TRE STRADE PER I COMUNI

15/02/2007

1   2.927 volte
Per i comuni che sceglieranno il decentramento catastale a partire dal prossimo primo di novembre sono possibili tre diverse strade, formulate in base alla differente struttura che possono avere e quindi alle complessità che una piccola struttura può supportare rispetto ad una media o grande.

La prima via percorribile, quella più leggera, consiste nella fornitura di servizi al cittadino, ovvero:
  • la consultazione della banca dati;
  • il rilascio di visure e certificati;
  • la registrazione delle volture per il catasto terreni ed urbano;
  • le correzioni di dati amministrativo-censuari relativi alla toponomastica, alla titolarità e alle relative quote che non comportano variazioni che vanno ad incidere sulla rendita.
Per i comuni che potranno supportare un maggiore carico, c’è una seconda strada che è quella di fornire i suddetti servizi oltre che per i cittadini anche per i professionisti. Nella fattispecie, si tratta di:
  • accettazione delle richieste di rettifica tecnica;
  • esame di merito;
  • registrazione di protocollo;
  • inoltro all’ufficio provinciale del Territorio;
  • accettazione, anche per via telematica, verifica e registrazione degli atti tecnici di aggiornamento del catasto urbano (Docfa);
  • controlli tecnici sostanziali;
  • collaborazione all’istruttoria del contenzioso conseguente all’attribuzione di rendite catastali di competenza del Territorio.
Infine la terza strada percorribile dai comuni più grandi prevede tutte le funzioni di utilizzazione, conservazione e aggiornamento degli atti del catasto terreni e fabbricati; sono, altresì, comprese tutte le attività necessarie per l’aggiornamento degli atti catastali sotto la diretta responsabilità dell’ente, per la definizione e valutazione della redditività degli immobile e tutte le attività connesse alla conservazione degli archivi cartacei. Sono compresi i servizi per:
  • l’aggiornamento catastale dei terreni (Pregeo) e le verifiche ordinarie e straordinarie del catasto terreni e solo straordinario per il catasto fabbricati;
  • la rilevazione dei consorzi di bonifica e degli oneri consortili gravanti sugli immobili;
  • la gestione del contenzioso conseguente alle notifiche di variazioni della rendita effettuate dai municipi stessa.
A cura di Gianluca Oreto
© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

stoned
03/01/2016 10:49
Da tecnico di un comune capoluogo di provincia... sapete cosa mi sono chiesto leggando questa notizia? Ma all'interno dell'Ente per il quale lavoro, c'è forse qualcuno che è al corrente di tutto ciò? Se non fosse espressamente vietato dalla norma l'affidamento a società esterne, mi sarei aspettato di veder saltare, fuori dalla sera alla mattina, una qualche delibera consiliare che affida tutto il pacchetto alla società x di cui il comune possiede l' y% e creata ad hoc per mettere a sedere qualche politico trombato, ovvero un'altro tendone da circo. In conclusione, colgo solo l'occasione per augurare a tutti i cittadni, ma soprattutto ai colleghi liberi professionisti, che il catasto rimanga il più possibile nelle mani di che l'ha sempre avuto e ha un'idea di come lo si debba far funzionare...
Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n.163/2003 e secondo le finilità illustrata nell'informativa