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Sentenza TAR Piemonte 4 gennaio 2011, n. 1

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Gare d'appalto, no al massimo ribasso se la stazione appaltante punta sulla qualità dell'offerta

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- Sentenza

20/01/2011 - Riprendendo una recente sentenza del Consiglio di Stato (sentenza 3 dicembre 2010, n. 8408) il Tribunale Amministrativo Regionale di Torino ha affermato, in materia di scelta del criterio di aggiudicazione delle gare d'appalto pubbliche, che risulta essere illogica la scelta del criterio del prezzo più basso quando la stazione appaltante ha deciso di attribuire nella legge di gare un peso di rilievo agli aspetti qualitativi dell'offerta.

Con la sentenza n. 1 del 4 gennaio 2011, i giudici del TAR hanno sostenuto una tesi più volte sostenuta negli ultimi tempi (leggi news) che boccia l'utilizzo del massimo ribasso nel caso in cui la legge di gara attribuisce rilievo ad aspetti qualitativi variabili dell'offerta, in riferimento al particolare valore tecnologico delle prestazioni, al loro numero, al loro livello quantitativo e qualitativo.

Il collegio piemontese ha ricordato il comma 1, art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006 che, in riferimento ai criteri di aggiudicazione, afferma che fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, lasciando chiaramente intendere che, esistendo una perfetta e sostanziale equivalenza tra i due sistemi, la scelta dell'uno o dell'altro è rimessa alla libera determinazione dell'amministrazione, con l'unico limite di far ricadere tale scelta su quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell'oggetto del contratto, al fine di selezionare la migliore offerta e di garantire la qualità delle prestazioni e il rispetto dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità.

I giudici piemontesi hanno ricordato che, in funzione di quanto specificato dal Codice, il criterio del massimo ribasso risulta essere adeguato nel caso in cui non vi sono dubbi sulle caratteristiche qualitative del bene posto a gara, atteso che la puntuale individuazione dell'oggetto della fornitura appare di per sé in grado di evitare il verificarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza.

Viceversa, è illogica la scelta del criterio del prezzo più basso quando la legge di gara attribuisca rilievo ad aspetti qualitativi variabili dell'offerta, in riferimento al particolare valore tecnologico delle prestazioni, al loro numero, al loro livello quantitativo e qualitativo. In questi casi la pluralità di elementi presi in considerazione dalla lex specialis si pone in contrasto con la caratteristica unicità del criterio del prezzo più basso comportando la violazione delle disposizioni poc'anzi richiamate.

A cura di Gabriele Bivona



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[Riproduzione riservata]



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  • ...E I MAGISTRATI?
    MAURIZIO LUSTRISSIMI - 08/03/2011

    •Sebastién Le Prestre, Marchese di Vauban (1633-1707)Architetto, militare e urbanista, Maresciallo di Francia, è la figura più insigne di tutta la storia dell’urbanistica militare dell’epoca classica in Francia. Ebbe a criticare i forti ribassi d'asta che altro non facevano che impoverire i già poveri appaltatori i quali erano costretti a far ribassi enormi per sopravvivere ma eseguivano i lavori male. Questa situazione la stiamo attraversando da qualche anno. Si può mai immaginare che con prezziari vecchi si possono fare ribassi dal 25 al 48%? come si fanno i lavori? chi li collauda? sarebbe molto utile che i segretari di commissione trovando dei ribassi d'asta che superano il 20% facessero un pacco e lo mandassero ai magistrati per controllare la congruità dei prezzi e se si può fare il lavoro con quella cifra. Ne vedremmo delle belle..........


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  • OFFERTA ECONOMICAMENTE PIU' VANTAGGIOSA = PRESA IN GIRO
    S.E.I. - 14/02/2011

    a nessuno piacciono le gare a max ribasso ma il metodo della cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa è una plateale presa in giro. Cosa ne pensano le imprese è manifesto; come mai a gare simili per oggetto e importo ma svolte con i due metodi, a quelle al max ribasso (magari con l'esclusione automatica delle offerte anomale) partecipano 100-150 imprese e a quelle col metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa al max partecipano in 10-15? Perchè è palese che, almeno nel 90 % dei casi, l'aggiudicazione avverrà discrezionalmente a favore dell' impresa amica. Tale metodo è inoltre offensivo per i progettisti e ne svilisce il lavoro. E' ragionevole ritenere che i progettisti presentino la soluzione al meglio avendo concepito il progetto e avendo avuto modo di svilupparlo con il tempo necessario a disposizione; non si comprende bene come le imprese, nei 15 -20 giorni che, di fatto, hanno a disposizione per formulare la loro proposta, possano migliorare il progetto. Inoltre, visto che poi i criteri-parametri per la valutazione delle offerte sono indicati nel bando, perchè non segnalarli già ai progettisti che ne potrebbereo tenere conto per migliorare organicamente la soluzione. Qualora si tratti invece di problemi tecnologici particolari, allora le stazioni appaltanti abbiano il coraggio di ricorrere all'appalto-concorso. Si dice che la cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa consente di avere prezzi meno stracciati; ma non è detto perchè il prezzo è comunque un elemento di valutazione ed, inoltre, se vengono proposte migliorativi al progetto (materiali più validi e, quindi più costosi, opere aggiuntive, apprestamenti particolari), hanno tutti un costo suppletivo per cui quello che si guadagna con un ribasso minore si perde per i migliorativi. I lavori sono eseguiti correttamente se, con un progetto valido e chiaro, i controlli sono corretti ed effettivi e ciò qualunque sia il metodo di aggiudicazione. Per una limitazione dei ribassi che non si presti a imbrogli, il metodo dell'esclusione automatica delle offerte anomale con il taglio preventivo delle ali (ora applicato solo per le gare di lavori sotto un milione di euro) è l'unico che da garanzie. Per avere una limitazione maggiore, si potrebbe evitare di aumentare la media dello scarto medio delle offerte; con i numeri di partecipanti cui si è arrivati, e con il taglio delle ali, sarebbe anche scongiurato il pericolo di cordate. Se si adotta un metodo trasparente si può anche pensare a come evitare il numero spropositato di partecipanti (che poi si riflette in spese generali per le imprese che debbono partecipare a 100 gare per la speranza di vincerne 1); per le gare sotto 1 milione di euro il metodo della procedura ristretta semoplificata, se il sorteggio dell'elenco delle imprese è fatto in modo limpido, il metodo funziona.


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  • un altro punto di vista
    Igiul attef - 11/02/2011

    Pochissime cose sul comma 1, art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006 che, in riferimento ai criteri di aggiudicazione, afferma " ... la migliore offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa". Intanto di fronte a progetti esecutivi, cantierabili, con prezzi aggiornati, non si capisce la scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Singolare è la critica che viene da alcuni imprenditori siciliani che si sono lamentati del continuo ricorso all'offerta del prezzo più basso e alla impossibilità di competere con le imprese che partecipavano alle gare con il sospetto di competere con società di comodo collegate alla malavita che fungevano da "Impresa lavatrice". Adesso questo può essere vero ma può essere che le imprese pratichino ribassi sostanziosi per lavorare, anche a guadagno zero, e non chiudere i battenti. Così come non si può escludere che possano essere collegate alla malavita proprio quelle imprese che si aggiudichino i lavori con l'offerta economicamente più vantaggiosa a ribassi economici ridicoli e quindi con la possibilità di elargire "ringraziamenti" a chi eventualmente gli ha cucito il capitolato addosso. Tutto può essere! Perciò quello che è necessario non è certamente mortificare il mercato limitando il ricorso all'offerta con il prezzo più basso che, senza dubbio, è quella che offre maggiori garanzie di partecipazione e di libertà bensì intensificare i controlli sulla qualità dei lavori, sul rispetto delle consegne e sulle possibili varianti in aumento, sempre nascoste e insidiose. L'oferta con il criterio economicamente più vantaggioso per l'amministrazione lascia alla commissione di gara, nominata dalla stazione appaltante, ampio margine discrezionale (nel solco del capitolato e del disciplinare certamente, ma chi l'ha redatto il capitolare e il disciplinare...?????). E si sa che il potere discrezionale delle stazioni appaltanti è una cosa che ha una valenza diversa a Bergamo rispetto a Reggio Calabria; a Belluno rispetto a Trapani; a Milano rispetto a Napoli; a Merano rispetto a Marcianise. L'ideale sarebbe istituire stazioni uniche appaltanti in tutte le province (per legge e non per scelta autonoma) come sostenuto anche da Maroni in provincia di Caserta. Costituire un dipartimento speciale tra Guardia di Finanza, Carabinieri ed esperti del Genio Civile con il compito specifico di controllare l'affidamento e la esecuzione dei lavori pubblici. Questo non solo nelle regioni meridionali vista la capacità di penetrazione della malavita in territori ancora sani. Solo un pensiero sul tema Igiul Attef.


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  • gare al massimo ribasso
    Carlo Montalto - 25/01/2011

    Le gare al massimo ribasso sono la maggior disgrazia che l'attuale legislazione sui lavori pubblici possa aver introdotto. Anche se coperti da polizze fideiussorie è sempre possibile, viste le lacune progettuali, fare riserva e bloccare i lavori. Poi naturalmente con qualche artificio la pubblica amministrazione rivede il progetto, il prezzo lievita fino e viene eseguita un'altra parte del lavoro sino alla prossima riserva e così via. Lavori che durano dieci e più anni, esecuzioni molto lontane dalla cosidetta regola d'arte. Perchè non riusare le gare con la media mediata con successiva dichiarazione di aver preso visione del progetto etc. Forse in questo modo si potrebbe eliminare qualche contenzioso ed ottenere qualche lavoro finito in più.


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  • ribassi
    nella dalla sicilia - 24/01/2011

    Cari colleghi, anche io come voi, ogni giorno arranco nei meandri dei lavori pubblici. Qusti ribassi cosi alti, segneranno, a mio avviso, il nostro destino per sempre, e se qualcuno non fà qualcosa per abolire questa procedura, saremo, costretti, nostro malgrado..non solo a licenziare ottima manovalanza, magari alle nostre dipendenze da 30 anni, ma chiudere i battenti, con l'aggravante che i mutui che abbiamo contratto per lavorare ci rimangono, a descapito del futuro dei nostri figli. Dico semplicemente che chi legifera, non sa proprio nulla della realtà. Secondo me le procedure di aggiudicazione dovrebbere essere fatte con una graduatoria, in base hai requisiti posseduti dalle aziante. cosi si che si farebbe una bella scrematura di aziende "fantasma" (specie qui in sicilia) e almeno, verrebbero premiate le ziende che hanno fatto tanti sacrifici per mantenere struttura e certificazioni varie.


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  • riforme per gare d'appalto
    giovanni - 24/01/2011

    Buongiorno, sono un imprenditore della Provincia di Caserta, sento le vostre lamentele sui ribassi e sui metodi di valutazione delle offerte, vi posso assicurare che dalle nostre zone e una vera giungla spero vivamente che ci sarà una vera bonifica degli attuali metodi di valutazione, con la speranza che ttutte quelle ditte che da noi la fanno da padrone possano andare a pertecipare in turchia.


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  • massimo ribasso
    sergio musci - 23/01/2011

    L'offerta prezzi già prevista dalla legislazione precedente ha garantito, quando utilizzata, la realizzazione più efficace e qualitativamente spendibile delle opere pubbliche, richiedeva progetti accurati e tempi di finanziamento certi. Non era diffusa perchè impediva la lievitazione dei prezzi per effetto delle varianti suppletive ( e il mercato nero ad esse sottostanti).


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  • anche un'offerta anomala dovrebbe essere causa di esclusione
    marina bertucci - 22/01/2011

    Anche le offerte superiori dovrebbero essere causa di esclusione. Mi spiego: è stata fatta una gara per l'appalto dei bar presso l'Ospedale San Giovanni di Roma, con il rifacimento in toto degli arredi e delle opere murarie. Per ciò che riguarda l'offerta per l'affitto annuo mediamente le ditte partecipanti hanno offerto tra i 50.000,00 e i 90.000,00 euro; mentre una Società ha offerto un importo di €uro 170.000,00; c'è stato il rilievo per offerta anomala, ma la Commissione ha accettato le giustificazioni. Ora il vecchio gestore di un dei Bar in gara, ha fatto ricorso al Tar contro il totale operato della Commissione, e miracolo il TAR LO HA ACCOLTO e la gara e la sua aggiudicazione si è interrotta. Altre ditte hanno fatto denuncia e quindi l'operato di questa Commissione è veramente discutibile. Ribadisco che in seno alle Commissioni deve essere presente un magistrato ed un rappresentante di autorevole Associazione di categoria a difesa dell'operato delle ditte per non buttare soldi ed arricchire gli avvocati. marina bertucci (www.agenziaitaliainforma.it)


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  • massimo ribbasso
    Rosa da Cosenza - 22/01/2011

    Non solo il massimo ribbasso ma proprio tutti i ribbassi andrebbero abboliti. Per me le gare andrebbero fatte a sorteggio pubblico con un piccolo ribbasso fisso al massimo del 10%, questo sistema garantirebbe il lavoro a tutti e soprattutto lavori fatti a regola d'arte, e non solo ai furbi, a quelli che si possono permettere di anticipare cifre enormi e anche di rimettere sui lavori perchè devono coprire i flussi di denaro illeciti, e noi poveri mortali siamo costretti ad arrancare appresso a questi signori oppure a licenziare gli operai e andarcene a casa, dopo una vita di sacrifici, di rischi e costretti a farci i mutui con le banche per cercare di non chiudere i battenti.


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  • L'Imprenditore, animale in via di estinzione
    Domus - 21/01/2011

    Sono un Ingegnere libero professionista, impegnato nel campo dei lavori pubblici da oltre trenta anni. Leggo con rammarico quanto riferito dall'Imprenditore (Perchè anonimo?) di Castiglioncello che ha raccontato la realtà crudele della vita degli Imprendotori, quelli veri, quelli che hanno rischiato e rischiano sulle proprie scelte, ma non più disponibili ad accettare per le corbellerie degli altri... Sono perfettamente SOLIDALE con l'amico "Anonimo", al quale dico e confermo che i lavori pubblici NON SONO REGOLARMENTE FATTIBILI CON QUEI RIBASSI D'ASTA!!! Forse, tutti (Enti, Progettisti, Imprese, Politici) dovremmo avere la forza e domandarci se veramente vogliamo opere pubbliche valide e ben fatte oppure no. Certo nel caso affermativo dovremmo cominciare a... buttare a mare la legge sui lavori pubblici (Lex 109) il relativo regolamento (DPR 554) ed in nuovo Regolamento. Perverso è, poi, il sistema esistente per le SOA... E' proprio tutto da rifare? DOMUS, Ingegnere in PISA


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  • Ribassi anomali
    Imprenditore anonimo della provincia di Livorno - 21/01/2011

    Buongiorno, sono un imprenditore della Provincia di Livorno , ( Castiglioncello) ho partecipato alla gara indetta dal Comune Di Piombino,per circa € 3700.000,00 € una gara con categorie og2 , og11, due categorie che richiedono una mano d'opera super specializzata e dei buoni materiali, visto che si sta parlando di categorie di lavori per il restauro dei beni sottoposti a tutela , questa gara svolta con il massimo ribasso, è stata aggiudicato provvisoriamente con un ribasso del 48,89 % .( questa è sola una delle tante) Carissima redazione credo che con questi ribassi non solo non ci siano guadagni, ma chi li applica, è costretto a regalare del suo denaro alle amnistrazioni,o ad abbandonare i lavori in corso d'opera. Ma il fatto più grave, che mi chiedo, come è possibile che le amnistrazioni accettino questi ribassi cosi' elevati, senza rendersi conto che cosi facendo creano del lavoro a striscia la notizia a fare dei servizi sulle opere pubbliche non completate. Inoltre vi voglio confidare che se queste procedure di gare non cambieranno sistema,la sola cosa da fare è ,( visto che abito in una zona vicino al mare) licenziare il mio personale con grande dispiacere, prendere una cannina e andare a pescare qualche bellissima spigola nel nostro bel mare tirreno.


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  • Qualità
    Max - 20/01/2011

    Le S.A. dovrebbero SEMPRE puntare sulla qualità anche perché se non lo fanno significa che successivamente i prezzi subiranno delle perizie di variante...








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