Miglioramento sismico e detrazioni fiscali: a che punto siamo?

La Legge di Stabilità per il 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha confermato per il 2016 alcune delle principali detrazioni fiscali che riguardano il set...

05/05/2016
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Miglioramento sismico e detrazioni fiscali: a che punto siamo?

La Legge di Stabilità per il 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha confermato per il 2016 alcune delle principali detrazioni fiscali che riguardano il settore dell'edilizia.

In particolare, sono state confermate:

  • la detrazione del 65% delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica, inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali, che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, compresi quelli strumentali;
  • la detrazione del 65% delle spese sostenute per gli interventi di miglioramento sismico e di messa in sicurezza statica degli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2);
  • la detrazione del 50% delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie (che aumenta al 65% in caso di adozione di misure antisismiche su costruzioni, adibite ad abitazione principale o a destinazione produttiva, situate in zone sismiche ad alta pericolosità);
  • la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici - di classe non inferiore ad A+, nonché di classe A per i forni e le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica - finalizzati all’arredo dell’immobile per il quale si fruisce del "bonus ristrutturazioni" (c.d. “bonus mobili e grandi elettrodomestici”)

Per quanto concerne gli interventi di miglioramento sismico, le prime procedure di autorizzazione sono partite il 4 agosto 2013, data di entrata in vigore della legge 3 agosto 2013, n. 90, e sono state appunto prorogate di anno in anno con la legge di stabilità (l'ultima con l'articolo 1, comma 74, della legge 28 dicembre 2015).

Ma, a distanza di quasi 3 anni, a che punto siamo?quali risultati sono stati effettivamente conseguiti e qual è stata l'efficacia delle misure adottate?A chiederlo è un interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell'economia e delle finanze, il 21 aprile 2016 dalla deputata Claudia Mannino (M5S).

In particolare, l'interrogazione, premessa l'assoluta consapevolezza di una situazione di pericolosità sismica medio/alta del nostro Paese e di una vulnerabilità molto alta del tessuto urbano caratterizzata da una forte densità abitativa e da un costruito molto datato, chiede di conoscere quali siano i risultati concreti fin'ora raggiunti dai vari provvedimenti normativi che avrebbero dovuto incentivare il miglioramento sismico degli edifici esistenti.

Come riportato nell'interrogazione "il tema della sicurezza del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e dei servizi è, pertanto, connesso all'adeguamento antisismico degli edifici, quale fulcro di ogni strategia di prevenzione diretta a ridurre il peso delle conseguenze di un terremoto in termini di perdite di vite umane, di danni alle cose, di negativi impatti sociali, economici e finanziari".

Inoltre, l'interrogazione ci informa di un provvedimento molto interessante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (decreto prot. n. 378 del 17 ottobre 2013) con il quale è stato istituito un gruppo di studio per la proposizione di una o più ipotesi normative per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, finalizzata all'incentivazione fiscale di interventi per la riduzione dello stesso rischio, anche individuando le modalità di applicazione di incentivi fiscali per interventi di riduzione del rischio sismico del patrimonio esistente, graduati sulla base della tipologia di interventi, della valutazione quantitativa del rischio effettivo e della riduzione di rischio ottenuta con l'intervento, valutate anche mediante l'adozione di una idonea metodologia di classificazione. Gruppo di Studio che avrebbe già svolto il suo lavoro ma che ad oggi non si conoscono i risultati.

Per questo motivo, l'interrogazione afferma che l'azione intrapresa sul piano legislativo non può sottrarsi all'obbligo di una verifica puntuale in termini di risultati effettivamente conseguiti e di efficacia delle misure adottate e chiede di conoscere:

  • quale sia il numero e l'entità finanziaria complessiva degli interventi di adeguamento antisismico che abbiano beneficiato, per ciascuno degli anni di applicazione, delle suddette agevolazioni fiscali, con distinta indicazione delle agevolazioni relative ad interventi su edifici destinati ad abitazione e di quelle relative a costruzioni adibite ad attività produttive, nonché delle agevolazioni relative ad immobili ricadenti in zona sismica 1 e in zona sismica 2, di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 ed alla successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006;
  • quali risultati siano stati ottenuti dal 4 agosto 2013 — data di entrata in vigore del provvedimento a favore degli interventi di adeguamento antisismico — in termini di detrazione del 65% riconosciuta al contribuente che ha proceduto alla realizzazione degli interventi;
  • se non si ritenga opportuno assumere iniziative per procedere ad una revisione dei vigenti strumenti normativi e fiscali per la realizzazione degli interventi di adeguamento antisismico delle costruzioni;
  • quali siano i risultati del lavoro che è stato effettuato dal gruppo di studio richiamato nelle premesse e se, in che tempi ed attraverso quali modalità il Governo intenda avvalersene, anche ai fini della elaborazione di una più adeguata metodologia di classificazione del rischio sismico.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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