Patto di stabilità: gli strumenti delle regioni per r risanare e rinnovare l’edilizia scolastica

14/08/2015

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Con il Decreto Legge Enti Territoriali 78/2015 è stato concesso un più ampio raggio di azione alle Amministrazioni Regionali per incentivare gli investimenti degli Enti Locali per l’anno 2015.

Due sono gli strumenti in possesso delle Regioni per allentare il Patto di Stabilità di Province, Città Metropolitane e Comuni:
  • Patto Orizzontale: la Regione riassegna gli spazi finanziari in esubero ceduti dagli Enti Locali, ad altri Enti Locali che invece necessitano di maggiori spazi di spesa.
  • Patto Verticale: la Regione destina gli spazi finanziari assegnati da parte del Governo agli Enti Locali del proprio territorio.

In merito allo strumento finanziario del patto verticale, la Legge di Stabilità dell’anno 2015 prevedeva un suo uso esclusivo per sanare i debiti commerciali contratti alla data del 30 giugno 2014 da parte delle Amministrazioni Locali. Recependo la richiesta degli Enti Locali, con il DL 78/2015 si è dato un più importante peso economico a questo strumento, aprendo alle diverse spese in conto capitale. Le Regioni, infatti, pur dovendo dare priorità ai debiti commerciali, potranno destinare gli spazi finanziari del patto verticale del valore di un miliardo, secondo i propri orientamenti. Le risorse, in base alle richieste, saranno destinate ai Comuni fino ad un tetto massimo del 75% ed il restante 25% a Province e Città Metropolitane, a cui si potrà aggiungere l’eventuale quota di spazi non assegnati alle Amministrazioni comunali. È quindi possibile destinare il patto verticale per interventi di edilizia scolastica, dando continuità alle operazioni già poste in essere dal Governo.

Un buon esempio di gestione degli strumenti regionali per l’alleggerimento del Patto di Stabilità per l’edilizia scolastica arriva dalla Regione Emilia Romagna, che, con deliberazione del 28 luglio, ha deciso di destinare 7,4 milioni di euro del patto orizzontale a favore degli Enti Locali per interventi per le scuole. Ne hanno beneficiato 45 Comuni.

Il Governo ha già dimostrato di credere nell’alleggerimento dei vincoli delle finanza pubblica locale, sbloccando nel primo anno e mezzo di operato oltre 344 milioni di euro per interventi nelle scuole.

Un impegno importante che può essere amplificato grazie ad un coordinamento tra le azioni del Governo e delle Regioni. Con proprio atto amministrativo, infatti, le Amministrazioni regionali devono individuare i criteri di riparto degli spazi finanziari: in questo modo, le Regioni potranno incentivare determinate tipologie di investimenti tra i propri Enti Locali. Entro il termine perentorio del 30 settembre 2015, le Regioni dovranno comunicare al MEF la rideterminazione degli obiettivi finanziari dei propri Enti Locali.

A cura di Ufficio Stampa #ItaliaSicura
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