Terremoto centro-Italia: Comunicato stampa del CNI

25/08/2016

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Il Presidente del CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), Armando Zambrano, è intervenuto in merito all’evento sismico che ha devastato il centro del Paese.

Gli eventi distruttivi di questa notte purtroppo non sono una novità, specialmente nella dorsale appenninica. In queste zone esistono ancora edifici costruiti in pietra, in anni in cui non esistevano normative antisismiche. Occorrerebbe una forte azione di adeguamento, come noi ingegneri chiediamo da anni, sin dai tempi del terremoto in Irpinia. Occorrono norme semplici che consentano di intervenire nei centri storici. Inoltre, la conoscenza del livello di sicurezza di un edificio deve diventare parte essenziale della sua carta di identità. E’ assurdo constatare come in una compravendita di un immobile venga chiesto il certificato di classe energetica e non un documento che attesti l’adeguamento dello stesso alle norme antisismiche”.

“Nel nostro Paese - ha proseguito Zambrano - è necessaria un’intensa azione di verifica della sicurezza delle costruzioni. Questa è facilmente realizzabile, tanto più se si considera che noi in Italia abbiamo maturato la tradizione della conservazione. Università, professionisti e mondo scientifico hanno elaborato negli anni tutta una serie di tecniche che possono rendere tutti gli edifici sicuri. Non c’è fabbricato che non possa essere migliorato da un punto di vista sismico. Da anni studiamo queste problematiche, siamo all’avanguardia nel mondo e oggi siamo in grado di risolverle anche a costi tutto sommato accettabili”.       

Zambrano, poi, si è soffermato sull’attività da svolgere immediatamente dopo l’emergenza.

I paesi colpiti - ha detto - possono sicuramente essere ricostruiti mantenendo il tessuto edilizio. E’ la direzione da seguire, evitando di ripetere gli errori commessi nel passato con le new town che, alla lunga, hanno un impatto sociale insostenibile. Anche perché costruirle spesso costa assai più che intervenire sul costruito. L’importante, però, è fare presto. In questo senso noi ingegneri siamo a disposizione per la scrittura di regole precise che superino le pastoie burocratiche e consentano alle persone di rientrare al più presto nelle proprie abitazioni. Nell’immediato, noi già da venerdì metteremo a disposizione 1600 ingegneri che si occuperanno di valutare le condizioni delle singole abitazioni, in modo da consentire ad una parte dei cittadini colpiti di rientrare in casa nelle massime condizioni di sicurezza

Infine Zambrano ha proposto una riflessione a livello europeo. “Va detto che abbiamo qualche difficoltà a far capire ai nostri partner europei l’importanza dell’aspetto sismico. Non a caso a Bruxelles si dà più peso al tema del risparmio energetico che non alla messa in sicurezza degli edifici. Ciò accade perché il problema è percepito come marginale, dal momento che riguarda essenzialmente due paesi del sud Europa, noi e la Grecia. Sarebbe importante ottenere dei risultati su questo terreno perché si potrebbero dirottare preziosi fondi europei sulla riduzione del rischio sismico”.

A cura dell’Ufficio stampa del CNI

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Claudio Luppi
25/08/2016 19:34
Le considerazioni dell' ingegner Zambrano mi sembrano assai pertinenti e sincere. Soprattutto il passo conclusivo, nel quale ricorda come a livello europeo incontriamo "qualche difficoltà a far capire ai nostri partner europei l’importanza dell’aspetto sismico" per il semplice motivo che "il problema è percepito come marginale, dal momento che riguarda essenzialmente due paesi del sud Europa, noi e la Grecia". Sulla speranza finale di riuscire a "dirottare preziosi fondi europei sulla prevenzione del rischio sismico" preferisco sorvolare. Quello che viene segnalato, la difficoltà ad essere ascoltati in Europa e la marginalità delle nostre richieste a Bruxelles, non è nuovo per chi conosca le vicende e la storia della ventennale esperienza della UE e della sua moneta. Parlo della evidente asimmetria distorsiva che vige già dalla fondazione dell' Unione, nei Trattati (Maastricht e Lisbona, fiscal compact) e nei regolamenti (BCE). Le regole europee sono state interpretate e scritte ad esclusivo vantaggio dei paesi del nucleo centrale (Germania e suoi alleati) . Ignorare la diversità del contesto idro-geologico e del rischio sismico esistente nei vari paesi dell' Unione non è una distrazione. Così come non è una dimenticanza aver omesso di considerare per lungo tempo l'onere economico e organizzativo della gestione del flusso dei migranti sulla sponda meridionale dell' Europa. Sono il segno di una Unione a trazione germanica, che non contempla, non prevede neppure le ragioni sacrosante dei paesi del sud. Così come l' idea stessa della moneta unica, con la rigidità del cambio monetario, è stata concepita e realizzata con lo scopo di impedire ai paesi del sud di adottare l'unica misura di contenimento degli shock economici attraverso la svalutazione del cambio. L' Europa dei Trattati, QUESTA UE, è una prigione mortale per il nostro paese, e noi lo stiamo constatando, con la crescita inesistente, con la disoccupazione, con la deflazione, con la mancanza di disporre della necessaria sovranità monetaria per investire nella messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio e storico, dei nostri monumenti, delle nostre scuole, edifici pubblici e delle nostre case. Caro Presidente Zambrano, apprezzo le sue accorate parole e condivido la sua amarezza. Ma dobbiamo prendere atto, prima che sia tardi, che l' Unione Europea è uno strumento costruito su basi friabili e asimmetriche, con regole assurde come il fiscal compact e i vincoli sul deficit pubblico al 3% e sul rientro dal debito pubblico al 60%, sul pareggio di bilancio in Costituzione : tutte queste norme impediscono al nostro paese di disporre delle risorse necessarie per intraprendere le necessarie opere di messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio. Il tempo delle speranze è ormai finito. Prendiamo il coraggio di denunciare questa asimmetria e uscire dalla prigione europea prima che il paese precipiti nella tragedia. Con stima.
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