Superbonus 110%, la replica di OICE a Draghi

Secondo l’Associazione, imprese, professionisti e società di ingegnera rischiano serissimi problemi di gestione

di Redazione tecnica - 05/05/2022
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Superbonus 110%, la replica di OICE a Draghi

Le dichiarazioni sul Superbonus rilasciate dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso della Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, hanno gettato benzina sul fuoco sull'argomento e le reazioni nel settore non si sono fatte attendere.

Revisione Superbonus: il commento di OICE

Non c’è stato il tempo di commentare in senso positivo il Decreto Aiuti – che ha prorogato al 30 settembre 2022 la presentazione del primo SAL Superbonus – che i malumori legati alle agevolazioni 110% ritornano a farsi sentire.

In particolare, OICE, tramite il Presidente Gabriele Scicolone, ha concordato con il premier sul fatto che il Superbonus, nato due anni e mezzo fa come strumento agevolativo per ridare slancio al settore delle costruzioni e delle professioni, duramente colpiti dalla pandemia, e per incentivare l’efficientamento energetico, oggi evidenzia problemi di congruità complessivi sui quali è necessario un intervento. Allo stesso tempo, però, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria ha espresso il punto di vista dei progettisti, che hanno responsabilità straordinarie e senza precedenti all’interno delle attività connesse all’attuazione del Superbonus.

Per questo motivo, OICE chiede regole certe e soluzioni ai tanti problemi applicativi e che, al di là del problema dell’aumento dei costi dei materiali e dell'energia, rendono critica e al limite del collasso la posizione di tutti i soggetti coinvolti.

Rallentamento pratiche e cessione del credito

Sul punto è intervenuto anche Fabio Tonelli, Coordinatore del Gruppo OICE Superbonus, che evidenzia, “oltre ai problemi di una schizofrenica normativa fatta di continue modifiche e integrazioni”, un rallentamento delle pratiche in corso. “Oggi l’espletamento di una pratica d’approvazione di cessione è passato dai 30/45 giorni medi dei mesi scorsi ai 90/120 giorni. Parallelamente sono aumentati i costi di cessione visto che oggi il pricing medio è pari al 12/13% per i crediti a cinque anni, contro il precedente 8/10%”.

OICE ritorna sul drammatico problema della cessione del credito, segnalando anche la sospensione di ogni accordo quadro di cessione con plafond programmato, per cui oggi si può chiedere alle banche un accordo firmato di cessione per ogni singolo SAL. Conclude Tonelli: “Il governo con l'ultimo decreto è andato incontro almeno ad alcune delle richieste del mondo bancario, ma ancora oggi non si comprende bene se sia ritenuto sufficiente o meno. È certo che se, nell'immediato futuro, gli istituti di credito, non riapriranno agli acquisti, molte imprese, professionisti e società d'ingegneria coinvolti nel Superbonus 110% rischieranno il fallimento gravissimi danni economici”.