Equo compenso, appalto integrato, concorrenza: il no dei professionisti al Correttivo Codice Appalti

Per Ala Assoarchitetti e Inarsind il nuovo schema di decreto legislativo non risponde agli obiettivi di trasparenza e competitività posti in fase di modifica

di Redazione tecnica - 19/11/2024

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Non sono pienamente concordi Ala Assoarchitetti e Inarsind rispetto ad alcune tra le modifiche apportate al d.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei Contrattti Pubblici) con il correttivo approvato dal Consiglio dei ministri il 21 ottobre 2024 e recentemente “bollinato”.

Correttivo Codice Appalti: le critiche di ALA Assoarchitetti e Inarsind

Ad esprimere perplessità sono i presidenti delle due compagini sindacali, l'arch. Bruno Gabbiani e l'ing. Carmelo Russo, auspicando che nel corso dell'esame da parte del Consiglio di Stato, commissioni parlamentari e conferenza unificata possano trovare ascolto le considerazioni su alcuni punti critici del nuovo schema di decreto legislativo.

Questo soprattutto perché gli obiettivi di maggiore trasparenza e competitività nelle gare d’appalto che le modifiche al Codice avrebbero dovuto garantire, non solo non sarebbero stati raggiunti, ma avrebbero dato adito a fattori d’incertezza e di riduzione della trasparenza dei procedimenti d’appalto.

Vediamo nel dettaglio le principali perplessità su:

  • equo compenso;
  • appalti integrati;
  • accordi quadro;
  • direzione lavori;
  • requisiti professionali;
  • progettazione esecutiva.

 

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