PRONTO IL TESTO MANTINI-CHICCHI

26/10/2007

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Mentre abbiamo notizia che nella versione finale del decreto legislativo sulle qualifiche, approvato dall’ultimo consiglio dei ministri, sono saltati gli attestati di competenza dei professionisti non iscritti all’albo è stato definita dai due relatori di maggioranza Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi il nuovo testo di riforma delle professioni che prende le deleghe contenute nel ddl Mastella e le trasferisce ai diretti interessati.
Il testo è composto da 37 articoli in 8 Capi contenenti:
  • Oggetto e principi
  • Trasformazione di Ordini e Collegi
  • Principi comuni organizzativi per gli ordinamenti di categoria
  • Disposizioni comuni all’esercizio delle professioni intellettuali
  • Codice deontologico e sanzioni
  • Riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate
  • Società e associazioni tra professionisti
  • Norme finali
Il nuovo testo del progetto di legge Mantini-Chicchi, di fatto, mette insieme diverse iniziative già depositate ed il 24 ottobre scorso è stato illustrato all’interno del comitato ristretto delle commissioni giustizia e attività produttive della Camera dei deputati.

Di notevole importanza nel nuovo testo l’articolo 3 con cui i Consigli nazionali delle categorie professionali attualmente organizzate in ordini e collegi, sentiti gli organismi territoriali, adottano, entro e non oltre dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il nuovo ordinamento di categoria, con proprio regolamento, nel rispetto dei seguenti principi specifici:
  • riconoscimento e attuazione in forma specifica dei principi fondamentali di cui all’art. 3;
  • organizzazione territoriale basata su principi democratici e di trasparenza gestionale, con specifica valorizzazione delle strutture regionali;
  • specificazione del ruolo degli ordini professionali a tutela dei cittadini utenti anche attraverso forme di convenzionamento con le associazioni dei consumatori;
  • previsione di forme specifiche di formazione permanente, anche attraverso un sistema di crediti, con un monte ore comunque non inferiore a 60 ore annuali;
  • riconoscimento della pubblicità informativa sui requisiti soggettivi e i contenuti delle prestazioni professionali offerte;
  • obbligo di concordare preventivamente con il cliente il prezzo, in relazione ai contenuti, le modalità e i tempi prevedibili delle prestazioni professionali;
  • riconoscimento del diritto all’equo compenso dei praticanti, della riduzione del periodo di tirocinio, della semplificazione dell’esame di Stato con la previsione che i componenti delle commissioni giudicatrici non possono essere in maggioranza appartenenti all’ordine professionale della sede territoriale in cui si svolge l’esame;
  • obbligo di adeguata copertura assicurativa per i rischi professionali a garanzia del cliente;
  • attuazione del principio di separazione organica tra consigli dell’ordine e organi di disciplina, eletti contestualmente e separatamente dai consigli degli ordini, che amministrano i procedimenti sanzionatori e che devono comunque essere composti con la presenza di membri territorialmente esterni all’ordine di appartenenza del professionista.
Altra novità contenuta nell’articolo 5 è l’istituzione dell’Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria, nel quale sono iscritti i soggetti in possesso di titoli di studio universitario triennale di matrice tecnica, nonché i professionisti attualmente iscritti agli albi professionali dei geometri, dei periti agrari e periti agrari laureati e dei periti industriali e periti industriali laureati.

Il testo proposto fissa i suoi pilastri: poche deleghe, equo compenso per i praticanti, minimi inderogabili per le opere pubbliche, riconoscimento delle associazioni e conseguente iscrizione alla cassa di previdenza privata per i professionisti non iscritti ad albo, snellimento degli ordini. Questi i principi di base sui quali si fonda la riflessione di Mantini e Chicchi ma non tarda l’intervento dell’opposizione.

Maria Grazia Siliquini responsabile dell’ufficio libere professioni di An, infatti, in un comunicato stampa di ieri 25 ottobre precisa che “Il testo proposto dai relatori della maggioranza ieri in commissione giustizia sulla riforma delle professioni è pura propaganda elettorale: sanno infatti benissimo che la riforma non vedrà mai la luce perchè il governo è agli sgoccioli, in piena caduta libera già ieri al senato, come ha evidenziato lo stesso presidente della camera. La maggioranza quindi sta cercando, furbescamente, di mettere le mani avanti per la ormai prossima campagna elettorale, per sostenere con gli ordini di avere gettato le basi per una “buona” riforma, nel tentativo di recuperare un po’ di quel consenso totalmente evaporato dopo gli atti compiuti da questo governo contro i professionisti ordinistici” precisando anche che I relatori Mantini e Chicchi - esponenti del nuovo PD - consapevoli che i provvedimenti di Bersani, Visco e il DDL Mastella hanno fortemente bistrattato le categorie professionali, hanno avviato la loro personale campagna elettorale cambiando le loro proposte con una versione edulcorata, meramente finalizzata ad una captatio benevolentiae elettorale”.

“Ormai la frittata è stata fatta in questo anno e mezzo –ha proseguito Siliquini- ed in particolare, da ultimo, con il decreto varato il 22 ottobre in consiglio dei ministri, che ha recepito la direttiva sulle qualifiche professionali”.

“La proposta di ieri pertanto, che giunge dopo ben 5 mesi di inerzia (da giugno erano terminate le audizioni e l’opposizione chiedeva di continuare i lavori con un nuovo testo), viene avanzata guarda caso proprio il giorno in cui il governo è al suo punto di massima fibrillazione, con previsioni di caduta entro il mese di novembre”.

Per contro, invece, proprio Mantini e Chicchi ritengono che lo spirito che li ha mossi nella determinazione di questo testo di base sia stato quello di cercare di rendere il mondo delle professioni più competitivo, più aperto alla libera concorrenza e con principi di modernizzazione e qualità.

In allegato è disponibile il testo del progetto di legge.

A cura di Paolo Oreto
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