Cantone (ANAC): Massimo ribasso pericoloso per le infiltrazioni mafiose

09/01/2015

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Quello del massimo ribasso è certamente il criterio di aggiudicazione degli appalti pubblici che meno premia la qualità delle opere e che più presta i fianchi alle infiltrazioni mafiose. Ad accorgersene è il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) Raffaele Cantone che in audizione presso la commissione Lavori Pubblici del Senato ha denunciato i vizi di un sistema che funziona male nel caso di scarsa qualità della fase progettuale.

"Credo che non esista un sistema degli appalti in grado di evitare l'illegalità perché, ad esempio il massimo ribasso, che oggi è oggetto di critiche pesantissime, in gran parte giustificate, è un sistema che funziona male quando, soprattutto nei lavori pubblici, c'e' un livello bassissimo di progettazione, ma funziona bene se la progettazione è effettiva". Questo in sintesi il contenuto del messaggio che il Presidente ANAC ha voluto lanciare alla Commissione Lavori Pubblici del Senato.

"Tutti sappiamo - ha continuato Cantone - che il massimo ribasso è un finto ribasso che consente poi il recupero attraverso varianti e le modifiche successive. Non è un sistema di per sé da considerare negativo ma è un sistema che pone una serie di problemi legati anche all'infiltrazione mafiosa. E' un sistema da considerare oggettivamente pericoloso".

Il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C.
"Concordiamo con Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, sulla assoluta pericolosità del sistema del massimo ribasso nel mercato dei Lavori Pubblici, tanto più grave per la peculiarità della situazione italiana che vede questo mercato fortemente a rischio di infiltrazioni mafiose".

Queste le parole del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori affidate ad un comunicato stampa.

"Lo denunciamo da tempo - ha continuato il CNAPPC - il ricorso al massimo ribasso rappresenta un vero e proprio strozzinaggio, relativo a prezzi e tempi della progettazione, incapace di assicurare qualità delle prestazioni e, soprattutto, sicurezza delle costruzioni, oltre ad essere causa, per gli Enti pubblici, di aumento del contenzioso, dei costi complessivi e dei tempi di realizzazione delle opere"
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"Ci auguriamo - continua la nota degli Architetti - che la delega che il Parlamento sta assegnando al Governo attraverso il Ddl in discussione alla Camera in tema di appalti, preveda l'eliminazione della procedure impostate sul massimo ribasso del prezzo per le opere di architettura, ingegneria ed urbanistica e la promozione dei concorsi di progettazione che, al contrario, garantiscono maggiore qualità ed allineano il nostro Paese alle normative seguite da tutte le maggiori nazioni europee. A questo proposito i contributi che il viceministro Nencini sta dando all'intera questione sembrano andare nella giusta direzione".

"Obiettivo degli architetti italiani - conclude il CNAPPC - e di tutte le professioni tecniche, è l'apertura del mercato dei lavori pubblici per promuovere e semplificare l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti e per premiare, finalmente, la concorrenza e le capacità di progettisti e imprese".

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