I RISARCIMENTI DOPO 41 ANNI

12/09/2007

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Dopo 41 anni, nella terra di Pirandello, arriva una parte dei risarcimenti per la frana di Agrigento.
Dopo 41 anni dalla famosa frana di Agrigento, adesso sembra che entro la fine dell’anno alcune famiglie delle zone colpite dalla frana che il 19 luglio del 1966 scivolando a valle distrusse centinaia di abitazioni della rocca di Agrigento, potrebbero essere finalmente indennizzate. A riscuotere potrebbero essere gli sfollati stessi, i loro eredi, quelli che intanto non sono emigrati, o non hanno venduto nel frattempo terreno e casa. Risarcimenti che con una burocrazia più solerte sarebbero potuti arrivare in tempi un po’ più normali e costare di meno.

A dichiarare che finalmente la Regione è arrivata a una soluzione “positiva” per quanti allora furono offesi dalla frana, il Genio Civile di Agrigento. Che dopo avere impiegato 41 anni di attento lavoro ha concluso le perizie del quartiere Addolorata. Purtroppo gli abitanti degli altri quartieri dovranno aspettare qualche altro “annetto”. La nuova generazione di tecnici che intanto è subentrata agli anziani intanto andati in pensione si sta apprestando a definire anche i procedimenti relativi agli immobili delle altre zone di Agrigento.
“In questo modo – fa sapere il capo del Genio civile, Rino La Mendola - tutti i cittadini potranno avere diritto a percepire le indennità entro l'anno”. Il problema adesso - si legge nella nota ANSA - sarà di rintracciare i vecchi proprietari che allora furono costretti a sfollare sotto l’azione della frana, che senza più una casa subirono una vera e propria diaspora.
Una legge regionale del 2005 ha intanto destinato, presenti o assenti, eredi o defunti, ben sette milioni di euro per il risarcimento di 66 famiglie.

Per la memoria, era il 19 luglio del 1966 quando migliaia di metri cubi di terra si abbatterono sulle case ad Agrigento. Centinaia i feriti; 1.200 le famiglie rimaste senza tetto. La frana fu uno choc per questa città che negli anni Sessanta aprì e mai concluse il dibattito sulla questione urbanistica, considerato che a causare il cedimento era stato il sovraccarico edilizio (che tuttora permane). 8.500 sono stati intanto gli immobili edificati in barba alle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali. All'epoca il ministro dei Lavori pubblici, Giacomo Mancini, alcuni mesi dopo dovette fronteggiare anche l'alluvione di Firenze. Dopo la celebre alluvione l’Italia corse ai ripari con un disegno di legge, la “legge Ponte” del 1967 con la quale si ponevano i primi limiti all'edificazione, cominciando a dare corpo agli strumenti urbanistici.

Solo che: nella terra di Dante l’alluvione di Firenze è solo un ricordo, mentre nella terra di Pirandello la frana di Agrigento rimane un capitolo ancora aperto.

A cura di Salvo Sbacchis
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