Superbonus e condomini: cosa serve sapere per mantenere l'aliquota al 110%

Le eccezioni per mantenere il superbonus al 110% anche per il 2023 saranno inserite nella nuova Legge di Bilancio. Ecco in cosa consistono

di Redazione tecnica - 23/12/2022
© Riproduzione riservata
Superbonus e condomini: cosa serve sapere per mantenere l'aliquota al 110%

Alla fine la decisione del Governo e del Parlamento sarà quella di anticipare i tempi ed inserire le eccezioni alla rimodulazione del Superbonus, inizialmente previste dal Decreto Legge n. 176/2022 (Decreto Aiuti-quater), all'interno della prossima Legge di Bilancio. Sarà, dunque, necessario attendere gli ultimi giorni dell'anno per avere un quadro normativo delineato (non si sa per quanto).

Le eccezioni e le date per confermare il 110%

Intanto, nel dettaglio l'ipotesi che si fa sempre più largo prevede il mantenimento dell'aliquota 110% sulle spese sostenute nel 2023 nei seguenti casi:

  • se il soggetto beneficiario è una persona fisica proprietaria o comproprietaria di un edificio composto da 2 a 4 unità immobiliari autonomamente accatastate, resta il vincolo della presentazione della CILAS entro il 25 novembre 2022 (non cambia nulla rispetto al Decreto Aiuti-quater);
  • se invece l'edificio è composto da più unità immobiliari con diversi proprietari e, quindi, di fatto presenta "parti comuni" così come definite all'art. 1117 del Codice civile, è necessario fare molta attenzione alla data della delibera che ha approvato l'esecuzione degli interventi di superbonus:
    • nel caso in cui la delibera sia stata approvata entro il 18 novembre 2022, allora sarà sufficiente presentare la CILAS entro il 31 dicembre 2022;
    • nel caso in cui la delibera sia stata approvata tra il 19 novembre e il 24 novembre 2022, resta l'obbligo di presentazione della CILAS entro il 25 novembre 2022;
    • se la delibera è successiva al 25 novembre 2022, tutte le spese sostenute nel 2023 potranno godere di aliquota al 90%.

Il commento di Anima Confindustria

"Alcune modifiche introdotte in Legge di Bilancio -commenta Alberto Montanini, vicepresidente di Anima Confindustria con delega alla Politica Industriale - sono sicuramente positive, anche se purtroppo apportano delle correzioni non sostanziali a un panorama di incentivi che necessita una riorganizzazione. In considerazione dell'ampiezza e delle molte implicazioni da un punto di vista strategico per la transizione ecologica del Paese, ci auguriamo per il prossimo anno una maggiore sinergia tra filiera e istituzioni per definire il futuro della misura".

Benché le modifiche siano state definite "positive" il Vicepresidente Montanini ammette che "Le novità non risolvono le principali preoccupazioni per la riduzione della platea dei beneficiari e per una revisione delle aliquote non programmata, e quindi introdotta senza un'adeguata considerazione degli impatti sul mercato. Inoltre permangono i problemi relativi a un disallineamento tra i requisiti tecnici richiesti dalla normativa nazionale per accedere agli incentivi, e i requisiti europei di ecoprogettazione degli apparecchi".

Anima sottolinea come le modifiche introdotte con il DL Aiuti-quater rendano la misura meno accessibile, riducendo quindi gli impatti positivi sul comparto industriale e dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Il superbonus 90% per le unifamiliari

Relativamente all'apertura di una nuova finestra temporale per le unifamiliari, che potranno utilizzare il superbonus 90% a determinate condizioni, Anima punta il dito contro il requisito del reddito di riferimento sul quale ritiene essenziale alzare la soglia, ampliando la possibile platea di beneficiari oltre l'attuale di 15.000 €.

Anima rileva che in Italia, il settore immobiliare è, subito dopo quello dei trasporti, il più distante dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Considerando anche che le tecnologie a disposizione per efficientare il parco immobiliare sono un fiore all'occhiello della produzione industriale italiana, è necessaria quindi una programmazione a medio-lungo termine degli interventi di sostegno alla transizione.

Proprio per questo Anima Confindustria sostiene da sempre la necessità di rivedere l'attuale disciplina degli incentivi per l'efficientamento energetico dell'edilizia, attraverso un'attenta valutazione del quadro esistente e dei possibili impatti derivanti dalla sua modifica per la filiera sul fronte occupazionale e produttivo, nell'ottica di massimizzazione del contributo del settore nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.

"Per il settore della meccanica varia la priorità è poter contare su un sistema di regole chiare e armonizzate per il prossimo anno - conclude Montanini – attraverso la definizione di un quadro condiviso grazie anche a un lavoro congiunto tra istituzioni e associazioni di categoria. Si auspica quindi la redazione di un Testo unico degli incentivi per l'edilizia, che permetterebbe agli operatori del settore e allo Stato stesso di semplificare, riorganizzare e inquadrare in modo organico la disciplina, non da ultimo differenziando le aliquote incentivanti per introdurre criteri di premialità per le tecnologie impiantistiche in funzione del loro contributo in termini di riduzione delle emissioni di CO2, utilizzo di energia rinnovabile ed efficienza energetica".