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Riforma Lavoro-Fornero: per la prova della partita IVA non basta l'iscrizione all'Albo

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- Riforma Fornero

05/07/2012 - La Riforma del lavoro di cui alla Legge 28 giugno 2012, n. 92 recante "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita", pubblicata sul Suppl. Ordinario n. 13 alla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03/07/2012, dispone misure e interventi intesi a realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantità e qualità, alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione. Tra gli obiettivi evidenziati vi sono:

  • favorire l'instaurazione di rapporti di lavoro più stabili e ribadendo il rilievo prioritario del lavoro subordinato a tempo indeterminato, cosiddetto contratto dominante, quale forma comune di rapporto di lavoro;
  • ridistribuire in modo più equo le tutele dell'impiego, da un lato contrastando l'uso improprio e strumentale degli elementi di flessibilità progressivamente introdotti nell'ordinamento con riguardo alle tipologie contrattuali; dall'altro adeguando contestualmente alle esigenze del mutato contesto di riferimento la disciplina del licenziamento, con previsione altresì di un procedimento giudiziario specifico per accelerare la definizione delle relative controversie.


Particolare attenzione è stata data agli iscritti agli Ordini Professionali con l'obiettivo di regolarizzare i rapporti di lavoro autonomo con soggetti titolari di partita IVA che collaborano in regime di dipendenza economica. La legge n. 92/2012 stabilisce che, salvo prova contraria da parte del committente, sono da considerare rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora si verifichino due dei seguenti condizioni:

  • la collaborazione ha una durata complessivamente superiore a otto mesi nell'arco dell'anno solare;
  • il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare;
  • il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.


Dunque, è sufficiente che un contratto di lavoro autonomo dipenda a livello economico per più dell'80% da un medesimo soggetto e che abbia una durata superiore ad 8 mesi nell'anno solare, affinché lo stesso possa essere considerato (fino a prova contraria) un lavoro subordinato.

Il nuovo art. 69-bis inserito nel capo I titolo VII del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 prevede, inoltre, delle esclusioni dalle suddette presunzioni qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:

  • sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività;
  • sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233;
  • sia svolta nell'esercizio di attività professionali per la quale l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. Alla ricognizione delle predette attività si provvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentite le parti sociali.


Il comma 27, art. 1 della legge Fornero prevede pure che:
"La disposizione concernente le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in albi professionali, di cui al primo periodo del comma 3 dell'articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che l'esclusione dal campo di applicazione del capo I del titolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, l'iscrizione del collaboratore ad albi professionali non è circostanza idonea di per sé a determinare l'esclusione dal campo di applicazione del suddetto capo I del titolo VII".

Ciò vuol dire che non è sufficiente essere iscritti ad un ordine professionale per l'esclusione dalle presunzioni che determinano il rapporto di tipo subordinato, in quanto è da verificare se il contenuto concreto dell'attività è riconducibile alle quella professionale intellettuale per l'esercizio della quale è necessario l'iscrizione in appositi albi professionali.


[Riproduzione riservata]



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  • francesco - 14/07/2012

    Ieri ho provato la strana e soddisfacente sensazione che una garetta "a cinque" NON FOSSE STATA TRUCCATA. Le offerte dovevano essere consegnate esclusivamente via PEC in un preciso intervallo di tempo contiguo alla scadenza. Non c'era materialmente il tempo che "IL SOLITO TECNICO PUBBLICO DIPENDENTE" comunicasse all'amico il numero da scrivere per vincere sulla base dell'analisi delle altre offerte! Lasciamo per buono che gli inviti ai cinque fossero dati come sembra senza alcuna discrezionalità. Mi chiedo come mai il LEGISLATORE PERDE TEMPO SU RIFORME INUTILI E DANNOSE e non risolve le migliaia di possibilità di corruzione, di turbativa d'asta etc. lasciando istituzionalmente disponibili le forme di discrezionalità che lo permettono. FORSE QUESTA DISCREZIONALITA' E' RICHIESTA DALL'EUROPA ALTRIMENTI AUMENTA LO SPREAD? SE LA CONCERTAZIONE E' IL MALE DEI MALI, CHI GLIELO DEVE DIRE AI DOTTI SIGNORI CHE CI GOVERNANO, I TECNICI PUBBLICI DIPENDENTI RAPPRESENTANTI E RAPPRESENTATIVI DI ORDINI PROFESSIONALI ED ISTITUZIONI?


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  • Marco P. - 13/07/2012

    'Speroni critica Monti: il "kapo" Shulz gli toglie la parola.' _ http://www.youtube.com/watch?v=ErBLMfl4BSM&feature=related _'Monti a Nigel Farage "La democrazia deve essere sospesa." 16 FEB 2012 ita' _http://www.youtube.com/watch?v=qEUvAf8grO4&feature=related


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  • Marco P. - 11/07/2012

    Ecco smascherate le finalita' distruttive della attuale Dittatura delle Banche Straniere in Italia "Super Mario Monti and the Dictatorship of Austerity in Italy"_ http://theintelhub.com/2012/07/09/super-mario-monti-and-the-dictatorship-of-austerity-in-italy/ _ I tre paragrafi fondamentali dell'articolo: "When Europe's political and financial elite discuss "growth" in the current context as an added ‘solution' on top of austerity, what they really mean is to implement major structural changes: to liberalize the economy, privatize all assets, state subsidies, services, industries, and resources. This will allow corporations and banks to come in and purchase all of these assets and industries, and since this process takes place in the midst of a deep crisis, they are able to take control of all the assets for very cheap prices. This is called ‘foreign direct investment.' _ The major corporations of Europe, of North America, and elsewhere, will be able to control directly a much larger share of the economy. Their purchases provide short-term funds for the state, thus increasing short-term revenue. HOWEVER, SINCE STATE INDUSTRIES ARE PRIVATIZED AND SOLD FOR PENNIES ON THE DOLLAR, THEY ARE ACTUALLY LOSING LONG-TERM REVENUE, BUT THAT ISN'T MENTIONED. Markets respond to the short-term, not the long-term, and of course, we want to have our world and its social, political, and economic stability determined by forces that theoretically do not look more than a couple months ahead. _ The process of liberalization and privatization is also sold on the prospect of ‘creating jobs,' because the theory goes that corporations will enter the market with the ability to invest and thus, create jobs for workers. THE REALITY IS THAT THE CORPORATIONS BUY UP THE INDUSTRIES, AND GENERALLY SHUT THEM DOWN TO RELOCATE ELSEWHERE FOR CHEAPER LABOUR. This means mass firings. This also means that unions and labour rights in general have to be dismantled and people have to be kept in line, under control." ____ Ed ecco che cosa c'e' in serbo "dopo" per il Ns Paese; un futuro da Terzo Mondo, in cui, dopo che Marcegaglia e Co. avranno spostato in Cina/India tutte le attivita' produttive tecnologicamente avanzate, gli unici posti di lavoro disponibili saranno da cameriere a McDonalds o simili: "America's Doomed Economy" _ http://www.realjewnews.com/?p=736#comment-607371


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  • francesco - 08/07/2012

    Ma quanti franceschi ci siamo?


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  • Francesco - 08/07/2012

    La Ministra pensa con tutto questo di salvaguardare il lavoro dei collaboratori degli studi professionali eliminando i soggetti a partita IVA. Ma dove vive? Ma si rende conto di qual'è l'attuale situazione degli studi professionali? Non pensa che sarebbe il caso di regolamentare in maniera realmente più trasparente l'affidamento degli incarichi? Forse vuol farci credere di non sapere che gli incarichi sopra soglia sono oramai esclusiva di società di capitali e quelli sotto soglia sono affidati col criterio CLIENTELARE , impropriamente definito per legge "offerta economicamente più vantaggiosa"? Senza lavoro appare veramente ridicolo puntualizzare aspetti che renderanno ancor più difficile la sopravvivenza stessa delle libere professioni!!








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