Superbonus 110% e bonus edilizi: il motore dell’economia italiana

Nuova conferma dallo studio ANCE: le detrazioni fiscali legate agli interventi edilizi hanno supportato non solo il settore costruzioni, ma anche il PIL del Paese

di Redazione tecnica - 27/10/2022
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Superbonus 110% e bonus edilizi: il motore dell’economia italiana

Il Superbonus 110% e le detrazioni fiscali legate agli interventi edilizi hanno dato un contributo fondamentale alla crescita economica del Paese negli ultimi due anni, e il loro possibile ridimensionamento rientra tra le incertezze dello scenario economico previsto per il 2023.

Superbonus 110% bonus edilizi: il futuro dell'economia italiana e del settore costruzioni

Questi, in estrema sintesi, i dati che si ricavano dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni pubblicato dalla Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi di ANCE, che evidenzia una tenuta dell’economia e del settore per tutto il 2022, con una stima al ribasso pe ril 2023.

Se l’economia italiana, nella prima metà dell’anno in corso, ha infatti continuato a espandersi, ad un ritmo di crescita del +5,5% rispetto al primo semestre del 2021, le prospettive economiche appaiono adesso meno favorevoli, a causa di un contesto internazionale caratterizzato da un evidente rallentamento. L’inversione del ciclo economico è sicuramente riconducibile alla crescita incontrollata dei prezzi dell’energia, al repentino rialzo dei tassi di interesse e al protrarsi della guerra in Ucraina.

Mentre quindi per il 2022 il FMI e Banca d’Italia stimano un aumento del Pil nell’ordine, rispettivamente del +3,2% e +3,3% su base annua, il 2023 è caratterizzato da uno scenario è molto incerto, tanto da spingere il FMI a parlare di recessione, stimando una contrazione del Pil italiano dello 0,2% in media annua.

In questo contesto, spiega ANCE, appare cruciale l’evoluzione degli investimenti in costruzioni, principale motore di crescita dell’economia italiana negli ultimi due anni: basti pensare che circa un terzo della crescita del Pil nei periodi di riferimento va attribuita all’edilizia. Un trend molto diverso da quelli registrati negli altri Paesi europei: basti pensare che a fronte del contributo pari al 27% del settore costruzioni in Italia alla crescita del Pil (+6,8%), in Germania il Pil (+2,6%) non ha avuto alcun sostegno dalle costruzioni, mentre in Spagna il contributo degli investimenti in costruzioni è stato addirittura negativo sul Pil (+5,5%).

Il ruolo del Superbonus 110% e dei bonus edilizi nella crescita del 2022

In questo contesto, il settore delle costruzioni conferma il percorso di crescita intrapreso ad inizio del 2021, dopo la battuta d’arresto registrata nell’anno della pandemia. La stima di ANCE è di un significativo incremento del +12,1% in termini reali, generalizzato a tutti i comparti e che risulta trainato, in particolare dalla manutenzione straordinaria abitativa.

Questi i dati più rilevanti:

  • nuova edilizia abitativa: +4,5%;
  • investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo: +22%;
  • opere pubbliche: +4%.

Di grande rilievo gli investimenti in recupero abitativo, giunti a rappresentare ormai il 40% del totale settoriale, registrando +22% dopo gli eccezionali livelli già registrati nel 2021 (+25% su base annua).

E la dinamica registrata nel biennio 2021-2022, è facilmente spiegata dalle possibilità offerte dagli incentivi per la ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio abitativo: il Superbonus 110% e l’opzione della cessione dei crediti maturati estesa anche agli altri bonus “ordinari”.

ANCE segnala che, con riferimento al Superbonus, secondo gli ultimi dati del monitoraggio Enea – MISE – MITE, al 30 settembre 2022 gli interventi legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% sono 307.191, per un ammontare corrispondente di 51 miliardi di euro (38,8mld di essi, ovvero il 76%, si riferiscono a lavori già realizzati).

Nel solo mese di settembre, si è registrato un aumento del 25,9% in numero e del 19,0% nell’importo, ovvero più di 63.000 interventi aggiuntivi, per un valore corrispondente di circa 8,2 miliardi.

Le previsioni per il 2023

Sulla base delle criticità emerse, la previsione dell’Ance per il 2023 è di una riduzione del -5,7% degli investimenti in costruzioni.

Un risultato, che, pur confermando livelli di investimento particolarmente elevati, risentirà del mancato apporto espansivo della manutenzione straordinaria, a seguito del venir meno degli investimenti legati al Superbonus su edifici unifamiliari, che comporterà una flessione del -24%. Si ricorda, infatti, che questo segmento di mercato ha rappresentato, nel 2021 e nel 2022, .il 40% degli investimenti realizzati con l’agevolazione fiscale. La previsione considera, viceversa, un’importante crescita negli investimenti in opere pubbliche (+25%), legati all’avvio della fase produttiva degli interventi previsti dal PNRR.

Da questo punto di vista, il futuro delle detrazioni fiscali legate agli interventi edilizi, così come i possibili aiuti alle imprese per fronteggiare il caro materiali e il caro energia, rappresentano solo alcune sfide che il nuovo Governo è chiamato ad affrontare e che ancora una volta il comparto dell’edilizia pone davanti all’esecutivo e alle forze politiche per trovare delle soluzioni strutturali e che garantiscano una crescita a lungo termine.