Codice Appalti e Direttive UE: lo stato dell'arte dopo 8 dei 24 mesi disponibili per il recepimento

Le tre nuove direttive europee relative ad appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e settori esclusi in sostituzione delle due direttive 2004/18/CE e...

08/01/2015
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Le tre nuove direttive europee relative ad appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e settori esclusi in sostituzione delle due direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la nuovissima direttiva concessioni sono entrate in vigore il 17 aprile 2014 e gli Stati membri entro il 17 aprile 2016 dovranno mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle direttive stesse.

Sono già trascorsi, dunque, 8 dei 24 mesi disponibili e mi sembra interessante fare il punto della situazione.

La situazione odierna può essere riassunta in un disegno di legge delega presentato alle Camere ed assegnato all'ottava commissione (lavori pubblici, comunicazione) del Senato che nei prossimi giorni ne dovrebbe iniziare l'esame ed a tal proposito i tecnici del servizio studi del senato, nell'analisi del disegno di legge n. 1678 (allegata alla presnte notizia) che reca la delega per il recepimento nel nostro ordinamento delle nuove direttive appalti e concessioni pubbliche (Direttive nn. 2014/23/UE, 2014/24/UR e 2014/25/UE), hanno rilevato che il disegno di legge delaga nulla dispone circa l'emanazione del "regolamento di attuazione" ed hanno suggerito che "potrebbe essere opportuno valutare la possibilità e l'opportunità di prevedere forme e procedure per addivenire alla contestuale adozione del nuovo codice e del nuovo regolamento" e ciò al fine di evitare quanto è successo con l'attuale norma che ha visto l'emanazione del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti pubblici (D.P.R. 207/2010) quattro anni dopo l'adozione del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (decreto legislativo 163/2006).

I tecnici del Centro studi del Senato hanno rilevato, dunque, che forse è meglio procedere ad una riforma unitaria della normativa sugli appalti pubblici non limitandosi all'adozione del solo codice mentre il disegno di legge delega prevede soltanto la predisposizione di un nuovo codice nel quale verranno recepite le norme comunitarie e adeguate e semplificate le restanti norme nazionali non toccate dalle direttive Ue.
Sempre nel documento del Centro studi viene chiarito che il nuovo codice dovrebbe entrare in vigore gradualmente con una opportuna norma transitoria e che il tutto dovrebbe concludersi entro il 18 febbraio 2016, due mesi prima del termine previsto dalle direttive per il recepimento da parte dei diversi stati membri.

Ripropongo, qui di seguito, le principali notizie del 2014 in merito alle tre nuove direttive.

Nel mese di aprile (leggi news) è stato istituito un tavolo tecnico, che avrebbe dovuto occuparsi del recepimento delle 3 nuove direttive comunitarie sugli appalti pubblici, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal vice ministro Riccardo Nencini che ne ha firmato il decreto istitutivo ma probabilmente con una maggiore trasparenza il Ministero delle Infrastrutture non avrebbe docuto limitarsi a comunicare l'istituzione del tavolo tecnico, ma avrebbe dovuto anche elencare i nominativi di coloro che ne fanno parte e le motivazioni per il loro inserimento nel tavolo stesso.

Nel mese di maggio (leggi news), l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è intervenuta inviando al Governo ed al Parlamento l'atto di segnalazione n. 3 del 21 maggio 2014 e avente ad oggetto "Direttive n. 2014/24/UE sugli appalti pubblici, n. 2014/25/UE, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e n. 2014/23/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione".

Nel mese di giugno (leggi news) in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati si sono svolte le audizioni informali sulla revisione della normativa degli appalti pubblici e delle concessioni in vista del recepimento delle nuove direttive europee in materia, a cui hanno partecipato l'ANCE (Associazione nazionale costruttori edili), ITACA (Istituto per l'innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e alcuni rappresentanti di RPT (Rete professioni tecniche).

Alla fine del mese di agosto (leggi news) il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega al Governo per l'attuazione delle direttive europee 2014/23, 2014/24 e 2014/25 rispettivamente sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE. Le nuove direttive vengono attuate in un sistema più ampio e variegato mediante la compilazione di un Codice dei contratti e delle concessioni pubbliche.

Nel mese di novembre (leggi news) è stato presentato alle Camere il disegno di legge recante "Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE".

Nel mese di dicembre (leggi news) la Conferenza unificata ha espresso il proprio parere sul testo del disegno di legge delega predisposto dal Governo condizionandolo ad alcune proposte emendative.

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