Superbonus, bonus edilizi e cessione del credito: gli architetti sul futuro delle agevolazioni fiscali

Le proposte di OAR: necessaria una legge quadro con un orizzonte temporale a lungo termine che garantisca stabilità e sicurezza ai professionisti

di Redazione tecnica - 15/12/2022
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Superbonus, bonus edilizi e cessione del credito: gli architetti sul futuro delle agevolazioni fiscali

Da opportunità, i bonus edilizi si sono trasformati in una trappola insidiosa per i professionisti, che necessita di soluzioni rapide, strutturate e a lungo termine. Ne parla l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia (OAR), nel tracciare un bilancio a partire dall'entrata in vigore del Decreto Rilancio, avanzando delle proposte per risolvere una situazione divenuta ormai insostenibile per professionisti, imprese e cittadini.

Bonus edilizi: le proposte di OAR per la riforma delle detrazioni 

Secondo l’OAR, l’impianto normativo sui bonus edilizi “ha drogato il mercato, creando delle bolle speculative”. L’Ordine ritiene che il rilancio del settore in maniera stabile e duratura è possibile soltanto con una nuova legge quadro con un ampio orizzonte temporale di 10/15 anni, non soggetta a cambiamenti continui, a differenza di quanto avvenuto da maggio 2020 a oggi.

La proposta prevede una legge con aliquote scalate, comprese tra il 50% e l’80%, con particolare attenzione alle prime case: OAR ribadisce che sia più equo concentrare le risorse disponibili dando priorità agli immobili realmente “vissuti” e non all’universo delle “seconde case”.

Non solo: tra le proposte anche una la rivisitazione del meccanismo della cessione del credito, privilegiando la detrazione tramite f24 del credito d’imposta detraibile senza particolari restrizioni e paletti.

Oltretutto, eventuali meccanismi speculativi sui prezzi potrebbero essere impediti imponendo queste condizioni:

  • partecipazione del cittadino alla spesa (con un’aliquota variabile dal 20% al 50%);
  • orizzonte normativo lungo (10/15 anni senza modifiche continue);
  • facilitazione del meccanismo di compensazione del credito e/o cessione.

Infine, al pari delle agevolazioni prima casa, si potrebbe pensare a un meccanismo di penalizzazione per chi mette in vendita l’immobile prima dei 5 anni dalla ristrutturazione; in questo modo si ridurrebbero i rischi di speculazione immobiliare, noramlizzando quello che OAR definisce “un mercato impazzito, in balìa di una bolla speculativa senza precedenti”.

Il problema delle cessioni dei crediti

Rimane urgente e inderogabile trovare una via di uscita alle migliaia di cessioni di professionisti e imprese, rimaste incagliate da quasi un anno.

Sul punto, OAR riporta i dati del sondaggio effettuato tra gli iscritti agli Ordini degli Architetti su territorio nazionale, in tema di bonus edilizi. Il questionario conferma come una quota rilevante di architetti liberi professionisti sia rimasta gravemente incagliata nel meccanismo della cessione crediti: solo a Roma sono in 8mila i liberi professionisti, sui 19mila iscritti all’OAR.

E sempre in riferimento all’area romana, questi i dati salienti:

  • quasi la metà (il 47%) dei professionisti che hanno partecipato all’indagine, infatti, afferma che gli incarichi legati a bonus edilizi/superbonus hanno rappresentato nell’ultimo biennio tra la metà e il totale del proprio fatturato;
  • nel 72% dei casi, per i contratti stipulati nello stesso periodo, gli studi hanno optato per la cessione del credito, ma hanno poi trovato il blocco da parte di banche e altri operatori coinvolti;
  • lo sconto in fattura è stato utilizzato per un numero di contratti compreso tra 1 e 5 da circa i due terzi dei professionisti che hanno partecipato, mentre oltre un quarto vi è ricorso tra 6 e 20 volte.
  • l’importo totale delle cessioni ferme, per quasi la metà dei partecipanti (44%), infatti, è di oltre 100mila euro.

Conclude OAR che si tratta di dati drammatici, con una situazione che rischia di mandare sul lastrico molti professionisti, considerando la dimensione ridotta di molti studi e il fatto che i professionisti, sulle fatture non pagate, devono versare sia i contributi che le tasse.