Terremoto centro Italia, D'Alfonso (Abruzzo): 'Emendamento su restituzione aiuti ad imprese aquilane sarà riproposto alla Camera'

La conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 29 maggio 2018 n. 55, recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle r...

02/07/2018
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Terremoto centro Italia, D'Alfonso (Abruzzo): 'Emendamento su restituzione aiuti ad imprese aquilane sarà riproposto alla Camera'

La conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 29 maggio 2018 n. 55, recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”, approvata in Senato, è stata oggetto a Pescara, in Regione, di una conferenza stampa da parte del presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso.

"In particolare - ha spiegato D'Alfonso - mi riferisco alla condizione giuridica e fiscale degli operatori economici della città dell'Aquila e delle prossimità interessate dal cratere sismico che hanno beneficiato, a partire dal 2011, di sostegni ed aiuti. Non vi è dubbio alcuno - ha proseguito - che L'Aquila ed il suo circondario, oltre alla ricostruzione delle mura, avessero anche necessità di ripristinare la propria vitalità economica e culturale".

Tuttavia, la Commissione europea, in data 17.10.2012, adottava una Decisione con cui, riuniti i procedimenti relativi ad altri aiuti deliberati dall'Italia in occasione di calamità naturali dal 1990, ingiungeva al governo italiano di sospendere le misure d'aiuto, compresa quella a favore dell'Abruzzo. A tal proposito, il presidente D'Alfonso ha affermato che "la mancata notifica di questo regime di sostegno da parte del direttore generale del tempo e del ministero vigilante dell'epoca ha determinato l'apertura di una procedura di infrazione comunitaria ad opera della Commissione europea con connessa attività di recupero coattivo ed afflittivo in danno delle imprese che avevano ripreso l'attività".

Va ricordato che il 6 aprile scorso la Commissione europea ha adottato una Decisione secondo cui il regime di aiuto italiano volto a sostenere gli investimenti nelle regioni colpite dai fenomeni sismici del 2016 e del 2017 appare totalmente in linea con le normativa europea in materia di aiuti di Stato, poiché inteso quale contributo fondamentale alla ripresa economica dell'Italia centrale senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico. Alla luce di ciò, il presidente D'Alfonso, nella sua veste di senatore, lo scorso 14 giugno, è stato il primo firmatario di un emendamento riguardante la restituzione delle agevolazioni fiscali e contributive del terremoto del 6 aprile 2009. Un emendamento che punta a riaprire l'intera vicenda riguardante 320 soggetti tra imprese e persone fisiche per un ammontare di 75 milioni di euro, ed accoglie quanto richiesto dai cittadini aquilani il 15 aprile 2018: la necessità di interpretare l'atto in maniera più flessibile, soprattutto per ciò che riguarda la soglia del de minimis, che sulla base del Temporary Framework - applicato dall'Europa nel periodo del sisma e per tutto il 2011 - è fissata a 500mila e non a 200mila euro. In tal modo, si escluderebbe dall'obbligo della restituzione la quasi totalità delle imprese coinvolte.

Tuttavia, il Senato, nella seduta di giovedì 21 giugno, ha approvato il testo senza l'emendamento proposto. "Invece, si tratta di un emendamento necessario - ha ribadito D'Alfonso - soprattutto per l'incombenza in esercizio della figura di un commissario ad acta dell'Agenzia delle Entrate che sta procedendo sia all'identificativo fiscale che alle attività di recupero sanzionatorio. Inoltre, per la prima volta dopo molti mesi - ha proseguito - l'UE, attraverso note ufficiali perveute alla Regione e al Comune dell'Aquila, ha aperto ad una interlocuzione di accoglienza nei confronti di quelle azioni che l'Italia ha messo in campo a favore delle imprese ricadenti nel cratere sismico. L'emendamento sarà riproposto alla Camera - ha detto il Presidente - anche perché non è stato accolto solo per un problema di capienza di comprensione. Un deficit alimentato anche da alcuni senatori abruzzesi che hanno dimostrato di non avere adesione con la realtà. Come presidente di Regione - ha concluso - coinvolgerò la magistratura competente per appurare se ci siano stati comportamenti omissivi nell'attività di notifica all'Unione europea".

A cura di Ufficio Stampa Regione Abruzzo