Superbonus 110%: cosa sta paralizzando le cessioni dei crediti?

Analisi normativa dei problemi al meccanismo delle opzioni alternative che stanno bloccando le cessioni dei crediti edilizi

di Gianluca Oreto - 28/11/2022
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Superbonus 110%: cosa sta paralizzando le cessioni dei crediti?

Arrivati alle porte di dicembre e con la nuova Legge di Bilancio 2023 che catalizzerà l'attenzione del Parlamento, ci ritroviamo a commentare l'ennesima modifica alle misure che riguardano le detrazioni fiscali del Decreto Rilancio (superbonus) e le opzioni alternative (sconto in fattura e cessione del credito).

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Più precisamente ci troviamo a commentare il ventunesimo provvedimento normativo arrivato, di cui:

  • 3 dal Governo Conte II;
  • 17 dal Governo Draghi;
  • 1 dal Governo Meloni.

Modifiche apportate per correggere e semplificare l'utilizzo del superbonus oltre che per provare a risolvere problemi generati dalla prima versione del meccanismo di cessione dei crediti edilizi.

Ricordiamo, infatti, le parole dell'ex Presidente del Consiglio che, prima di lasciare il Governo, affermò: "Voi sapete cosa ho sempre pensato, il problema non è il superbonus ma i meccanismi di cessione che sono stati disegnati. Chi ha disegnato quei meccanismi di cessioni senza discrimine e senza discernimento è lui, o lei o loro sono i colpevoli di questa situazione in cui migliaia di imprese stanno aspettando i crediti. Ora, bisogna riparare al malfatto, bisogna far uscire dal pasticcio quelle migliaia di imprese che si trovano in difficoltà".

Parole probabilmente sottovalutate da tutti, soprattutto da chi aveva ormai deciso che il problema fosse quello di non volere una moneta fiscale.

I problemi risolti

Andiamo ad analizzare esattamente i problemi generati dal meccanismo di cessione e proviamo ad individuarne le soluzioni (già arrivate o da trovare):

  • assenza di meccanismi di controllo sugli altri bonus oltre il superbonus 110% - Problema risolto a partire dal 12 novembre 2021 con il Decreto Legge n. 157/2021 (Decreto antifrode) i cui contenuti sono stati integralmente inseriti all'interno della Legge di Bilancio 2022;
  • assenza di un codice identificativo della detrazione - Problema risolto dal Decreto-Legge n. 13/2022 (Decreto Frodi) i cui contenuti sono stati integralmente inseriti nella Legge di conversione del Decreto Legge n. 4/2022 (Decreto Sostegni-ter).

Nel frattempo, con i provvedimenti normativi pubblicati a cavallo tra gennaio e luglio 2022, il meccanismo delle opzioni alternative ha subito altre modifiche tra le quali ricordiamo:

  • divieto di frammentazione del credito;
  • il numero delle cessioni possibili che oggi consente:
    • una prima cessione libera;
    • 2 cessioni al sistema bancario;
    • 1 cessione da parte delle banche ai clienti non consumatori;
  • l'inserimento dell'art. 122-bis al Decreto Rilancio con il rafforzamento dei controlli preventivi da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Tutto risolto? neanche per sogno perché il 23 giugno 2022 l'Agenzia delle Entrate pubblica la nuova circolare n. 23/E che, tra le altre cose, fornisce una sua personale interpretazione al concetto di responsabilità solidale in tema di utilizzo dei crediti. Interpretazione che blocca completamente gli acquisti, almeno fino a quando il Governo non interviene con la legge di conversione del Decreto-Legge n. 115/2022 (Decreto Aiuti-bis), che con l'art. 33-bis modifica il D.L. n. 50/2022 (Decreto Aiuti), che a sua volta modifica a sua volta l’art. 121, comma 6 del Decreto Rilancio, limitando il concetto di responsabilità solidale.

Affinché queste modifiche risultino pienamente operative, è necessario attendere il 6 ottobre 2022 e la nuova circolare n. 33/E del Fisco che fa retromarcia sulle indicazioni fornite con la circolare n. 23/E affermando che gli indici forniti per la valutazione del dolo o colpa grave rivestivano solo "istruzioni rivolte agli organi di controllo dell’Agenzia delle entrate allo scopo di rendere omogenee e trasparenti le attività istruttorie svolte sull’intero territorio nazionale".

Il problema irrisolto

Tutto risolto? Purtroppo no, perché a fine ottobre 2022 arrivano 5 nuove sentenze della Corte di Cassazione mettono in luce un problema ancora irrisolto relativo al "sequestro preventivo". La Cassazione conferma che in assenza di specifiche deroghe all'art. 321 del Codice di procedura penale, la buona fede di chi acquista un credito fiscale non precluderebbe il sequestro preventivo.

Un problema che ha completamente paralizzato ogni possibilità di cessione dei crediti edilizi e sul quale tutti gli operatori del settore attendono risposte effettive che al momento non sono arrivate con il Decreto Legge n. 176/2022 (Decreto Aiuti quater) che ha provato ad agire sulla capienza fiscale dei cessionari (portando l'orizzonte di utilizzo dei bonus da 4 a 10 anni), dimenticando però che per farlo davvero occorre dare garanzie agli ultimi acquirenti dei crediti, ovvero i clienti non consumatori delle banche.