La progettazione e l'acqua a Urbanpromo

A Urbanpromo alcuni progetti presentati si sono confrontati con l'elemento dell'acqua

di Redazione tecnica - 29/05/2020

A Urbanpromo, la manifestazione nazionale sulla rigenerazione urbana organizzata dall'Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, alcuni progetti presentati, e disponibili nella gallery online su www.urbanpromo.it, si sono confrontati con l'elemento dell'acqua.

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha redatto e approvato nel 2019 il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale, che prelude ai singoli piani, in fase di consultazione con le città. Il DPSSP è la prima fase del Piano Regolatore di Sistema Portuale, la seconda è costituita dai Piani Regolatori Portuali. Il DPSSP definisce obiettivi di sviluppo e contenuti, individuando aree destinate a funzioni strettamente portuali e retroportuali, di interazione porto-città e collegamenti viari e ferroviari con i singoli porti del sistema, attraversamenti dei centri urbani, relativi ai 5 porti adriatici: Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta, Monopoli. Un notevole progresso, per il D.L.169/16, dopo decenni di sola programmazione di opere pubbliche. Sono descritti gli obiettivi, le scelte, i criteri, le norme e le procedure per redigere i singoli piani portuali, partendo da riflessioni sui PRP vigenti e dalle opere finanziate o in corso quali invarianti. La compatibilità ambientale è tema fondamentale collettivo, per la sostenibilità e per le ricadute sull'intero territorio costiero, quale “sistema integrato ed aperto”. Chiarezza, ascolto e partecipazione sono elementi cardine per risolvere i rapporti, spesso complessi, città-porto-mare. Il conflitto tra città e porto, fulcro di lavoro ed opportunità, anche tramite le ZES, può attenuarsi affrontando l'apertura alla città come argomento di confronto-scontro-dialogo. Brindisi è stato il caso emblematico, scelta come oggetto di un laboratorio urbano: “Brindisi. Porto e confine“. Oltre alla concorrenza internazionale, la conflittualità interna può essere affrontata in modo inconsueto.

Poi il Comune di Trieste, che ha presentato la rigenerazione dell'area del Porto Vecchio. L'entità dell'area, sia in termini dimensionali che qualitativi, richiede consistenti risorse economiche, umane e temporali, nonché un approccio integrato in grado di coordinare gli interventi e generare sinergie. Il Comune ha approvato un Masterplan che individua cinque sistemi: scientifico/culturale/museale, ludico/sportivo, misto e dei moli. Il MP definisce gli spazi pubblici, le aree verdi, detta linee guida di progettazione, potenzia e riqualifica le infrastrutture e gli edifici esistenti con interventi di tutela, valorizzazione e messa in rete del patrimonio edilizio, monumentale, storico-artistico e culturale, materiale e immateriale, attraverso la realizzazione di sistemi territoriali sostenibili, con l'obiettivo strategico di restituire alla città un'area portuale dismessa e la sua connessione al tessuto urbano circostante. Gli interventi tengono conto del contesto ambientale, paesaggistico e tipologico e prevedono la trasformazione degli spazi attraverso un progressivo sviluppo urbanistico, la realizzazione delle reti infrastrutturali, il potenziamento delle infrastrutture di trasporto implementando i collegamenti all'interno, quelli trasversali e longitudinali alla città anche con la realizzazione di un parco lineare urbano che senza soluzione di continuità connette l'area alla città e al mare. Tra le attività più rilevanti: il progetto Civitas Portis, il project financing per il Trieste Convention Centre TCC nei magazzini 26 e 27, l'allestimento per ESOF 2020, l'Urban Center per le imprese, la riqualificazione del magazzino 26, il parcheggio intermodale Park Bovedo.

Infine il Comune di Ravenna, con il Parco Marittimo. La grande risorsa del territorio ravennate consiste nella ricchezza e nella varietà̀ dei suoi paesaggi. La valorizzazione del rapporto tra ambiente e spiaggia significa prima di tutto aprire la bellezza del paesaggio litoraneo ravennate, per promuovere un'offerta turistica di primo livello che non sia esclusivamente orientata verso il mare. Il parco marittimo si estende ed interessa le aree paesaggistiche rilevanti del litorale e si connette a quelle dell'entroterra attraverso una rete di percorsi. La progettazione di una porzione così vasta di territorio è strutturata su concetti chiave (rivelare, ricucire, amplificare, promuovere) con l'obiettivo comune di salvaguardare e valorizzare l'ambiente e parallelamente permettere una fruizione sostenibile e di promozione del territorio. “Rivelare” è offrire oltre alla spiaggia un doppio affaccio, immediato e vicino, che relaziona il mare, le zone umide, le pialasse, le foci dei fiumi e la campagna, con le iniziative di valorizzazione turistica previste dal piano di sviluppo del territorio. “Ricucire” è rigenerare l'equilibrio naturale interrotto in alcuni tratti del territorio costiero nel rapporto tra spiaggia, duna e pineta. “Amplificare” le potenzialità del territorio, costituito da vari ambienti ognuno con caratteristiche peculiari. “Promuovere” significa mantenere un turismo di qualità durante tutto l'anno, attraverso un sistema di percorsi che permetta il collegamento e la fruizione dei paesaggi litoranei, offrendo così nuove opportunità.

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