STOP AI SOGNI DELLE REGIONI

11/08/2006

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Il Ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, dopo l’approvazione dell’allegato infrastrutture al Dpef, ha dichiarato che bisogna arginare le richieste fatte dalle Regioni in merito alle opere da realizzare, in quanto il piano prevede che vengano realizzate solo le opere di cui effettivamente si dispongano le risorse.
Il piano che si dovrebbe realizzare, ed è un piano considerato delle opere di “serie A”, sarà un piano collegiale che non è un atto ricognitivo, in quanto le priorità richieste dal Paese già sono ben rintracciabili.
Innanzitutto, infatti, le opere già cantierate, per cui il piano prevede un fabbisogno di 3182 milioni di euro, ricoprono sicuramente un carattere di priorità; quelle che non sono prioritarie sono quelle già affidate per cui il fabbisogno richiesto si attesta in 2490 milioni di euro, oltre a 210 milioni di euro per quelle opere ancora in gara, per le quali la realizzazione non è imminente o non sarà nemmeno valutata scegliendo di abbandonare il progetto con modalità e tempi ancora da definire.

La peculiarità di questo piano, come si diceva, è quella di concentrare le risorse su opere ritenute essenziali: essenziale è il completamento dell’alta velocità Torino-Milano-Napoli per cui il fabbisogno richiesto ammonta a 16 miliardi, comprendendo anche i nodi urbani e il collegamento tra loro, che sono necessari tanto al Nord quanto al Sud ; essenziale, per il Sud, è la Napoli-Bari.
Fondamentale per il ministro diventano, inoltre, i tagli che le regioni stesse devono effettuare rispetto ai progetti in via di sviluppo: l’esempio, infatti, è stato dato proprio dal Molise dove è stato bloccato il progetto per la realizzazione della metropolitana di Campobasso lasciando, invece, spazio alla bretella autostradale Termoli-San Vittore ritenuta prioritaria.

C’è, poi, la problematica delle opere regionali realizzate in project financing; con questa metodologia si sovrappongono opere regionali e nazionali oppure opere che si trovano nel piano della legge obiettivo: l’esempio lampante è costituito dalla Cremona-Mantova che è un’opera regionale mentre l’autostrada della Cisa è un’opera nazionale con il risultato che nessuna delle due rispetterà le previsioni di traffico.

Tagli verranno proposti anche per i progetti previsti a nord di Milano ovvero la Brebemi, il potenziamento, con la costruzione della quarta corsia, della Bergamo-Milano e la Pedemontana lombarda: di queste tre solo uno potrà essere realizzata.
Verrà invece completato il passante di Mestre e si cercherà di snodare i nodi urbani di Milano e Genova, tenendo sempre conto delle finanze disponibili.
Passando al Sud, infine, sono sicuramente prioritarie la Salerno-Reggio e la statale Jonica. © Riproduzione riservata

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