Inarsind: no all'obbligo del POS, adeguamento tariffe CTU e un anno di sperimentazione su formazione e assicurazione professionale

16/09/2013

3.199 volte
Sono parecchi i professionisti che negli ultimi mesi hanno messo in dubbio l'utilità rappresentativa dei propri ordini professionali. Per un motivo o per un altro, la pressione sulla libera professione è montata sfociando, soprattutto sul web e sui social network, in continue proteste verso le proprie rappresentanze istituzionali incapaci di comprendere al meglio problemi e necessità di un'intera categoria in crisi d'identità.

Nell'ultimo periodo abbiamo segnalato interessanti iniziative partite non da ordini o consigli nazionali ma da associazioni o sindacati che, con ogni probabilità, hanno avuto più sensibilità verso i propri iscritti. Lo scorso 10 settembre si sono incontrati il Ministro della Giustizia, Prefetto Annamaria Cancellieri e InarSind, e il Sindacato degli Architetti e degli Ingegneri liberi Professionisti (Inarsind). Durante l'incontro sono stati toccati gli argomenti che più hanno contribuito agli accesi dibattiti tra i liberi professionisti: formazione continua, assicurazione obbligatoria, l'obbligo di accettare pagamenti tramite carte di credito e i compensi spettanti ai CTU.

La delegazione di Inarsind, composta dal Presidente Ing. Salvo Garofalo, dal Tesoriere Ing. Roberto Rezzola e dal Responsabile della Comunicazione Arch. Giulia Villani, ha evidenziato al Ministro Cancellieri le molteplici incertezze introdotte, in particolare, dalla riforma degli ordinamenti professionali, esprimendo notevoli perplessità in merito alla "diversità dei regolamenti emanati dai Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, soprattutto perché le due categorie hanno stesse competenze, stesse tariffe, stessi Ente di Previdenza, medesime Organizzazioni Sindacali, si rivolgono ad una committenza comune e spesso collaborano all'interno di analoghe strutture". Considerato il disallineamento tra i sistemi formativi delle due categorie professionali, Inarsind ha ribadito la necessità di introdurre un anno di sperimentazione, non obbligatoria, in modo da evitare che nel tempo si creino forti divergenze tra le due professioni.

Durante l'incontro con il Ministro, la delegazione del Sindacato degli Architetti e degli Ingegneri liberi Professionisti ha chiesto:
  • Un anno di proroga e sperimentazione per l'assicurazione - considerato che nella riforma delle professioni prestazioni, rischi, franchigie e i massimali in rapporto al fatturato non sono definiti e rischiano così di non tutelare né il committente né il professionista ma di fare gli interessi delle sole assicurazioni;
  • L'eliminazione dell'obbligo il sistema di pagamento con carta di credito (POS) - che per la tipologia dei pagamenti dei professionisti tecnici appare del tutto ingiustificato considerato che poco si concilia con importi delle prestazioni professionali normalmente superiori ai 1.000 euro per i quali è possibile utilizzare bonifici ed assegni, sistemi di pagamento di per sé tracciabili.
  • L'adeguamento dei compensi, oggi irrisori, spettanti ai Consulenti Tecnici di Ufficio - il cui aggiornamento è bloccato da troppo tempo.

© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa