BOCCIATA LA DIA PER LE RISTRUTTURAZIONI

05/06/2006

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Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il vicepresidente della Regione Toscana, la regione da dove è partito il caso, annuncia l’impegno affinché la sua giunta regionale approvi in tempi rapidissimi la legge, di aprire una corsia preferenziale anche per l'iter in consiglio, e un impegno a livello nazionale che coinvolga la Conferenza dei presidenti e un incontro con il ministro Di Pietro affinché vengano assunti provvedimenti rapidi e adeguati all'emergenza che si è venuta a creare a seguito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la previsione della legge regionale 1/2005 sul governo del territorio Toscano.
In particolare la sentenza riguarda gli interventi edilizi in zona sismica. Questa legge prevedeva infatti che per gli interventi in zona sismica fosse stato sufficiente da parte di chi operava in lavori di ristrutturazione in zona sismica un preavviso scritto agli uffici regionali con allegati progetto e relazione tecnica (DIA), senza quindi bisogno di dare avvio ai lavori secondo la procedura che prevede la necessaria autorizzazione preventiva del Genio Civile. Quest'ultima verifica veniva comunque effettuata su un campione del 10 per cento delle pratiche edilizie depositate. Ora, invece, dopo la sentenza, ogni singolo intervento dovrà essere subordinato al rilascio dell'autorizzazione del Genio Civile.

La sentenza della corte costituzionale ha stabilito, infatti, che per le ristrutturazioni in zone sismiche non basterà più la Dia (dichiarazione inizio attività) ma è richiesta anche un’autorizzazione del Genio civile. La sentenza che boccia la legge toscana in materia edilizia (legge n. 1 del 2005) avrà per conseguenza che per esaminare tutti i 287 comuni a rischio sismico gli uffici andranno in tilt per via dei tempi lunghi necessari per ottenere i permessi per le ristrutturazioni. Senza contare - si lamenta ancora - un Genio Civile impreparato a svolgere l’alto numero di controlli previsti.

Di colpo viene determinato in Toscana un passaggio dalle circa 2 mila pratiche iniziali alle 20 mila pratiche l’anno da esaminare per via della sentenza. Una responsabilità che cade adesso principalmente sulla Regione Toscana e i suoi uffici che dovranno prevedere personale preparato e risorse economiche adeguate.

La sentenza non farà discutere solo la Regione Toscana con i suoi ben 186 comuni, ma anche tutte le regioni classificate a medio ed elevato rischio sismico.
Per questo motivo sono in molti a cominciare a sperare di vedere presto il ministro Antonio Di Pietro, occuparsi di tale emergenza e difficoltà per adattare i propri uffici regionali alla sentenza.
Soprattutto si sollecita l’ emanazione di norme attuative che consentano di snellire le procedure, senza tuttavia sminuire una efficace prevenzione del rischio sismico, con mezzi adeguati e procedure certe.


a cura di Salvo Sbacchis
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