ANCHE IL CONSIGLIO NAZIONALE INGEGNERI NE PARLA AL CONGRESSO

18/09/2007

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A qualche giorno dalla chiusura dei lavori del 52° Congresso Nazionale degli Ingegneri si fa il bilancio di ciò che è stato fatto e di ciò che è stato proposto per l'avvenire.
Paolo Stefanelli, presidente della categoria, spiega che "solo dopo aver raggiunto la necessaria compattezza da parte di tutti gli iscritti si potrà iniziare a pensare al futuro, che prevede la manifestazione degli stati generali dell'ingegneria, un momento in cui l'Ordine, i sindacati e le università si incontreranno per lavorare insieme su un progetto comune di sviluppo del Paese".
Il prossimo 2008 sarà l'anno dell'ingegneria e servizio dello sviluppo sostenibile nelle quali energia, ambiente e sicurezza saranno le priorità "numero uno" e che, quindi, hanno fatto da spalla all'intero congresso.
La mozione congressuale approvata all'unanimità evidenzia che "i fabbisogni sempre maggiori di energia portano ala necessità di tutelare le risorse non rinnovabili rivedendo anche gli attuali stili di vita, e di individuare le tecnologie più efficienti e sicure senza pregiudizi e scelte ideologiche.
In tema di appalti, poi, Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture, ha annunciato in sede di congresso la pubblicazione di un terzo decreto correttivo al D.Lgs. n. 163/2006, proprio per dare spazio alla qualità piuttosto che al mercato.
Grande assente, invece, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio che, inviando un messaggio ai partecipanti al congresso, si è dichiarato disponibile a garantire la categoria e le sue esigenze di fronte al Governo.
Gli ingegneri, così, si fanno avanti ed avviano la prima base per il dibattito che intraprenderanno nel futuro. Non solo spettatori, ma protagonisti nelle scelte che il governo dovrà fare per il paese.

Non meno importante, comunque, il dibattito sul tema della riforma delle professioni che dalla mozione fa trasparire il pensiero forte della categoria: "una riforma che dovrà avere come cardini fondamentali la garanzia della qualità delle prestazioni professionali a servizio del cittadino e la tutela del ruolo professionale dell'ingegnere, intendendo come tale esclusivamente chi abbia completato un percorso di formazione universitario di ingegneria, sia esso di primo che di secondo livello; qualità delle prestazioni professionali che va rafforzata attraverso percorsi di tirocinio e di aggiornamento gestiti dagli ordini.
Non potranno essere accettate azioni che non riconoscano la competenza specifica ed esclusiva degli ingegneri nella progettazione geotecnica e nella sistemazione idraulica".
Parole al vento o impegni vincolanti?
E quale è, effettivamente la situazione della riforma ad oggi?
Pierluigi Mantini, uno dei relatori al disegno di legge di riforma all'esame del parlamento ha preso parte alla penultima giornata del congresso ed ha invitato al dialogo ed alla collaborazione per giungere ad un testo condiviso che riformi il mondo delle professioni: "basta con la raccolta delle firme per spingere una riforma delle professioni di iniziativa popolare", afferma Mantini. "Abbandoniamo la logica della contrapposizione. Questa legge non può prescindere dalla condivisione. Anche da parte dell'opposizione" che, invece, si dice meno ottimista.
Michele Vietti, responsabile della riforma delle professioni de La Margherita, infatti, ha annunciato le prossime mosse alla Camera: nuovo testo base entro settembre ed appello all'opposizione per una collaborazione concreta che, quindi, posi le armi di guerra e che sia fattiva sotto tutti i punti di vista. "Apprezzo la buona volontà di Mantini" ha dichiarato Vietti, "ma qui non conta il singolo parlamentare. Le scelte in questo campo sono politiche. E nell'attuale maggioranza ci sono due anime: una ideologica che ha fatto le liberalizzazioni e una più ragionevole che vuol fare una legge seria. Se questa coalizione rinuncia a singoli blitz sulle professioni allora possiamo cominciare a ragionare".

A cura di Paola Bivona
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