Diagnosi Energetica: Linee Guida per la formulazione di una proposta commerciale

Offrire agli operatori dell’efficienza energetica una possibile metodologia per elaborare una proposta commerciale per una diagnosi energetica, che permetta ...

16/02/2016
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Diagnosi Energetica: Linee Guida per la formulazione di una proposta commerciale

Offrire agli operatori dell’efficienza energetica una possibile metodologia per elaborare una proposta commerciale per una diagnosi energetica, che permetta alle parti di confrontarsi in modo costruttivo assicurando la trasparenza necessaria sui criteri di formazione del prezzo e sui risultati finali del servizio.

È questo l'obiettivo delle Linee guida per la formulazione di una proposta commerciale per la diagnosi energetica nel campo civile ed industriale messe a punto da Assoege, associazione italiana degli Esperti in Gestione dell’Energia, certificati ai sensi della norma UNI CEI 11339, iscritta nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge n. 4/2013 sulle professioni non regolamentate.

Questo documento - ha commentato per noi il Presidente Assoege Michele Santovito - nasce dalla volontà di mettere ordine in un ambito, quello delle diagnosi energetiche, dove fino a non molti anni fa il numero di operatori attivi era limitato e che oggi rappresenta il primo e indispensabile passo per realizzare le azioni di efficienza energetica più corrette e appropriate. In conseguenza dell’obbligo derivante dal d.lgs. 102/14, era facile prevedere che le diagnosi energetiche sarebbero entrate nelle proposte di molti fornitori, anche improvvisati, con il rischio (poi confermato) di un eccessivo abbassamento dei prezzi e di un conseguente abbassamento del livello di qualità delle diagnosi stesse. Tutto questo è stato vissuto da parte della nostra Associazione come una minaccia, pensando soprattutto a quanto avvenuto sul fronte delle certificazioni energetiche degli edifici (che non rappresentano un lavoro di diagnosi energetica); per questo motivo abbiamo voluto dare il nostro contributo nel cercare di contenere tale rischio".

"Le Linee Guida - continua il Presidente Santovito - nascono da un lavoro a più mani in cui alcuni dei nostri soci hanno messo a fattore comune le proprie esperienze e tutti hanno avuto modo di verificare i numeri prima che venissero resi pubblici. La revisione appena pubblicata ha visto l’aggiunta dei valori numerici per quantificare l’impegno previsto in ambito civile. Come il documento stesso ben specifica, questo non vuole essere un modo per fissare dei vincoli con dei prezzi minimi, ma considerata la complessità e l’importanza del lavoro di diagnosi energetica, abbiamo ritenuto necessario condividere le esperienze degli EGE al servizio soprattutto degli utenti finali che a partire da questo strumento hanno tutto l’interesse di iniziare un percorso che porti a risultati positivi e tangibili”.

Diagnosi energetica nell'edilizia

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Le linee guida fanno riferimento ai casi più ricorrenti sia nell’ambito civile che in quello industriale e indicano una stima per il numero minimo di persona/giorno necessario per effettuare una diagnosi energetica conforme alla UNI EN 16247, al di sotto della quale non può essere garantita né la qualità né l'utilità della prestazione.

In riferimento ai valori di riferimento per stimare le risorse umane necessarie per una diagnosi energetica, vengono considerati:

  • 4 settori (Industria, PA e Terziario di grande taglia)
  • 3 dimensioni che prendono in considerazione la dimensione del soggetto - La distinzione fra enti piccoli, medi e grandi è basata sul consumo energetico primario incluse le FER, espresso in tep secondo la metodologia applicata nel ambito della Legge 10/1991
  • 21 sotto-settori merceologici

Per quanto riguarda il settore "Residenziale e Uffici", la distinzione viene effettuata in 4 dimensioni (micro <500mq, piccola <1.000mq, media <2.500mq e grande >2.500mq). Vengono forniti anche dei fattori correttivi da prendere in considerazione per correggere i valori standard indicati, con lo scopo di tener conto delle condizioni particolari del caso.

Molto interessante è la parte relativa alle attività minime da svolgere, ovvero:

  1. Incontro preliminare per stabilire il livello di approfondimento del lavoro da svolgere, concordare il tipo di risultato che si vuole ottenere e il tipo di informazioni già disponibili o che il committente è in grado di produrre (punto 5.1 e 5.2 della UNI 16247).
  2. Raccolta dati relativi ai consumi energetici, energy drivers, fattori di aggiustamento, dati economici rilevanti per ogni vettore energetico e per ogni area funzionale dell’ente con incidenza significativa sui consumi totali (punto 5.3 della UNI 16247).
  3. Ispezione approfondita del soggetto oggetto di DE, verifica dello stato di manutenzione e conservazione, identificazione di processi o tecnologie obsoleti (punto 5.4 della UNI 16247).
  4. Analisi dati (punto 5.5 della UNI 16247) per:
    • La ricostruzione dei consumi effettivi di elettricità e combustibile e dei flussi energetici
    • La costruzione degli inventari energetici (modello termico ed elettrico)
    • L’analisi dei profili di consumo per i singoli vettori energetici e per utilizzatore (in caso di disponibilità dei dati)
    • Il calcolo degli indici prestazionali per area funzionale e/o prodotto.
    • Il confronto di tali indici con i target di riferimento.
    • Il confronto delle tecnologie utilizzate con lo standard di mercato (es. BAT).
    • L’individuazione delle azioni di miglioramento dell’efficienza energetica con analisi di fattibilità tecnico/economico e loro priorità nel caso di azioni che richiedano investimenti.
  5. Definizione dell’implementazione di un piano di azione e di monitoraggio permanente (punto 5.5 della UNI 16247)
  6. Redazione di un bozza di rapporto della Diagnosi Energetica. Revisione rapporto. Produzione rapporto finale. Discussione dei risultati con il committente (punto 5.6 della UNI 16247)

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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