APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DELEGA

03/08/2007

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In data 1 agosto, con 284 voti favorevoli, 1 no e 210 astenuti è stato approvato in via definitiva alla Camera dei deputati il disegno di legge “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia”.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta, si verificherà l’entrata in vigore contestuale di alcune disposizioni, quali:
  • l’obbligo per il datore di lavoro committente di elaborare un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze e di allegarlo al contratto di appalto o d’opera (art. 3 comma 1 a));
  • l’obbligo di indicare i costi della sicurezza in tutti i contratti di somministrazione, di appalto e di subappalto, di cui agli articoli 1559, 1655 e 1656 del codice civile;
  • l’obbligo per il personale che opera all’interno del cantiere di esporre il tesserino di riconoscimento corredato di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.
Ricordiamo, inoltre, le principali novità introdotte dal ddl: - L’art. 5 del amplia le disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. In particolare, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora riscontri l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Per ottenere la revoca del provvedimento di sospensione è necessario:
  • la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;
  • l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle di cui al comma 3 pari ad un quinto delle sanzioni amministrative complessivamente irrogate.
- L’art. 6 estende l’obbligo della tessera di riconoscimento a tutto il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici ed ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.

- Secondo quanto afferma l’art. 7 del ddl, gli organismi paritetici di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, potranno effettuare nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza sopralluoghi finalizzati a valutare l’applicazione delle vigenti norme in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro. Degli esiti dei sopralluoghi di cui al comma 1 viene informata la competente autorità di coordinamento delle attività di vigilanza. Gli organismi paritetici possono chiedere alla competente autorità di coordinamento delle attività di vigilanza di disporre l’effettuazione di controlli in materia di sicurezza sul lavoro mirati a specifiche situazioni.

- Viene, inoltre, prevista la partecipazione delle parti sociali al sistema informativo, costituito da Ministeri, regioni e province autonome, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA) e Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), con il contributo del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), e del concorso allo sviluppo del medesimo da parte degli organismi paritetici e delle associazioni e degli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresi quelli che si occupano della salute delle donne.

A cura di Gianluca Oreto
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zig1511
03/01/2016 10:49
Sono veramente sorpreso che il nostro Parlamento non abbia capito quanto sia importante disciplinare in un testo unico la normativa della sicurezza negli ambienti di lavoro e nei cantieri. I 210 parlamentare che si sono astenuti forse al momento della votazione pensavano alle vacanze. Mi scuso per la spontaneità ma in Italia non si puo' andare avanti in questa maniera. Distinti saluti ing. Lorenzo Zigliotto
Ing.Valerio
03/01/2016 10:49
Non si scusi affatto, le sue sono parole che rispecchiano una realtà radicata nel governo italiano da troppo tempo. Anche io sono daccordo con lei, la sicurezza è un argomento così delicato ed importante che andrebbe affrontato in maniera più impegnativa o quantomeno in modo meno superficiale e approssimativo. Purtroppo, nonostante i ripetuti proclami che si sentono da più parti, non credo che quello della sicurezza sia un argomento che abbia il sufficiente interesse dei nostri parlamentari.
Marco
03/01/2016 10:49
Tranne alcuni passaggi, la Legge è una dichiarazione di intenti ove si è tenuto conto del sindacato amico e pigliatutto che nelle sue intromissioni creerà non pochi danni al sistema sicurezza italiano. Gli infortuni e le morti sul lavoro si riducono somministrando dosi massicce di formazione ed addestramento ai lavoratori nei loro luoghi di lavoro, tenute da personale competente, così come alle figure preposte alla sicurezza aziendale, ma anche con una attenta valutazione psico fisica del lavoratore. Sarebbe sufficiente obbligare, anche se deontologicamente lo è già, il medico di famiglia che prescrive talvolta farmaci incompatibili con determinate mansioni e carichi di lavoro e che conosce l'anamnesi del suo paziente molto meglio di altri, alcool e droghe comprese, al medico competente aziendale per evitare di esporre il lavoratore a rischi che potrebbero determinare gravi incidenti a parità di condizioni di sicurezza. Purtroppo la categoria dei rischi connessi ai fattori pscico sociali ed alla fatica fisica sono sottovalutati, non si possono misurare e nessuno li valuta. Questi sono il fattore scatenante degli incidenti oltre ovviamente alla carenza di addestramento, formazione e informazione. Il resto sono chiacchiere, carta straccia e quattrini spesi male il tutto condito dalle idiozie carusiane. con stima
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