A Urbanpromo i progetti di Pescara e Rovereto

15/04/2019

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Urbanpromo è la manifestazione nazionale di riferimento sulla rigenerazione urbana, organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit. L’evento sul sito web www.urbanpromo.it propone la gallery dei progetti che vi hanno partecipato. Diverse le scale di intervento.

Tra i progetti più importanti c’è quello del Comune di Pescara, il Masterplan del “Polo della cultura e della conoscenza”. Ha la forma di una tela sulla quale la città, all’interno di un processo partecipativo, ha tracciato la propria idea di futuro. Da questo strumento innovativo, gli stakeholder (Comune, Regione, Provincia, Ministero, Università, Anas, Rfi, Trenitalia, Tua, Confindustria e le altre organizzazioni) trarranno strategie e regole con le quali, grazie ad un nuovo modello di governance, presentarsi rinnovati nei progetti e nei processi al centenario della fondazione della città (#versopescara2027). Il Masterplan ridisegna e sviluppa la zona sud-est del centro urbano, nel quale sono già presenti l’Università, lo stadio, lo scalo merci ferroviario, la Riserva Dannunziana, il teatro all’aperto, l’auditorium, l’Aurum-fabbrica delle idee, il lungomare. Un programma di breve-medio-lungo periodo investirà oltre 200 milioni di euro sulla conoscenza, lo sport, il benessere, la mobilità sostenibile e sulla creazione di un campus universitario diffuso generatore di socialità, cultura, economie. L’assessore all’Urbanistica della città abruzzese, Loredana Scotolati, spiega che attraverso il Masterplan si punta a “indirizzare pubblico e privati al raggiungimento di obiettivi di rigenerazione urbana”. Sempre secondo l’assessore il documento è anche uno strumento per ottenere  i fondi europei: “Occorre che vi sia un progetto di città per intercettare i finanziamenti comunitari, un elemento che nel nostro Paese manca spesso”.

Di rilievo anche il progetto localizzato in provincia di Trento, a Rovereto, incentrato sull’ex Marangoni Meccanica, un’area di circa 18.000 mq situata nella zona sud della città. Al momento dell’acquisto da parte di Rovim (aprile 2018), la stessa, dopo aver rappresentato per decenni una realtà di rilievo per l’economia roveretana, era dismessa e versava in uno stato di degrado dall’inizio dell’anno 2000. L’intento della proprietà, che fin dall’inizio ha attivato un percorso di riqualificazione condivisa con l’amministrazione comunale, è quello di creare valore per tutti gli attori coinvolti, realizzando una ricucitura del tessuto urbano che apre il paesaggio e rimette in relazione due zone dello stesso quartiere, oggi divise dallo stabilimento in disuso. Il progetto inizia con la bonifica (amianto e sottosuolo) e la demolizione dell’esistente. Sorgeranno quindi due edifici costruiti interamente in legno destinati al social housing. Queste abitazioni saranno inserite in un contesto che comprenderà anche un parco di 5000 mq, che sarà ceduto al Comune. Lo sviluppo sarà completato da alcuni edifici commerciali e percorsi ciclopedonali. L’intero comparto è così concepito come luogo di scambio ed aggregazione ad uso dei suoi abitanti e di tutti i cittadini. In questo modo, la rigenerazione dell’area rappresenta la possibilità d’integrare le esigenze urbanistiche del territorio con l’imprenditoria privata, secondo principi di sostenibilità in senso ambientale, economico e sociale.

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