Ance, Confedilizia e Fiaip: Legge di stabilità con inaccettabili tasse sulla casa

30/12/2013

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Sul problema delle nuove tasse sulla Casa introdotte dalla Legge di stabilità 2014 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 27 dicembre, fanno sentire la loro voce Paolo Buzzetti Presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Corrado Sforza Fogliani Presidente di Confedilizia e Franco Repetto Presidente della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) collegio di Alessandria.

Paolo Buzzetti, con un duro commento in merito alle ipotesi di modifiche al rialzo al tetto dell’aliquota Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni che insieme alla Tari (sui rifiuti) e all'Imu per le seconde e terze case, costituisce una delle componenti della nuova Iuc (Imposta unica comunale), ha precisato che “Non si è neanche approvata definitivamente la Tasi che già si parla di nuove modifiche, questo è il paradosso tutto italiano che quando c’è bisogno di far cassa ci si rivolge sempre e solo alla casa, il bene principale degli italiani” ed ha, anche, aggiunto che “Negli ultimi due anni il balletto delle tasse sulla casa ha prodotto solo maggiori difficoltà per le famiglie e per le imprese del settore, tutto ciò mentre l’emergenza abitativa aumenta pericolosamente ed è ormai un allarme sociale. Non si possono prendere in giro i cittadini, il balletto di sigle, cifre e aliquote deve fermarsi”.

Alle dichiarazioni di Buzzetti si aggiungono quelle di Corrado Sforza Fogliani che in un comunicato stampa del 23 dicembre scorso ha precisato che “Sulla base del disegno di legge di stabilità la proprietà edilizia pagherà, nel solo 2014, quasi 24 miliardi di euro nel caso in cui tutti i Comuni applichino l’aliquota minima della TASI, e addirittura 27 nel caso in cui i Comuni applichino l’aliquota massima. Cifra alla quale si aggiungono i 500 milioni di gettito che il Governo prevede di ottenere dalla tassazione delle case non affittate. Le maggiori imposte relative agli anni 2012-2014 per effetto dei moltiplicatori Monti e dell’istituzione della TASI ammonterebbero a 39,9 miliardi nell’ipotesi minima e a 43,1 miliardi nell’ipotesi di applicazione dell’aliquota massima da parte dei Comuni.” aggiungendo, anche, che “Fino al 2011, infatti, l’ICI era applicata su una base imponibile che era di gran lunga inferiore rispetto a quella adottata a partire dal 2012. Per le abitazioni, in particolare, il moltiplicatore da applicare alla rendita catastale ai fini del calcolo dell’imposta è passato nel 2012 da 100 a 160, con un aumento – quindi – del 60 per cento. I moltiplicatori Monti sono stati posti a base dell’IMU, oltre che nel 2012, pure nel 2013 ed essi costituiranno la base di tassazione anche per il 2014 sia ai fini dell’IMU sia ai fini della TASI, tributo previsto nell’ambito dell’imposta unica comunale (IUC).

Per ultimo registriamo la dichiarazione di Franco Repetto che in merito alla legge di Stabilità precisa “Siamo di fronte ad una Legge di Stabilità inaccettabile: una vera e propria maxi stangata sulla casa. Così, si continua a penalizzare i cittadini italiani, le famiglie e i contribuenti onesti. Si mette mano alle tasche e ai risparmi di anziani e giovani indiscriminatamente e si mortificano le piccole e medie imprese costrette a pagare, in tempo di crisi, ancora di più rispetto a quanto si pagava con la vituperata Imu, già con il governo Monti”. Repetto riporta anche quanto espresso dal Presidente nazionale Paolo Righi che ha dichiarato “Nessun altro Paese, in Europa, ha mai subito un prelievo fiscale così alto sull’immobiliare. Le maggiori imposte sulla casa previste con la Legge di Stabilità, per effetto dei moltiplicatori Monti e dell’istituzione della Tasi, nei prossimi anni prosciugheranno i già ridotti portafogli degli italiani, negando risorse vitali alla sopravvivenza di molte famiglie, anziani e milioni di piccole e medie imprese. Nella storia del nostro Paese è la prima volta che si attacca in maniera frontale un intero comparto come quello dell’edilizia ed immobiliare, già duramente colpito dalla crisi. A quanto pare, invece di tagliare la spesa pubblica improduttiva, si preferisce danneggiare l’ottanta per cento degli italiani, proprietari di una casa, e milioni di negozianti, agricoltori e piccole imprese, che pagheranno ancora più imposte dirette ed indirette nel 2014. Per Alessandria ed i suoi cittadini una ulteriore difficoltà da affrontare nel difficile percorso di ripresa".

A cura di Gabriele Bivona
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