FORMAZIONE DI UN ALBO SPECIFICO

21/03/2007

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Nel corso della passata legislatura, così come oggi, le categorie intellettuali si sono adoperate nello sviluppo di una riforma del proprio ordinamento al fine di attribuire maggiore garanzia di competenza e qualificazione professionale agli utenti che richiedono delle prestazioni specialistiche per le loro esigenze.
Riforme che, ovviamente, risultano di maggior necessità per quelle categorie professionali tecniche e per i periti industriali.

In questa direzione si spinge, infatti, l’opera del Consiglio nazionale dei periti industriali che sta lavorando verso la costituzione di un albo dei tecnici laureati per l’ingegneria, che dovrebbe riunire in un unico ordine i laureati triennali e i periti industriali, i geometri e i periti agrari.
In questo modo l’Italia si allineerebbe alla recente direttiva europea n. 2005/36 dove al 5° livello si inseriscono i laureati specialistici, al 4° i laureati triennali e i geometri, i periti industriali e quelli agrari e a quelli successivi le categorie non regolamentate come le associazioni portando, di fatto, ad una fusione, e relativa diminuzione, degli ordini.

Il Consiglio Nazionale si sta occupando anche di specifici settori tecnici come, ad esempio, considerare la necessità di un Testo unico sulla sicurezza: ha incaricato, infatti, il Censis di compiere un’analisi su un campione significativo e omogeneo di imprenditori, periti, enti istituzionali e professionali, di tutto il territorio nazionale, in modo da avere un quadro specifico delle riforme da proporre, anche per cercare di ridurre il numero delle morti bianche e degli infortuni che ogni anno si registrano sul lavoro e che risulta pressoché costante.

Il settore della sicurezza, infatti, costituisce la maggiore porzione dell’attività dei periti industriali che sono stati anche oggetto di una ricerca nazionale condotta dall’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro): oltre 300 periti hanno monitorato, volontariamente, circa 1700 piccole e medie imprese per verificare il grado di applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza.
Un ruolo importante, poi, lo ricoprono nel campo della prevenzione incendi, tanto da far sì che il corpo nazionale dei vigili del fuoco li ha inseriti in gruppi di lavoro al fine di rivisitare le norme antincendio.
Con queste nuove tendenze e la predisposizione al confronto con le riforme, però, l’auspicio è che non si verifichi un abbassamento del livello tecnico e intellettuale oggi previsto dall’odierna organizzazione delle professioni che garantiscono sicurezza ai cittadini nei campi in cui si richiede la loro competenza, dalla progettazione all’innovazione tecnica, alla sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, all’impiantistica e alla formazione dei nuovi tecnici.

A cura di Paola Bivona
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