STOP DELLA CORTE DEI CONTI AL NUOVO REGOLAMENTO

28/03/2008

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Dalla Corte dei Conti un brusco stop al nuovo regolamento del Codice di contratti.
Il provvedimento che era stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007, che, successivamente, era stato già firmato (in verità in tempi abbastanza rapidi) dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva già la sua data (Decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2008) e che era stato trasmesso alla Corte dei Conti per il necessario visto di legittimità, è stato ritirato dal Governo per apportare alcune correzioni ed aggiustamenti di natura formale.

Questa vicenda, che in verità ha del grottesco, fa aumentare la preoccupazione (già alta) degli operatori del settore sia per il fatto che alcune norme del Codice (Dialogo competitivo ed appalto integrato) non possono essere applicate se non dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento sia per essere costretti ad operare con un regolamento già ampiamente amputato dal codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006).
Le preoccupazioni sono, anche, legate al fatto che il nuovo regolamento entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, per altro, in questa fase transitoria continueranno ad essere applicate tutte le norme in atto vigenti tra le quali l’attuale regolamento (D.P.R. n. 554/1999), l’attuale capitolato generale d’appalto (D.M. n. 145/2000) ed il Regolamento sulla qualificazione delle imprese (D.P.R. n. 34/2000).

Il Governo, quindi, ritirando il Regolamento, provvederà a modificare quelle parti che avrebbero potuto essere censurate dalla Corte dei Conti (ma perché non si provvedeva prima e perché sono passati due mesi dalla firma del Presidente della Repubblica) evitando rilievi di peso tale che non consentirebbero la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.
Ma le ipotesi che possono essere, in atto, fatte sono molte e vanno dalla peggiore che porterebbe ad una mancata registrazione del provvedimento alla più soft che porterebbe al mancato visto su alcuni articoli o su alcuni commi.
D’altra parte, era noto che l’ultima versione del Regolamento, predisposta dal Ministero delle Infrastrutture dopo il parere positivo con osservazioni (su circa 120 articoli) del Consiglio di Stato (parere n. 3262 del 17/09/2007), non ha tenuto conto di tutte le osservazioni e si potrebbe verificare che il magistrato delegato al controllo del Ministero possa chiedere ulteriori chiarimenti spostando sempre più in là i tempi di pubblicazione del provvedimento con la conclusione che gli operatori del settore continuerebbero a trovarsi di fronte ad un codice che, senza il regolamento di attuazione, risulterebbe monco.
E non può dirsi che il Consiglio di Stato abbia perso tempo ad esprimere il citato parere visto che il provvedimento era stato inviato al Consiglio stesso in data 19 luglio 2007 (due mesi circa).

In atto, quello che più da fastidio è il reiterato silenzio di una voce ufficiale, qual è quella del Ministero delle Infrastrutture, che non dà alcuna informazione sul proprio sito ed attraverso i propri comunicati stampa, anche per giustificare il tempo trascorso dalla data della firma del provvedimento da parte del Capo dello stato (28 gennaio 2007) ad oggi (due mesi).
Ma continuiamo a sperare che le nostre preoccupazioni saranno fugate da una rapida soluzione del problema e che il Ministero faccia conoscere la propria voce ufficiale su un argomento che, in questo momento, raccoglie le preoccupazioni di varie categorie di operatori (enti pubblici, professionisti, imprese, associazioni di categoria).

Speriamo bene.

A cura di Paolo Oreto
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