Nuovo Codice appalti e incentivi funzioni tecniche: critiche da OICE

Il parere dell’Associazione: scelta antistorica e opaca che mette a rischio la qualità del progetto, la concorrenza e il mercato, oltre all’attuazione del PNRR

di Redazione tecnica - 24/01/2023
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Nuovo Codice appalti e incentivi funzioni tecniche: critiche da OICE

Dura presa di posizione dell’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, sulla scelta operata dal Governo di ripristinare per la progettazione l’incentivo delle funzioni tecniche pari al 2% del valore dell’opera, aspetto che il Consiglio di Stato aveva rimesso proprio alla decisione della politica.

Riforma Codice dei Contratti e incentivi funzioni tecniche: l'intervento di OICE

Non nasconde il proprio disappunto Giorgio Lupoi, Presidente dell’Associazione che, a fronte di molte cose positive inserite dal Consiglio di Stato nel nuovo codice, reputa incomprensibili le scelte fatte successivamente dal Governo su alcuni temi, oppure semplicemente spiegabili con una scelta di campo a favore del mondo pubblico e delle imprese di costruzioni. Secondo Lupoi “Emerge infatti una totale indifferenza del Governo non soltanto verso il progetto e la sua qualità, come se il progetto non fosse un elemento centrale di un'opera, ma anche verso il mondo dei professionisti e delle società di ingegneria e di architettura”.

Il no all'incentivo del 2% per i dipendenti delle PA

A riprova delle proprie affermazioni, le scelte operate sull’appalto integrato, liberalizzato, e sul ripristino dell’incentivo del 2% per la progettazione quando svolta dalle Amministrazioni: “una marcia indietro antistorica, antieconomica e contraria a quanto sta succedendo sul mercato, come dimostrano i dati del 2022 sugli affidamenti di progettazione raddoppiati rispetto al 2021”.

Spiega Lupoi: “In altre parole, mentre la domanda pubblica aumenta e quindi la progettazione (oltre ai supporti al Rup) viene sempre più esternalizzata, il Governo tenta di riportare all’interno delle pubbliche amministrazioni la fase progettuale - sempre più complessa, visti i contenuti del nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica - invece di incentivare e premiare i dipendenti che gestiscono tutto l’iter di realizzazione dell’opera”. E lancia un monito: “fra affidamenti fiduciari fino a 140mila euro e possibilità di prendere incentivi per progettare, non vorremmo assistere di nuovo a quelle opache prassi del passato che il codice del 2016, quando la soglia per gli affidamenti diretti era a 40mila euro, aveva giustamente bloccato e impedito”.

Contratti Pubblici: il ruolo della Pubblica Amministrazione

Per Lupoi invece la strada da seguire è tutt’altra, prevedendo programmazione e controllo come compito principale per la P.A., lasciando al mercato la redazione dei progetti. “Questo anche e soprattutto alla luce delle innovazioni tecnologiche richieste e rafforzate proprio dalla bozza del nuovo codice che enfatizza la digitalizzazione anche della fase progettuale, con richieste implicite di investimenti in risorse umane e tecnologiche. La Pubblica Amministrazione deve essere formata e aggiornata, anche nella prospettiva della messa a terra dei progetti PNRR, per gestire l'iter di esecuzione dei lavori, lasciando al mercato lo svolgimento di servizi tecnici altamente specialistici e qualificati come i servizi di ingegneria e architettura che richiedono una rilevante multidisciplinarietà”.

Non solo: il Presidente di OICE non comprende poi per quali ragioni i pubblici dipendenti, che già sono remunerati per lo svolgimento delle loro attività di istituto, dovrebbero essere incentivati a svolgere il proprio lavoro. “Vogliamo dirlo con chiarezza: riportando il Paese indietro di otto anni, questa scelta rischia soprattutto di cancellare una fetta di mercato, di distrarre le risorse tecniche delle amministrazioni dalla ben più importante fase di gestione delle procedure di realizzazione degli interventi, con rischi severi anche sull’attuazione del PNRR e in definitiva di ridurre qualità dei progetti e indurre le condizioni affinché con gli appalti integrati si possa fare lievitare i costi per recuperare i ribassi offerti in gara”.

Tutti aspetti critici che, OICE ribadisce, non condivide in nessun modo.