Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, assoRinnovabili critica il nuovo decreto

Non è piaciuta ad assoRinnovabili la bozza di Decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. La nuovo bozza di ...

17/06/2015
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Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, assoRinnovabili critica il nuovo decreto
Non è piaciuta ad assoRinnovabili la bozza di Decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche.

La nuovo bozza di Decreto, unita all'impennata del contatore del costo indicativo cumulato annuo degli incentivi" riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici (leggi articolo), rischio di rendere inutile qualsiasi intervento normativo e l'obiettivo di disciplinare il sistema (fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 mld di €) la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Le principali note positive del decreto riguardano:
  • la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall'uscita del nuovo Decreto;
  • il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti risultati idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimento dei contingenti e ancora i principi individuati in tema di manutenzioni.

Ma a pochi aspetti positivi, corrispondono molti punti negativi, tra i quali:
  • l'orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1° dicembre 2016, il che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, peraltro aggravato dal raggiungimento che sembrerebbe ormai prossimo del tetto dei 5,8 mld di €;
  • la riduzione dei contingenti incentivabili resi talmente esigui tali da non sanare nemmeno tutte le istanze risultate idonee ma non ammesse ai Registri precedenti;
  • il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 17% per i piccoli impianti a biomasse e biogas.

Con queste motivazioni, assoRinnovabili ha invitato il Ministero dello Sviluppo Economico a riflettere maggiormente ed emendare l'attuale bozza, al fine di evitare il blocco di un settore che sino ad ora ha generato occupazione.

In allegato l'analisi puntuale condotta da assoRinnovabili su tutti gli articoli della bozza di Decreto che presentano profili di criticità e a cui viene proposta una modifica.

A cura di Gabriele Bivona

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