Jobs act degli autonomi, Addio al posto fisso: contratti di Smart Working o di Work on demand

Passo obbligato, dopo il varo del Jobs Act degli autonomi (leggi news): collaborazione tra lavoratore autonomo e consulenze, soprattutto quelle legali. Co...

28/06/2017
Jobs act degli autonomi, Addio al posto fisso: contratti di Smart Working o di Work on demand

Passo obbligato, dopo il varo del Jobs Act degli autonomi (leggi news): collaborazione tra lavoratore autonomo e consulenze, soprattutto quelle legali.

Come nello stile americano, il supporto legale di un avvocato nella messa in atto di una stazione telematica «smart working» nell’era digitale sarà «fondamentale». Questo è il parere del partner responsabile del dipartimento di Diritto del lavoro dello Studio legale e tributario CMS, Fabrizio Spagnolo, che in una intervista apparsa su Italia Oggi, ha parlato della crescente collaborazione tra professioni e studi legali.

Questi i motivi secondo l’analisi di Spagnolo.

Flessibilità nel lavoro

La nuova disciplina del Jobs Act porterà radicali cambiamenti nel mondo del lavoro autonomo nell’era digitale, col lavoratore, che attraverso lo «smart working», potrà svolgere la propria attività senza una postazione fissa, al di fuori dei locali aziendali, nei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge e dal contratto collettivo.

Jobs Act consulting

Esaminando l’intero provvedimento è chiaro, che per quanto concerne lo svolgimento del lavoro autonomo, il Jobs Act introduce misure per l’incentivo delle attività dei lavoratori autonomi, quali liberi professionisti. Districarsi non è facile e il ricorso a un Jobs Act consulting è quasi d’obbligo.

Contabilità e spese per l’aggiornamento

A seguito del Jobs Act, bisognerà tenere aggiornato il regime delle spese per la formazione professionale, e delle spese relative a partecipazioni a convegni e master, che saranno deducibili fino ad un importo di 10 mila euro, il che costituisce un importante incentivo allo sviluppo di nuove competenze professionali, non solo per gli organizzatori ma anche per le nuove specie di consulenze.

Qualità delle stazioni appaltanti

Con la promozione della partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, o bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca in extra-moenia, rappresentano, un programma messo in atto dal Legislatore finalizzato a sviluppare le attività professionali del nostro Paese, ma per raggiungere l’obiettivo saranno necessarie nuove competenze e nuovi tipi di consulenze, professionali, tecnologiche e giuridiche.

Supporto legale tra offerte e domande

Già antecedentemente alla introduzione a livello legislativo dello «smart working» del Jobs Act, alcune aziende hanno chiesto il sostegno del consulente legale, e con la nuova norma ci potrà assistere a un deciso incremento delle richieste di assistenza legale. Come spesso accade, di fronte ad istituti legislativi di nuova introduzione all’interno dell’ordinamento giuridico, il supporto del legale è fondamentale. In ragione, che nella centralità dell’accordo «smart working» che disciplina l’utilizzo di strumenti tecnologici per il lavoro a domicilio, rientrano gli aspetti contrattuali tra datore di lavoro e il lavoratore necessari a garantire quell’equilibrio tra privacy e le necessità produttive, in poche parole, l’accordo tra offerta e domanda.

Lo «smart workers»

Lontano da una scrivania fissa, pienamente operativo a casa, tutelato dai rischi per la salute, e in piena sicurezza nell'uso degli «strumenti tecnologici. Questi sono gli «smart workers», il moderno modo di lavoro   regolamentato con la legge 81/2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 giugno. Chiamato anche «Jobs act degli autonomi», che contiene le misure per dare impulso nello Stivale alla diffusione di una prassi più snella di esecuzione delle mansioni, da svolgere fuori l’ufficio, ma sempre però, all’interno di un rapporto di lavoro subordinato.

Fasi, cicli e obiettivi

E’ bene dire che non si tratta di una nuova tipologia contrattuale, ma della scelta del legislatore di regolamentare per «fasi, cicli ed obiettivi» una occupazione flessibile come quella del lavoro autonomo «mediante accordo tra le parti», come quelli Stato-Ordini, attraverso linee guida nella contrattazione di secondo livello.

Stipula degli accordi

Viste tutte le figure professionali coinvolte, è probabile che, l’inizio della instaurazione di tale nuova disciplina  possa richiedere il supporto di consulenti, ad esempio, per la redazione scritta degli accordi e per la redazione dell’informativa periodica, che deve essere a cadenza annuale. Attività stragiudiziale alle aziende e agli studi professionali che rientreranno all’interno della normale attività professionale. Si ricorda, che la normativa, prevede la necessità di un accordo scritto tra le parti, nel quale devono essere regolate tutte le modalità di esecuzione della prestazione resa fuori dai locali aziendali, come l’individuazione della fascia oraria di rispetto dei tempi di riposo del lavoratore, nonché tutte le misure tecniche a salvaguardia della sicurezza, e tutte le procedure organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle apparecchiature elettroniche.

Il lavoro agile o “smart working”

Nel Capo II della Legge dedicato al lavoro agile, lo "smart working", è inteso non come nuova tipologia contrattuale, ma come particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, basata sulla flessibilità di orari e di sede e caratterizzata, principalmente, da una maggiore utilizzazione degli strumenti informatici e telematici, nonché dall'assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti anche al di fuori dei locali aziendali) mediante un accordo tra le parti, organizzato per fasi, cicli e obiettivi senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, in cui è possibile l’utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa.

Il Work on demand

La prestazione lavorativa, precisa la norma, può essere eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una propria “scrivania”, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dal tipo di contrattazione collettiva. Una nuova modalità lavorativa, in sostanza,  un  work on demand, ovvero, un tipo di rapporto che nasce solo quando c'è richiesta, senza la garanzia di un posto fisso e a tempo indeterminato, né tanto meno una classica “poltrona” o “scrivania”.

A cura di Salvo Sbacchis

© Riproduzione riservata