investimenti? Quali? Tutto ciò che poteva rilanciare il territorio è stato sapientemente bocciato, denigrato, vilipeso ed alla fine devitalizzato. 

Ma ritorniamo alla Torre. 

Nessun intervento negli scorsi decenni. Neanche quando i soldi c'erano. Colpa di chi? Boh.

E' dai tempi dei Regi Decreti che le autorità (con la "a" minuscola) impongono divieti e vincoli sulla zona di Porto Palo.  

Mai una volta, però, che si fossero decisi ad intervenire per il consolidamento del costone. 

Oggi tutti a piangere e tremare per il crollo della Torre che non è quella di Pisa e, state tranquilli, poco ci vuole (questione di baricentro mi spiegava un ingegnere) e potrebbe venir giù.

Gli interventi? Importanti, necessari e urgenti mi diceva quell'ingegnere che ama Menfi, un tipo pratico (forse per questo inviso alla burocrazia nostrana): palificazioni, riempimenti, etc...

Invece, si parla di sopralluoghi, poi di incarichi, poi di progettazione, poi di finanziamenti... poi, poi, poi... L'incubo delle carte. Già. 

Ma una somma urgenza? E di chi del Genio Civile? E la Sovrintendenza? I beni artistici, la Regione, il P.A.I. idrogeologico, la forestale....Come la mettiamo? E se poi qualcuno fa qualche denuncia alla Procura? Le carte debbono essere a posto.

Carte, carte ed ancora carte. 

Non penso che la Vecchia Signora abbia ancora voglia di aspettare. O, forse, siamo noi che non la meritiamo per non averla saputa tutelare, proteggere a tempo debito. 

Poi il colpo di genio. 

Qualcuno propone di lasciarla andare giù e di sostituirla con una gigantografia...di carta: UNA GRANDE FOTOGRAFIA di com'era la Torre. Bella, antisimica e vuota...