Istat: Indici prezzi al consumo dicembre 2015

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Dicembre 2015; l'indice dei prezzi al consumo per le f...

18/01/2016
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Istat: Indici prezzi al consumo dicembre 2015

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Dicembre 2015; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di dicembre 2015 con la nuova base 2010 sul valore di 107,0 con nessuna variazione rispetto a quello del mese precedente.

La variazione mensile è stata del  0,0 % e quella annua del 0,0%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Dicembre 2015 ed il 14 Gennaio 2016, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2014 del + 1,500000%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2011, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2010 (la precedente era il 1995).
Il coefficiente di raccordo dalla base 1995 alla base 2010 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,373.

La stabilità dell’inflazione a dicembre 2015 sintetizza spinte contrapposte: da un lato accelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%, da +0,6% di novembre) e si riduce ulteriormente l’ampiezza della flessione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-8,7%, da -11,2% di novembre); dall’altro si inverte la tendenza dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,7%, da +0,6% di novembre) e rallenta la crescita di quelli degli Alimentari non lavorati (+2,3%, da +3,2%).

A dicembre, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’”inflazione di fondo” scende a +0,6% (da +0,7% del mese precedente); al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,7% (da +0,8% di novembre).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,3% in termini congiunturali e aumentano, in termini tendenziali, dello 0,9% (dal +1,3% di novembre).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,2% su base mensile e sono stabili su base annua (era -0,1% a novembre).

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato allo 0,000% e l'indice biennale al +0,075%.

In riferimento all'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, l'Istat ha spiegato che gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (+1,0%) e Comunicazioni (+0,9%).

Variazioni nulle si sono registrate nei due capitoli, Abbigliamento e calzature, Acqua elettricità e combustibili, Mobili articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,3% per entrambi), Altrobeni e ervizi (-0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi e Trasporti (-0,1% per entrambi).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+2,8%), Istruzione (+1,3%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1.1%), Ricreazione spettacoli e cultura (+0,6%) e Abbigliamento e calzature (+0,5%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Mobili articoli e servizi per la casa e Servizi sanitari e spese per la salute (+ 0,4% per entrambi), Comunicazioni (+ 0,2 %),

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo Altri beni e servizi.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Trasporti (-3.3%) e Abitazione, acqua elettricità e combustibili (-0,3%) e.

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati soltanto nelle città di Firenze (+0,8%), Trento e Bolzano (+0,7% per entrambe), L’Aquila e Genova (+0,4% per entrambe), Napoli (+0,3%), Roma (+0,2%), Ancona e Catanzaro (+0,0% per entrambe), mentre nelle altre città sono tutti negativi e a Cagliari e Bari (-0,3%), Torino. Potenza, Perugia e Palermo (-0,2% per tutte e quattro), Milano, Venezia, Trieste, Aosta e Bologna (-0,1% per tutte e cinque).

I prossimi indici saranno pubblicati il 22 Febbraio 2016.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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