Condono edilizio: gli obblighi della amministrazione

La sentenza del Consiglio di Stato si esprime sugli obblighi della pubblica amministrazione nella definizione delle istanze di condono edilizio

di Redazione tecnica - 19/10/2021
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Condono edilizio: gli obblighi della amministrazione

Il d.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico Edilizia) contiene i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell'attività edilizia che riguardano la definizione degli interventi, le procedure, l'attività sanzionatoria e gli obblighi.

Il testo unico edilizia e le leggi speciali sui condoni

Quando si parla di edilizia non si può fare a meno di inserire nella discussione le tre leggi speciali sul condono edilizio che hanno visto il nostro Paese protagonista negli anni 1985, 1994 e 2003. Leggi che in alcuni casi hanno stravolto l'edificato e che ancora oggi producono i loro effetti con nuovi titoli rilasciati e tanti (troppi) interventi della giustizia.

Se ne discute anche nella Sentenza del Consiglio di Stato 27 settembre 2021, n. 6453 che ci consente di approfondire ulteriormente l'argomento parlando degli obblighi della pubblica amministrazione. Nel nuovo intervento dei giudici di Palazzo Spada a finire sul banco degli imputati è un Comune reo di non aver definito una pratica nei tempi previsti

Speciale Testo Unico Edilizia

Condono edilizio e obblighi della amministrazione: nuova sentenza di Palazzo Spada

Viene proposto ricorso per la riforma di una sentenza del TAR concernente la dichiarazione dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione intimata in relazione all'Atto di Invito e Diffida, con contestuale istanza di accesso agli atti, inoltrato al Comune per la definizione del procedimento di condono edilizio presentato ai sensi della Legge sul terzo condono edilizio (la Legge n 326 del 2003).

A seguito della domanda di condono, pendente dal 2014, il ricorrente aveva prima diffidato il Comune a definire il procedimento adottando un provvedimento espresso, poi era arrivata la sentenza del TAR che aveva dichiarato il ricorso irricevibile sul rilievo che fosse decorso il termine annuale di decadenza di cui all’art. 31 del c.p.a.

Condono edilizio e obblighi della amministrazione: il silenzio-inadempimento

In secondo grado il Consiglio di Stato, dando ragione al ricorrente, ha confermato che sussiste il comportamento inerte, ovvero omissivo, del Comune che non ha dato riscontro alle domande e ai solleciti del privato, in particolare non definendo in alcun modo, né con il rilascio del titolo né con il suo diniego (preannunciato nel giudizio di primo grado a novembre del 2020 ma da allora mai adottato), il procedimento di condono, e neppure dando riscontro del formarsi del silenzio-assenso, ove ve ne siano i presupposti.

Essendo fondate e da accogliere sia la domanda di accertamento del silenzio-inadempimento, sia quella di condanna a provvedere, con la precisazione che parte appellante non ha chiesto di pronunciarsi sulla fondatezza della sua pretesa, il Consiglio di Stato, riformando la sentenza di primo grado, ha dichiarato l’illegittimità dell’inerzia del Comune ordinando al medesimo Comune di pronunciarsi con un provvedimento espresso entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza.