Mit, oltre 853 mln euro per il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”

Via libera dalla Conferenza unificata al Decreto interministeriale proposto dalla Ministra De Micheli

di Redazione tecnica - 12/08/2020
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Mit, oltre 853 mln euro per il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”

La Conferenza unificata, nella seduta del 6 agosto 2020, ha sancito l’intesa, ai sensi dell’art. 1, comma 438 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio), sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, recante procedure per la presentazione delle proposte, i criteri per la valutazione e le modalità di erogazione dei finanziamenti per l’attuazione del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” che, in verità, avrebbe dovuto vedere la luce entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio e, dunque, entro l’1 marzo 2020.

Oltre 853 milioni di euro

Con il decreto in argomento viene messa a disposizione una dotazione complessiva di oltre 853 milioni di euro da qui al 203 da destinare al Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. 

Patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale

Si tratta di risorse che serviranno a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a incrementare l'accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, al fine di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini. 

Sino a tre proposte per ogni beneficiario

L’ente locale, nonché soggetto beneficiario e attuatore del progetto, ovvero Regioni, Città metropolitane, Comuni sede di città metropolitane, Comuni capoluoghi di provincia, la città di Aosta e Comuni con più di 60.000 abitanti, potrà presentare fino a tre proposte progettuali, per un contributo massimo riconoscibile per ogni proposta ammessa a finanziamento pari a 15 milioni di euro.

Progetti entro 120 giorni

I progetti dovranno essere presentati entro 120 giorni dalla pubblicazione del bando che avverrà ai primi di settembre, così da poter avere un parco progetti entro la fine dell’anno.

Finanziamento minimo di una proposta per regione

Verrà assicurato il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna Regione di appartenenza del soggetto proponente e il 34% delle risorse complessive sarà prioritariamente destinato a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno.

Sarà compito dell’Alta Commissione, istituita in seno al Mit senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con la collaborazione funzionale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e della Struttura tecnica di Missione, valutare che i progetti rispondano ai criteri stabiliti dall’avviso pubblico, in termini di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e secondo i principi e gli indirizzi adottati dall'Unione europea, in base al modello urbano di Smart City, inclusiva e sostenibile. 

Interventi su aree periferiche

Con queste risorse si punta ad intervenire concretamente nelle aree periferiche particolarmente esposte al disagio abitativo e socioeconomico, al fine di incrementare legami di vicinato e inclusione sociale, ma anche di valorizzare il territorio con soluzioni ecosostenibili di bioarchitettura che possano trasformare queste aree urbane in buone pratiche nell’ambito della sicurezza sismica, della gestione della raccolta dei rifiuti e del riciclo dell’acqua.

Programma di qualità dell'abitare

Ricordiamo che il programma per la qualità dell’abitare è improntato sul principio delle smart cities per lo sviluppo di un modello urbano della città in chiave “intelligente, inclusiva e sostenibile”, il Programma  innovativo nazionale per la qualità dell’abitare si pone sostanzialmente quattro obiettivi:

  • riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale;  
  • rigenerare il tessuto socio-economico
  • incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici;  
  • migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Consumo zero del suolo

Più nello specifico il Programma si rivolge “alle città metropolitane, alle città capoluogo di provincia e alla città di Aosta e alle città medie con più di 60mila abitanti, in quanto luoghi caratterizzati da fenomeni di marginalità, con carenza di adeguata infrastrutturazione, alloggi sociali, in riferimento alle categorie più disagiate, con scarsa presenza di servizi”. Il tutto in un’ottica di consumo zero del suolo.

In allegato il verbale della Conferenza unificata.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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