INCARICO DEL CURATORE

19/01/2006

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Il decreto legislativo n.5/2006 recante Riforma organica delle disciplina delle procedure concorsuali, pubblicato nelle news del 18 gennaio 2006, pone al centro della processo fallimentare la figura del curatore, a cui sono attribuiti i compiti di nomina dei periti tecnici. Il curatore diviene sostanzialmente il manager del fallimento avendo ampi poteri discrezionali durante l'intera procedura, potendo esercitare personalmente le funzioni del proprio ufficio e delegando ad altri specifiche operazioni, previa autorizzazione del giudice delegato.
Nella possibilità d'incaricare tecnici terzi, diviene fondamentale la dovuta autorizzazione del comitato dei creditori. Il curatore può perciò farsi coadiuvare da tecnici o da altre persone retribuite, compreso il fallito, ma sotto la sua responsabilità e con un compenso riconosciuto a tali soggetti relazionato alla liquidazione del compenso finale del curatore. Il testo normativo, che entrerà in vigore dal 16 luglio 2006, all'articolo 28 indica i requisiti per la nomina a curatore:
a) avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti;
b) studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che i soci delle stesse abbiano i requisiti professionali di cui alla lettera a);
c) coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società per azioni, dando prova di adeguate capacita' imprenditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.
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