Eolico SI, Eolico NO: scontro tra associazioni

Eolico Si, Ecolico No. Serrato botta e risposta tra associazioni ambientaliste che hanno richiesto al Governo lo stop a nuovi incentivi prima ancora di dilaz...

30/10/2013
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Eolico Si, Ecolico No. Serrato botta e risposta tra associazioni ambientaliste che hanno richiesto al Governo lo stop a nuovi incentivi prima ancora di dilazionare quelli già assegnati, e associazioni pro-rinnovabili che hanno manifestato stupore alla richiesta contro il settore dell'Eolico.

La vicenda ha inizio lo scorso 26 ottobre quando una lettera di 13 associazioni ambientaliste (Italia Nostra - Altura - Amici della Terra - Associazione Italiana per la Wilderness - Comitato Nazionale per il paesaggio - Comitato Nazionale per la bellezza - Comitato Nazionale contro l'eolico e il fotovoltaico in aree verdi - LIPU - Mountain Wilderness - Movimento Azzurro - Rete della resistenza sui crinali - Verdi Ambiente e Società - Terra Celeste) è partita in direzione Ministeri dello Sviluppo Economico (Flavio Zanonato), dell'Ambiente (Andrea Orlando) e dei Beni Culturali (Massimo Bray). La richiesta delle associazioni ambientaliste riguardava le ultime indiscrezioni annunciate dal Ministro Zanonato riguardo la dilazione parziale degli incentivi assegnati alle rinnovabili elettriche (11,2 miliardi annui), e la pretesa da parte delle stesse di azzerare gli stanziamenti per nuovi sistemi incentivanti che comprometterebbero ogni possibilità di ripresa del Paese. "Se il Governo intende intervenire per attenuare questo aggravio dei costi dell'elettricità che compromette ogni possibilità di ripresa economica, noi concordiamo con questa finalità, ma osserviamo che prima ancora di cambiare tempi e regole per il pagamento degli incentivi già assegnati occorre smettere di assegnarne di nuovi. Ci riferiamo all'organizzazione delle aste competitive del prossimo anno per l'assegnazione di ulterioriincentivi alle fonti di produzione diverse dal fotovoltaico. Per il solo eolico on-shore (e per i soli impianti di potenza superiore ai 5 MW) s'intendono assegnare altri incentivi a un contingente di 500 MW di potenza!"

Le 13 associazioni ambientaliste hanno motivato la loro richiesta parlando dei problemi che gli impianti a energia intermittente (eolico e fotovoltaico sopra tutti) comporterebbero, oltre a nuovi oneri diretti di incentivazione, in particolare per:
  • risolvere i problemi di dispacciamento;
  • costruire nuovi elettrodotti, generalmente in aree a scarsa magliatura elettrica, con ulteriori danni ambientali;
  • rispondere all'aspettativa di un "capacity payment" che mantenga remunerativi e in esercizio gli impianti a idrocarburi fossili che devono per forza fungere da riserva "calda" a impianti che, per loro natura, non sono programmabili: non autosufficienti e non "alternativi", con conseguente duplicazione dei costi.

La risposta delle Associazioni pro Rinnovabili
La lettera delle 13 associazioni ambientaliste non è rimasta senza risposta e pronto è arrivato il comunicato congiunto di assoRinnovabili, ANEV e il Coordinamento FREE che hanno manifestano tutto il loro sconcerto nei confronti del comunicato stampa dall'incredibile titolo "Basta Eolico".

"Affermare che gli impianti eolici devastino il paesaggio per fini speculativi, creino nuovi oneri di dispacciamento e contribuiscano ad innalzare il costo dell'energia non solo è falso ma rappresenta l'ennesimo grave ed ingiustificato attacco ad un settore che si è dimostrato uno straordinario volano di crescita economica sostenibile. Proprio l'incremento delle rinnovabili e dell'eolico in particolare ha permesso al nostro Paese di ridurre le importazioni di materie prime fossili per il soddisfacimento della domanda di energia, con grandi benefici sull'indipendenza energetica e sull'ambiente".

Entrando a gamba tesa, le 3 associazioni pro Rinnovabili hanno concluso affermando che "Il dibattito nazionale avrebbe bisogno di riflessioni ben più profonde sul modello di sviluppo da adottare in futuro e su quali politiche intraprendere per raggiungere gli sfidanti obiettivi che verranno indicati con la prossima adozione del Libro Verde 2030".