Equo compenso e DL Semplificazioni, Confprofessioni: 'Stop ai bandi a 1 euro'

14/01/2019

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"Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi professionali, né affidare opere pubbliche nell'ambito delle quali siano previsti incarichi professionali, il cui compenso pattuito non sia proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto".

Lo prevede un emendamento presentato in Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavori pubblici al disegno di legge di conversione del Decreto Legge 14 dicembre 2018, n. 135 recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione", che vincola le amministrazioni pubbliche al rispetto dell'equo compenso per l'affidamento degli incarichi professionali.

"Il Governo - ha affermato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella - ha accolto la nostra richiesta di una norma più stringente sull'equo compenso già introdotto con la Legge di Bilancio 2018. Ci auguriamo che l'emendamento possa essere accolto per mettere la parola fine al malcostume di molte amministrazioni locali, che ha causato pesanti conseguenze non solo ad architetti e ingegneri, ma anche a commercialisti, avvocati e notai costretti a compensi irrisori per prestazioni professionali complesse".

Una delle critiche che era stata mossa alla norma sull'equo compenso riguardava proprio la mancata e puntuale definizione del concetto stesso di "equo compenso". Secondo Confprofessioni il problema sarebbe risolto grazie all'emendamento che specificherebbe anche che il compenso della prestazione professionale deve tener conto "dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi", venendo incontro proprio a una delle istanze avanzate nel corso dell'audizione parlamentare sul Decreto Semplificazione dello scorso 8 gennaio.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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