APERTURA DEL VICEMINISTRO CASTELLI AL CONGRESSO DEGLI INGNEGNERI

17/09/2008

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Sembra ormai lontano il tempo in cui i professionisti marciavano uniti verso Roma rivendicando il loro diritto di esercitare professioni intellettuali da anni fiore all'occhiello della sempre più decadente Italia. Era il 2006 ma sembra siano passati anni da quando il decreto Bersani (223/2006) era riuscito ad unire tutte le categorie professionali verso un'unica rivoluzione contro l'abolizione delle tariffe professionali e il divieto di pubblicità. Anche le parole liberalizzazione e mercato aperto sembrano ormai vecchie di decenni.

Con la nuova legislatura sembra ci siano segnali ben differenti. Vediamo ad esempio che lo scorso luglio Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del PdL, e Antonio Tomasini, presidente della Commissione Sanità del Senato, hanno firmato un disegno di legge che di fatto ridurrebbe numero e quantità di medicinali da vendere nelle parafarmacie. Ma ancora più eclatante è la dichiarazione del viceministro per le infrastrutture, Roberto Castelli, in quale ha affermato nel corso della giornata finale del 53imo Congresso Nazionale degli Ingegneri che: "La tariffa minima per gli ingegneri era sinonimo di qualità e garanzia per gli utenti. Toglierla è stato un errore. Farò presente quanto prima la questione al ministro Angelino Alfano."
"Una tariffa base - ha poi proseguito Castelli - non è contraria ai principi di libera concorrenza e su questo principio credo sia d'accordo anche l'Unione Europea."

Grande entusiasmo chiaramente da parte del presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Paolo Stefanelli il quale si è dichiarato "Molto soddisfatto dell'impegno assunto dal viceministro Castelli, anche perché va oltre le nostre richieste di solo soglie di retribuzione chiare (tipo indici di anomalia) sotto le quali la prestazione deve essere monitorata perché da considerare sottocosto. I minimi servono solo per i lavori pubblici, dove nelle pubbliche amministrazioni scatta l'automatismo ad accettare il prezzo più basso e il professionista non compete ad armi pari con le imprese."

Anche sul fronte dell'appalto integrato, il viceministro Castelli, su segnalazione del presidente Stefanelli, si è reso disponibile ad affrontare seriamente il problema limitando se non abolendo la possibilità di affidare sulla base del progetto preliminare questa tipologia di contratto.


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