Superbonus 110% e cessione del credito: cosa e quando cambierà nuovamente?

Con la prossima conversione del Decreto Semplificazioni fiscali e la messa a punto di un Decreto Aiuti-bis cambieranno ancora le regole per la cessione dei crediti edilizi

di Gianluca Oreto - 29/07/2022
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Superbonus 110% e cessione del credito: cosa e quando cambierà nuovamente?

Con la conversione del Decreto Aiuti il comparto delle costruzioni ha vissuto qualche interminabile secondo di soddisfazione leggendo l'art. 14 grazie al quale si sarebbe dovuto sbloccare il mercato dei crediti fiscali.

La cessione del credito dopo il Decreto Aiuti

L'attenta lettura del Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50 (Decreto Aiuti), nel testo coordinato con le modificazioni arrivate dalla Legge 15 luglio 2022, n. 91, ha fatto ritornare tutti con i piedi per terra. Mentre l'art. 14 modificava la cessione del credito con effetti retroattivi, il successivo art. 57, comma 3 ne disponeva la vigenza a partire dagli sconti o prima cessioni comunicate all'Agenzia delle Entrate dall' 1 maggio 2022.

Per tutti i crediti comunicati prima di questa data sarebbero rimasti in vigore i relativi regimi temporali. In particolare, per i crediti comunicati:

  • dal 27 gennaio al 25 febbraio 2022, sarebbe rimasto il periodo di vigenza del D.L. n. 4/2022;
  • dal 26 febbraio al 30 aprile 2022, il periodo di vigenza del D.L. n. 13/2022 e della legge di conversione del decreto Sostegni-ter;
  • dall'1 maggio 2022 si sarebbero potute applicare le nuove regole previste dal Decreto Aiuti.

Se sia stato un errore o altro nessuno lo sa. Fatto sta che all'indomani della conversione in legge si è cominciato a parlare di ulteriori modifiche che potessero riaprire il mercato dei crediti edilizi.

La cessione del credito dopo il Decreto Semplificazioni fiscali

Il primo momento utile per cominciare ad affrontare il problema è arrivato nel percorso di conversione del Decreto Legge n. 73/2022 (Decreto Semplificazioni fiscali) sul quale la Camera dei deputati ha approvato una proposta di emendamento con cui viene abrogato l'art. 57, comma 3 del Decreto Aiuti.

Diciamo subito che questo è solo il primo passaggio alla Camera e l'approvazione di un emendamento non ha alcun effetto immediato. Per avere certezze, si dovrà attendere il successivo passaggio al Senato e soprattutto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione che arriverà entro il 20 agosto 2022.

Problema risolto?

Questa modifica consentirà l'applicazione delle nuove regole (possibilità per le Banche di cedere il credito ai propri correntisti non consumatori) a tutti i crediti presenti sulla piattaforma di comunicazione dell'Agenzia delle Entrate. Ma sarà idonea a riaprire i rubinetti delle Banche? Imprese e professionisti riusciranno a monetizzare i loro crediti prima del fallimento?

Domande interessanti a cui si può già fornire una risposta parziale. Stando al "termometro" degli approfondimenti la risposta dovrebbe essere negativa. Permane sempre un alone di diffidenza da parte dei possibili acquirenti dei bonus.

Le continue dichiarazioni e affermazioni sulle frodi fiscali in ambito edilizio, unite alle disposizioni previste dall'art. 121, commi da 5 a 7 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) sulla responsabilità solidale, hanno messo un freno anche agli operatori che non si sono bloccati per aver terminato il plafond.

Sono molti i casi di blocco non giustificato. Basti citare Poste Italiane che non acquista più crediti indiretti (maturati cioè da sconto in fattura) ma solo quelli da prime cessioni.

Si pensa, quindi, ad ulteriori modifiche tramite il prossimo provvedimento d'urgenza che sarà approvato da questo Governo (e che dovrebbe essere convertito dal Parlamento post elezioni) e che si chiamerà Decreto Aiuti-bis. Un Decreto Legge che interverrà probabilmente sulla responsabilità solidale, al fine di dare maggiori certezze ai soggetti che acquistano un credito.

Intanto i granelli dentro la clessidra stanno terminando. Imprese e professionisti sono ormai in sofferenza da troppo tempo e la speranza resta sempre che il dottore possa trovare la cura prima che il paziente muoia.