Ingegneri Iunior rappresentati solo dal CNI e fuori dall'Albo Unico

02/05/2012

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Non è tardata la risposta ufficiale del Consiglio Nazionale degli Ingegneri alle critiche da noi mosse nei confronti dell'atteggiamento tenuto verso gli Ingegneri iscritti alla sezione B dell'albo che negli ultimi mesi hanno dovuto subire l'attacco da parte dei Periti che davano quasi per certo un accorpamento tra Periti, Geometri e Ingegneri Junior, in un Albo Unico e con l'appellativo di "Ingegneri tecnici", senza che il CNI provvedesse a una smentita ufficiale.

In un nostro recente articolo (leggi news) abbiamo denunciato lo scarso interesse del CNI nel rappresentare gli interessi dei propri iscritti alla sezione B (ingegneri junior) continuamente attaccati da una parte di tecnici non laureati il cui intento era quello di formare un albo unico in modo da assicurarsi il nome di "ingegnere tecnico".

Attraverso una nota ufficiale del CNI (che alleghiamo), Ania Lopez, Consigliere Nazionale degli Ingegneri iuniores, è intervenuta sulla proposta di una struttura unica per i tecnici di primo livello affermando senza mezzi termini che gli Ingegneri Sez. B non hanno bisogno di altre rappresentanze oltre a quella del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

"Gli iscritti alla sezione B dell'albo degli Ingegneri - ha affermato l'Ing. Ania Lopez - sono circa 7.500 e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) è l'unico organo che ci rappresenta come Categoria. E' il CNI l'unico organismo istituzionale legittimato a pronunciarsi con autorevolezza sul nostro futuro - ribadisce la Lopez - I nostri 7500 iscritti si riconoscono completamente nel Consiglio Nazionale Ingegneri e quindi non hanno certamente bisogno di altre rappresentanze". Quest'ultima affermazione in riferimento al presunto intervento del CUP3 (Coordinamento universitario e professionisti triennali) che nel corso dell'Assemblea dei periti industriali svoltasi a Roma lo scorso 21 aprile avevano dato la loro disponibilità all'albo unico da anni promosso da Giuseppe Jogna, Presidente dei Periti.

L'Ing. Ania Lopez ha, inoltre, affermato che le urgenze da affrontare per gli Ingegneri iunior sono altre e riguardano "le competenze nei diversi settori, la creazione di opportunità di lavoro in un contesto di crisi economica così grave". Infine, la rappresentante della Sez. B del CNI ha ricordato che gli Ingegneri triennali hanno compiuto un preciso percorso di studi universitari, conseguendo più di 200 crediti formativi. Dunque "sono soddisfatti di questo percorso e tutti i giorni danno il loro contributo, lavorando per la sicurezza e il benessere dell'intera comunità nazionale".

Il Commento del CNAPPC
Anche il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. è voluto intervenire sul tema delle competenze professionali considerando legittimo l'accorpamento degli Ordini dei Periti Industriali, dei Geometri e, forse, dei Periti Agrari, ma escludendo che da questo possa in alcun modo derivare una ampliamento di competenze che finisse per creare ulteriore confusione in una situazione già articolata e complessa. Gli Architetti hanno, dunque, escluso a priori il possibile inserimento nell'Albo Unico degli Ingegneri Junior.

"Il mercato del lavoro italiano - ha affermato una nota del CNAPPC - è già abbastanza articolato e caratterizzato da un elevatissimo numero di professionisti Appare, quindi, del tutto incongrua la creazione di figure quali quelle di "ingegneri tecnici" a laurea triennale che, secondo il Presidente dei Periti Industriali Giuseppe Jogna, dovrebbero - e non si comprende davvero come - riuscire a distinguersi dagli "ingegneri", triennali e quinquennali, affiliati al loro naturale Albo di appartenenza".

"Un contesto come quello attuale, caratterizzato da evidentissime difficoltà sul fronte del lavoro e della professione, non ha certo bisogno di battaglie di questo tipo, ma di una seria riflessione sul ruolo e sulle prospettive delle professioni tecniche nel nostro Paese; in tal senso la "campagna acquisti" operata da Periti Edili e Geometri nei confronti di alcune minoritarie associazioni di laureati triennali - se confermata - appare proprio come una dichiarazione di palese ostilità nei confronti delle altre professioni".

"Il ruolo di una classe dirigente, anche di tipo ordinistico - continua il CNAPPC - dovrebbe essere quello di cercare di affrontare e di risolvere i problemi con uno sguardo complessivo rivolto, in primo luogo all'interesse della collettività e del Paese. In questo senso, non si comprende davvero come gli stessi Periti e Geometri abbiano sottoscritto insieme ad Architetti, Agronomi, Ingegneri e Geologi la costituzione di una "Camera di conciliazione" tra le professioni - finalizzata a risolvere le questioni connesse alle competenze professionali - per poi intraprendere, nei fatti, una strada che si colloca agli antipodi da tale ragionevole e condiviso tentativo di armonizzare le diverse specificità professionali".

"Il Consiglio Nazionale degli Architetti tutelerà in tutte le sedi le competenze e le peculiarità di tutti i propri iscritti - proprio a partire dagli architetti e dai pianificatori iunior, la cui identità e profilo professionale sono minacciati da tali incongrue iniziative - , auspicando che le notizie relative a continui tentativi di ampliamento delle sfere di competenza di alcune professioni risultino soltanto uno spiacevole malinteso".

"Ribadisce - conclude il CNAPPC - che avverserà con forza e determinazione ogni eventuale tentativo, operato da altre strutture ordinistiche, di interferire sulle competenze e sulle specificità dei propri iscritti e diffida i rappresentanti degli Ordini dei Periti e dei Geometri a perseguire tali anacronistiche politiche espansionistiche, invitandoli ad un confronto al tavolo comune delle professioni tecniche".

Con buona pace del Presidente dei Periti Jogna, dovrebbe essere così chiuso definitivamente il tentativo mediatico che negli ultimi mesi aveva dato per scontato la formazione di un'albo degli Ingegneri tecnici a cui avrebbero partecipato Periti, Geometri e Ingegneri Junior.

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